


Premessa
Il rinnovo del contratto artigiani del settore Comunicazione, non può prescindere da un'analisi
del fenomeno del mondo artigiano alla luce della crisi in atto e che tenga conto dei fenomeni
di globalizzazione e di come gli stessi incidono anche sul fronte delle strategie di sviluppo ed
organizzative dell'impresa.
Le aziende artigiane contribuiscono in modo determinante nei settori del manifatturiero, non
solo per la parte più tradizionale del made in Italy, ma anche per quell’insieme di comparti su
cui la componente di ricerca e tecnologia rappresenta un fattore strategico imprescindibile per il loro successo competitivo. In questo contesto la trasformazione dei prodotti, delle piattaforme digitali (Ipad, mobile, internet, ecc.), di attività di servizio per i clienti e per le imprese; obbligano le aziende a presidiare il mercato in modo attento ed innovativo .
Questo importante ecosistema produttivo dell’artigianato,da alcuni anni è investito dai fenomeni di trasformazione dei processi si sono acuiti con la crisi economica internazionale,
uno scenario che impone in una prospettiva di rafforzamento del ruolo di queste imprese, una particolare attenzione sul fronte del lavoro e delle professionalità e sul fronte del rinnovamento della strategia di sviluppo.
Tutta la struttura imprenditoriale e soprattutto quella parte significativa orientata alla produzione ed esposta alla concorrenza internazionale, ha, infatti, risentito in modo rilevante degli effetti di uno scenario di crescente integrazione dei sistemi economici a livello globale nonché di una crisi creata dalla finanza e subita sempre di più dall’economia reale. Una situazione che pensando al sistema dei comparti a più elevata densità di ricerca e tecnologia, è solo in parte dipesa dall’avanzare dei concorrenti che esprimono vantaggi di costo e da una crisi che ha intaccato i consumi. Rilevante è, infatti, anche lo svantaggio competitivo di una piccola impresa che opera in un contesto nazionale che, come noto, esprime un deficit di infrastrutture materiali ed immateriali, largamente disponibili invece in altri paesi concorrenti, che frena lo sviluppo innovativo delle imprese artigiane.
Su questi presupposti la filiera della comunicazione, nella sua articolata configurazione di imprese, lavoratori, istituzioni e parti sociali, è chiamata ad un salto di qualità nel suo impegno verso quegli interventi che dovranno garantire una solida prospettiva di competitività e crescita.
In questo senso, punto dirimente è l’intensificazione dell’investimento sulla formazione per garantire una risposta adeguata alle nuove professionalità che diventano sempre più rilevanti in uno scenario avanzato sul piano delle tecnologie e dei mercati. Analogamente risulta importante il ruolo che svolge il lavoro nella competitività delle imprese artigiane anche in relazione a strategie verso posizioni a maggior valore socio-economico, che fa diventare improrogabile l'impegno finalizzato ad estendere la pratica della contrattazione di secondo livello ed a migliorare l'accesso alle informazioni.
Accanto agli interventi sul lavoro, non meno importanti sono tutte quelle politiche che dovrebbero migliorare l’agibilità operativa delle nostre piccole imprese.
Infine, sempre in una logica di garantire un contesto capace di favorire lo sviluppo imprenditoriale e la crescita occupazionale, dovrà trovare centralità un impegno che consenta di praticare,in modo sempre più denso, una strategia centrata sull’innovazione. Come più volte denunciato, questo sarà possibile a condizione che si dia una risposta all’inasprirsi del problema di accesso al credito, ma anche alle difficoltà di accesso alle tecnologie e al quel sistema di servizi avanzati che sono il presupposto di qualunque percorso di innovazione. In questo ambito, dovrà diventare un fattore centrale la possibilità delle imprese di accedere a tutte quelle tecnologie e know how che agevoli l’attuazione di una strategia di innovazione sostenibile, sia sul piano ambientale, sia su quello della sicurezza. Merita, infatti, ricordare che quello della sostenibilità sta diventando sempre di più un vincolo di accesso al mercato e questo non solo per una normativa nazionale ed europea più stringente, ma anche per effetto di una maturazione della società civile e del consumatore che riconoscono sempre di più il valore discriminante di una scelta di sostenibilità.
Sistema Informativo
L'attuale impianto del contratto che contiene un sistema ed una serie di strumenti sia a livello centrale che periferico, fino ad oggi non ha prodotto auspicabili risultati concreti anche sulla base delle comuni conoscenze acquisite. In tal senso necessita aumentare il livello di partecipazione e di intervento del sindacato con la ricerca di possibili soluzioni condivise per valorizzare il sistema produttivo del settore attraverso iniziative congiunte anche nei confronti delle istituzioni sia nazionali che locali.
Pertanto richiede:
• l'attivazione del previsto Osservatorio Nazionale sul sistema di relazioni sindacale definendo modalità specifiche che ne permettano il reale funzionamento ed i compiti assegnati inserendo la possibilità di iniziative congiunte sulle politiche industriali ed il coinvolgimento dei delegati di bacino;
• di rafforzare il ruolo del Comitato di indirizzo previsto all'interno dell'Osservatorio Nazionale più rivolto ad affrontare politiche industriali, che di solo orientamento quali (ad esempio): tutela della qualità, qualificazione delle produzioni, contraffazione, credito;
• la nomina della Commissione Paritetica sulla formazione e sui bisogni formativi prevista all'interno dello stesso Osservatorio;
• il concreto funzionamento della Commissione Paritetica Nazionale in materia
di Pari Opportunità.
Politiche Industriali
Le politiche industriali per il riposizionamento del comparto mirate ad accrescerne la produttività ed a superare la crisi economica in atto, a nostro avviso debbono orientarsi attraverso investimenti ed iniziative volte ad alleggerire l'incidenza di alcuni fattori sul costo di produzione.
Per tali ragioni si propongono azioni comuni su:
• Fiscalità di vantaggio rivolta verso un minor carico fiscale per aziende che adottino politiche energetiche a basso impatto ambientale, e procedano nella direzione della stabilizzazione dei rapporti di lavoro;
Mercato del Lavoro
La riforma del mercato del lavoro implica una armonizzazione di alcune normative contrattuali.
Nel frattempo l'insostenibilità del fenomeno della disoccupazione giovanile e delle diffuse forme di precarietà diventano obiettivi su cui la contrattazione nazionale deve intervenire riducendo periodi e percentuali per l'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile, incentivando la loro trasformazione a tempo indeterminato.
A tal riguardo, auspicando una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro, riteniamo che l'apprendistato debba diventare il contratto privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro visto in una logica di investimento verso le giovani generazioni e non di risparmio per le imprese. In questo senso si propone di affrontare particolarmente: la durata minima dei contratti e le percentuali di stabilizzazione legate a questo istituto, le ore di formazione ed i profili professionali (per i quali è possibile l’estensione della durata del contratto oltre i tre anni.)
Contrattazione 2 Livello
Sebbene il contratto disciplini l'argomento, la diffusione della contrattazione collettiva regionale risulta essere parziale ed insufficiente. A tal riguardo, oltre a quanto già previsto dal contratto, per rafforzare e garantire più elevati livelli di competitività alle aziende ed ai lavoratori all'interno di un miglioramento delle prospettive economiche ed occupazionali, sono necessari ulteriori interventi che permettano una maggiore estensione e qualificazione della stessa in quanto parte integrante del CCNL.
Pertanto si propone di:
• istituire in modo diffuso i già previsti osservatori regionali sulla contrattazione definendo una modalità di raccordo tra gli stessi e l'osservatorio nazionale;
• introdurre criteri, parametri della negoziazione regionale capaci di renderla il più possibile certa ed estesa a tutto il territorio nazionale, non escludendo la possibilità di prevedere interventi integrativi in materia di welfare contrattuale;
• prevedere un elemento perequativo di garanzia retributiva in caso di mancata attivazione della contrattazione di secondo livello nella misura di 250€.
Welfare
Previdenza
La recente e pesante riforma previdenziale impone una maggiore attenzione da parte del sindacato, all'importanza della previdenza complementare anche in questi settori riferita in particolare alle giovani generazioni, e alla necessità di estendere gli istituti di integrazione alla pensione in maniera il più possibile generalizzata.
A tal riguardo si richiede:
• campagne mirate di informazione su Fon.Te. attraverso specifiche assemblee aziendali al fine di incentivare l'adesione a Fon.Te;
• di fornire al momento dell'assunzione specifici materiali informativi sulla previdenza complementare e su Fon.Te.;
• di prevedere periodicamente la possibilità da parte del lavoratore di pronunciarsi sull'utilizzo del proprio TFR per la previdenza complementare;
• di prevedere una presenza degli artigiani in Fon.Te successivamente al loro consolidamento all'interno del Fondo stesso.
Inoltre si ritiene utile studiare forme che diano ai lavoratori nuovi assunti, la possibilità di una estensione dell'iscrizione al fondo pensionistico fin dal primo giorno di lavoro indipendentemente dalla tipologia di assunzione, incentivando la loro adesione.
Assistenza Sanitaria Integrativa
In applicazione dell’Art. 19 del vigente ccnl si chiede una verifica entro il 2013 dell’adesione ed utilizzo del fondo sanitario integrativo (SAN.ARTI.) nell’area di applicazione del presente contratto.
Appalti
Si richiede di:
• rafforzare l'articolo del vigente ccnl (lavorazione conto terzi) richiedendo l'introduzione dell'elenco dei committenti, dei fornitori e delle committenze per quelle aziende le cui fasi di lavorazioni sono realizzate in Italia e all'estero;
• istituire una specifica sezione nell'osservatorio nazionale che definisca linee guida sulla concorrenza sleale, sulla legalità, sulla contraffazione, sulla irregolarità del lavoro, contro le frodi commerciali;
• definire delle linee di indirizzo condivise che avviino un confronto sull'introduzione di responsabilità in tema di salute e sicurezza.
Professionalità
Si richiede di attivare la commissione tecnica paritetica già prevista nel contratto, per studiare durante la vigenza contrattuale, l'unificazione degli attuali sistemi classificatori ed aggiornamento della classificazione del personale.
Tale lavoro dovrà tener conto delle nuove figure professionali in relazione alle
avvenute innovazioni di processo e di prodotto.
Formazione
Riteniamo che la formazione rimanga uno strumento fondamentale per rispondere alle nuove sfide a cui il mondo dell'artigianato ed i nostri settori devono misurarsi.
Uno strumento da accrescere e rafforzare, fruibile per tutti i lavoratori e per tutte le figure professionali, finalizzato al riconoscimento delle accresciute capacità conseguite.
In questo senso si chiede di prevedere:
• percorsi formativi di raccordo tra l'attuale inquadramento e le nuove figure professionali individuate a partire da quanto sarà definito all'interno dei rivisitati piani formativi ;
• percorsi formativi specifici per le lavoratrici sia di riqualificazione che di inserimento dopo la maternità;
• di definire un sistema di certificazione delle competenze;
• riconoscimento professionale delle competenze acquisite;
• richiesta libretto formativo.
Diritti
Diritto allo studio - richiesta di considerare come corsi di studio presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti i corsi di italiano previsti per il conseguimento della certificazione A2 per i lavoratori stranieri e di tutti quelli che vengono richiesti per ottenere il permesso di soggiorno.
Ferie – definizione di una tempistica, che si propone di norma entro il 30 aprile, entro la quale i lavoratori possono programmare le ferie. Stabilendo che, un'eventuale e diversa programmazione dovrà essere concordata a livello aziendale con i dipendenti previa comunicazione alle OO.SS di riferimento. Inoltre si richiede di discutere sulla possibilità di una progressiva equiparazione del trattamento previsto per la maturazione delle ferie, tra i vari settori.
Retribuzione - richiesta di specificare la cadenza temporale in cui deve essere liquidata.
Congedi parentali - prevedere disposizioni contrattuali in armonia con le normative vigenti e con gli accordi europei in materia.
Malattia – si richiede: di discutere di un possibile miglioramento della normativa in caso di malattie brevi; che l'azienda comunichi al lavoratore, con largo anticipo, l'esaurirsi del periodo di comporto e che in caso di esaurimento dello stesso, l'azienda conceda, su richiesta del lavoratore, un periodo di aspettativa non retribuita. Inoltre si richiede una specifica normativa di tutela per quanto riguarda le patologie gravi ed oncologiche.
Tutela malattia lunga - si richiede di portare al 50% la retribuzione dal 180° giorno fino
al termine dei 12 mesi, in alternativa portare da 12 a 18 mesi.
Salario
Un incremento salariale che tuteli il potere di acquisto dei lavoratori, traguardi anche a sostenere e rilanciare i consumi, deve essere l'obiettivo di questo rinnovo. In questo senso si dovranno verificare eventuali scostamenti tra inflazione reale registrata a fine anno 2012 e quella prevista e presa in considerazione dal contratto in scadenza, a cui si dovranno aggiungere le previsioni per il prossimo triennio. Per il triennio 2013-2015 l'incremento richiesto è pari al 7% . Da calcolarsi sul 4° livello tenendo conto del salario di riferimento già definito nel precedente rinnovo contrattuale.
Stesura Contratti
Prevedere nella vigenza contrattuale un lavoro di armonizzazione e di ricomposizione di alcuni articoli contrattuali di diversa provenienza settoriale.
Distribuzione Contratto
Il contratto verrà distribuito gratuitamente a tutti i lavoratori. In sede di rinnovo verranno definite le modalità. Si richiede a tutti i lavoratori non iscritti ad alcuna OO.SS, di contribuire alle spese del rinnovo del CCNL, versando una quota una tantum di 30€
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTeL –CISL UILCOM-UIL
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