


cosa peggiore per l’economia di un Paese è la perdita di fiducia. Stessa cosa per l’economia di un’Impresa. La perdita di fiducia dei propri dipendenti, dei propri collaboratori ne compromette la stabilità e la ricercata profittabilità. Basterebbe questa frase per convincersi che un "clima d’incertezza e di malessere" non porta benefici né agli uni né agli altri.
I rischi percepiti dalla "middle-age" del comparto dell’editoria sono molti. Più specificamente dai lavoratori attualmente in organico in Elcograf Verona che, si sono visti coinvolti da una doppia crisi, quella economica e quella di prodotto, con processi di sempre più digitalizzazione tradottesi in perdita di commesse e di tirature. Non bastasse, la modifica delle regole con il Dlgs 69/2017 - che ha limitato gli strumenti degli ammortizzatori sociali e peggiorato le regole del prepensionamento - ha contribuito non poco al succitato "clima d’incertezza e malessere".
L’equilibrio va ritrovato con un atteggiamento propositivo tra tutti gli attori. La contrattazione è un diritto fondamentale, un mezzo chiave attraverso il quale i datori di lavoro e le rappresentanze dei lavoratori possono trovare un equilibrio tra profitto, salari e condizioni di lavoro dignitose. Soprattutto in periodi di crescente tensione sociale, con la cultura del "contro qualcosa, contro qualcuno" è fondamentale rispettare e promuovere, a tutti i livelli, i meccanismi del dialogo. Se il dialogo viene portato avanti con successo, i risultati ottenuti raccolgono maggiore fiducia.
Ma il dialogo non può essere a senso unico! Ancor oggi, una scelta assunta unilateralmente dalla direzione aziendale - la modifica l’orario di lavoro in stampa offset - amplifica l’insofferenza tra le Parti e certifica l’indisponibilità di questa direzione a voler trovare un equilibrio. Eppure in questo ultimo decennio i lavoratori di Verona hanno dato - con richiesta responsabilità - contributo all’azienda penalizzando di molto le proprie condizioni retributive e di Qualità lavorativa. Mai, di ritorno, nessuna "importante" disponibilità a una definizione d’Accordo che ridia equilibrio a: profitto, organizzazione del lavoro, livelli salariali e Qualità del lavoro. È tempo di equi benefici, non solo salariali, ma promuovendo e ricercando un sano "equilibrio della vita lavorativa" dei propri dipendenti.
Abbiamo denunciato più volte che questa leadership, questa organizzazione del lavoro disfunzionale basata sulla paura e sul controllo non funziona più. Serve un nuovo modello i cui leader dispongano non soltanto di un radar ben funzionante che permetta loro di comprendere ciò che sta succedendo globalmente, ma anche di una bussola morale fondata sulla responsabilità e su scelte etiche che guidi la nave nella direzione giusta. Un cambiamento che dia vita ad uno stile di leadership autenticamente umano grazie al quale le Maestranze siano permeate di fiducia e rispetto.
Finché la direzione aziendale non assumerà un atteggiamento di maggior disponibilità, definendo un Accordo Quadro che veda al proprio interno concrete risposte - anche - alle esigenze dei lavoratori, permarrà da parte nostra lo stato di agitazione e relativi blocchi sulle prestazioni di flessibilità e straordinario obbligatorio, nonché sulla questione irrisolta del congiungimento turno notturno dalla direzione sintetizzato con un (+4).
Segreteria Territoriale e RSU
FISTel CISL Verona
Verona, 22 gennaio 2019
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