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09 Ottobre 2019 Grafici - Le ragioni di una scelta

Il giorno 25 ottobre p.v., è stato proclamato da SLC e UILCOM, uno sciopero in merito alla ormai estenuante trattativa per il rinnovo del CCNL Grafici Editoriali scaduto alla fine del 2014.
Come sempre non vogliamo commentare o spiegare le ragioni degli altri, ma esclusivamente quelle della nostra scelta come Federazione di non aderire alla iniziativa di mobilitazione.
Come abbiamo già avuto modo di spiegare nei precedenti comunicati, la nostra Organizzazione è sempre rimasta in linea con il principale mandato affidatoci non solo dai lavoratori nel corso delle assemblee, ma anche dagli innumerevoli attivi unitari di settore, svolti in questi 5 anni di trattative. Infatti, come è facilmente ricostruibile attraverso la lettura dei comunicati unitari o di sigla degli anni scorsi, l’obiettivo che ci si era dato, consisteva nel dover trovare soluzioni ai vari punti in discussione a patto che dopo la firma del rinnovo del CCNL, non vi fosse alcuna decurtazione salariale e cioè che la RAL (Retribuzione Annua Lorda) di ogni singolo lavoratore, non subisse diminuzioni ma al contrario, avesse un aumento.
Alla luce dell’ultima proposta fatta dalla controparte, e cioè 55 euro di aumento sul LIVELLO B3, 210 euro di una tantum e 313 euro di welfare, la matematica e non le singole opinioni, ci dimostrano che la RAL di cui sopra, aumenta e non diminuisce, tenendo in considerazione la trasformazione della tredicesima mensilità da 200 a 173 ore e la decurtazione di 6 ore e 40’ tra ferie e rol.
Certo, la proposta ha ancora margini di miglioramento: basti pensare ad esempio alla durata del CCNL, agli importi complessivi relativi sia all’aumento dei minimi contrattuali sia all’una tantum, e nonostante lo stato del settore che sembra ancora lontano dallo stabilizzarsi, (tanto è che la trimestrale del 2019, vede rispetto all’anno precedente un arretramento del meno 7 e del meno 8% su volumi e fatturato), riteniamo che pur senza fare voli pindarici, ci siano i presupposti per trovare un equilibrio complessivo e soddisfacente. A tal proposito, per un settore che ormai da molti anni, ha un andamento in costante discesa, sarebbe fondamentale avere un contratto in linea e aggiornato alla situazione legislativa e normativa vigente, e non obsoleto e fermo a quella di cinque anni fa. I nefasti risultati di tale situazione già sono in modo preoccupante visibili, infatti sempre più aziende, in particolare quelle native digitali, non applicano questo contratto preferendone altri, e alcune aziende del comparto tradizionale, escono dalla sfera di applicazione entrando in contenitori contrattuali che nulla c’entrano con la tipologia merceologica del nostro settore.
Questa “vacanza contrattuale”, ha determinato una importante perdita economica, si pensi ad esempio ai lavoratori inquadrati al livello B3, i quali hanno superato ormai abbondantemente i 2.000 euro procapite di mancato adeguamento dei minimi contrattuali, cifra che col passare del tempo continua a crescere.
Noi siamo convinti che i margini per concludere finalmente in modo positivo questa complicatissima trattativa ci siano e auspichiamo che dopo il 25 ottobre si possa riprendere in modo costruttivo il tavolo del confronto per dare al settore e ai lavoratori il contratto di cui c’è tanto bisogno.
Il Segretario Nazionale Paolo Gallo

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