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29 Gennaio 2013 Messaggero - Piano licenziamenti

Nelle ultime ore siamo venuti a conoscenza del piano di licenziamenti che la proprietà de "Il Messaggero" è costretta (col fucile puntato? e da chi???) a procedere.

La volontà di procedere (e non la costrizione) ai licenziamenti collettivi risiede nei desiderata di questa proprietà. Ciò è chiaro, visto che non è la prima volta che in questi anni viene intimato il licenziamento ai lavoratori de "Il Messaggero".

Anche le motivazioni per le quali la proprietà intende licenziare le sue maestranze sono illogiche, proviamo a capirne nel merito i motivi:

- le innovazioni tecnologiche del sistema editoriale hanno consentito con l’ultimo accordo richiamato dall’Azienda di settembre 2011 e quello di novembre 2012 di avere un efficientamento organizzativo equilibrato al prodotto editoriale;

- le semplificazioni di processo sul prodotto effettuate dai lavoratori poligrafici nell’ambito della preparazione (Tipografia), hanno consentito ai giornalisti processi di lavoro più snelli, cercando di superare duplicazioni di lavoro;

- la nuova struttura organizzativa dell’area di preparazione prevede il demansionamento di alcune figure contrattuali; prevede l’esternalizzazione di alcune fasi di lavoro comprese nella sfera di applicazione del vigente CCNL; ed infine prevede che i giornalisti de "Il Messaggero" svolgano le rimanenti attività poligrafiche (non esternalizzate), allargando la sfera di applicazione del loro contratto (alla faccia dei diritti dei quali a parole si fanno paladini) in cambio dei famosi TRENTA DENARI.

La volontà di licenziare è chiara quanto la volontà di destrutturare il Contratto Nazionale di Lavoro, come è chiara, e scritta, la considerazione delle risorse umane considerate dalla Proprietà soltanto come una sequenza di numeri e di attività da eliminare.

Nelle sedi opportune e con la volontà di rispettare le regole contrattuali (convinti e non costretti a rispettare) rispediremo al mittente questo piano di licenziamenti e come sempre saremo disponibili a discutere delle difficoltà delle imprese cercando di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, oltre alla volontà ed alla intelligenza che ognuno di noi che siede al tavolo del confronto possiede.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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