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16 Dicembre 2019 Digital News Gathering - Nessun accordo sui licenziamenti ora la mobilitazione

Si è chiusa venerdì 13 dicembre con un mancato accordo al Ministero del Lavoro la procedura di licenziamento dei 28 lavoratori di DNG .
L’esito malaugurato consegna nelle mani dell’azienda la possibilità di licenziare l’intero organico stabile composto appunto da 28 lavoratori.
La delegazione sindacale, per difendere i posti di lavoro, aveva offerto ampia disponibilità per la ricerca di un accordo, arrivando anche a valutare possibili riduzioni di orario e di salario, a cui si potevano aggiungere un certo numero di esodi volontari sul principio della non opposizione. Ciononostante l’accordo non è stato possibile, a causa dell’ostinata pretesa aziendale di pretendere la firma sindacale dei licenziamenti coatti, o, in alternativa, all’avallo alla sostituzione dei contratti subordinati in essere con altri contratti precari di tipo a chiamata (job on call). Un irrigidimento irresponsabile quello dell’Azienda, proprio sulle uniche due richieste che sin da subito le OO.SS. avevano respinto in quanto irricevibili, a dimostrazione che la volontà di DNG era soltanto quella di voler avere le mani libere per precarizzare il lavoro e aumentare i profitti.
Con il salario al di sotto del livello di sussistenza, infatti, o con un salario aleatorio come nel Job on call, non si difende il lavoro, si difendono soltanto i profitti a scapito dei diritti.
Il nuovo possibile accordo di fornitura fra Mediaset e DNG, dalle notizie in nostro possesso, aveva comunque i margini di sostenibilità per poter assicurare la tenuta dei contratti e dei livelli occupazionali, cosi come la giusta remunerazione per l’imprenditore. La preoccupazione è ora che, l’eccessiva bramosia di guadagno non metta a repentaglio l’intero contratto di fornitura, e la tenuta complessiva dell’azienda.
La risposta sindacale a questo punto sarà dura, sia sul piano della mobilitazione che della tutela legale dei lavoratori licenziati.
La vertenza DNG, infatti, è parte integrante di una vertenza generale per la difesa del lavoro, dei salari e dei diritti che stanno subendo da tempo un pesante attacco nel settore degli appalti televisivi.
I problemi del settore sono infatti complessivi e non solo dei lavoratori, e pertanto chiameremo in causa ogni volta le imprese committenti.
A questo proposito è importate che Mediaset, a cui riconosciamo il merito di aver fatto concreti passi in avanti per il rinnovo del contratto di fornitura, faccia valere tutto il suo peso per imporre a DNG la tutela dei livelli occupazionali e dei diritti di quei lavoratori. Sarebbe paradossale infatti che, nonostante un contratto di fornitura rinnovato, fosse proprio Mediaset a subire il danno d’immagine dei licenziamenti, a cui si aggiungerebbe la responsabilità oggettiva di aver avallato, attraverso un proprio fornitore, la punta più avanzata di precarietà selvaggia dell’intero settore radiotelevisvo del nostro paese.
Roma, 16 dicembre 2019
Le Segreterie Nazionali
Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil

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