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06 Novembre 2013 Emittenza Privata - Grave crisi comparto televisivo locale

Illustri Senatori,

La drammatica e perdurante crisi economica in cui versa la nazione rischia di cancellare definitivamente il comparto televisivo locale.

Le Tv locali (quelle con dignità di impresa in termini di fatturato e dipendenti) che esercitano da sempre un'importante funzione a salvaguardia della libertà e del pluralismo dell'informazione e contribuiscono alla valorizzazione culturale e allo sviluppo del territorio rischiano infatti di sparire a causa del drammatico calo della raccolta pubblicitaria. La raccolta della pubblicità locale e nazionale - principale fonte di entrata del settore televisivo privato - è infatti diminuita in termini percentuali di oltre il 40% rispetto al biennio precedente (fonte UPA) .

In conseguenza di ciò oltre il 50% delle emittenti televisive locali operanti sono state costrette ad aprire procedure di cassa integrazione, mobilità e licenziamento per i loro dipendenti e rischiano di non poter proseguire la loro attività.

Per di più l'assenza di iniziative governative di rilancio del mercato, come ad esempio l'introduzione del credito di imposta per nuovi investimenti pubblicitari non consente la ripresa del settore.

L'altra fonte di entrata importante per le emittenti televisive locali, è costituita dai contributi erogati ai sensi della legge 448/98. Si tratta di un sostegno che negli anni ha permesso alle emittenti locali di crescere sia in termini quantitativi, mediante nuove assunzioni, sia in termini qualitativi soprattutto con riferimento all'offerta di servizi informativi. Ora le misure di sostegno, che negli anni 2008 e 2009 ammontavano a 150 milioni di euro, a causa di tagli diretti e lineari contenuti nelle varie leggi finanziarie sono in costante riduzione gli ultimi tagli (operati dalle disposizioni contenute nel decreto legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012 n. 135) hanno previsto relativamente al biennio 2013 e 2014 la diminuzione complessiva del contributo di ulteriori 50 milioni di euro.

Ora l'A.S.1121 recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2014 e Bilancio pluriennale per il triennio 2014- 2016" prevede che per le misure di sostegno all'emittenza locale (capitolo 3121 Ministero dello sviluppo Economico) vengano stanziati complessivamente

 Anno 2014 euro 39.515.799

 Anno 2015 euro 37.266.110

 Anno 2016 euro 42.562.143

Un'ulteriore riduzione dei contributi alle Tv locali attuata sulla base degli importi sopraindicati, potrebbe portare al definitivo tracollo del settore. Con ricadute pesantissime in termini di occupazione, inserendosi, oltretutto, in un contesto che dal 2011 ( si contavano 5000 addetti) ha visto la riduzione dei lavoratori occupati del 50%.

Tali ridimensionamenti, inoltre, solo formalmente andrebbero nella direzione di ridurre la spesa pubblica, costringendo le aziende ad un’azione difensiva attraverso un maggiore ricorso agli ammortizzatori sociali.

Oggi non è più tempo di tagli indiscriminati ma di aiuti atti a favorire la ripresa del settore. Ciò contribuirebbe al ripristino del circolo virtuoso con ricadute positive anche per la piccola e media impresa che tornerebbe ad investire in pubblicità.

Pertanto le scriventi chiedono una modifica sostanziale della legge di stabilità ed una attenzione ad un settore strategico e, in tal senso, condividono lo spirito della lettera inviataVi in contemporanea dalla Organizzazione Datoriale FRT, in rappresentanza del comparto Radiotelevisivo locale.

Certi della Vostra comprensione e del Vostro sostegno, cogliamo l'occasione per inviare i nostri saluti più cordiali.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Barbara Apuzzo Paolo Gallo Pierpaolo Mischi

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