


Il settore radiotelevisivo è interessato da profondi mutamenti strutturali dovuti alla convergenza tecnologica tra le trasmissioni radiotelevisive tradizionali e le TLC. Le modifiche tecnologiche stanno già interessando e sempre di più interesseranno i processi produttivi, i contenuti prodotti in termini di format e di linguaggi, le modalità della trasmissione e della ricezione da parte dell’utente finale, forse gli stessi futuri modelli di impresa.
La crisi economica e finanziaria che ha determinato sia la caduta verticale della raccolta pubblicitaria dal 2008 ad oggi che la contrazione dei contributi pubblici ha rallentato finora il ritmo gli investimenti necessari per consentire alle imprese di tenere il passo con i tempi. Per la stessa ragione i consumatori non hanno ancora dispiegato al pieno delle loro possibilità la diffusione delle tecnologie più avanzate per consentire l’utilizzo verso nuove modalità di fruizione, ma nonostante ciò la domanda di nuovi servizi on demand si fa sempre più consistente.
Alcuni segnali di controtendenza cominciano però a manifestarsi: il calo della raccolta pubblicitaria prosegue, ma si registra una moderazione, già nell’ultimo trimestre 2014 ed in parte in questi primi mesi 2015, dopo la flessione drastica degli anni precedenti. La pay tv è cresciuta ed ha ancora potenzialità espansive seppur ridotte ai primissimi anni. L’Auditel ha registrato un +1% complessivo nel 2014. Sono tornati i contributi pubblici regionali. Inoltre, se il governo manterrà l’impegno di bandire l’asta per assegnare le frequenze 700 MHZ a gennaio 2016, con le nuove tecnologie DVB-T2 e gli standard di codifica e di compressione HEVC, si avrà presto un uso più efficiente della banda aumentando di oltre il 50% il numero di canali trasmissibili sulla medesima frequenza con la possibilità e l’auspicio di un aumento dei volumi di fatturato.
I tempi di sostituzione del modello centrato su piattaforme DTT e satellitare e sull’offerta multicanale generalista o verticale in palinsesto sono ancora lunghi. Il Piano Lamy fissa il traguardo al 2030. Questo sul fronte televisivo, mentre si evidenzia un rallentamento sull’adeguamento al Digitale nel settore della Radiofonia ancora legata e, forse non a torto sulle frequenze analogiche.
Anche se il cambiamento dovesse improvvisamente accelerare il passo, come alcuni analisti ritengono possibile in considerazione dei tempi fissati dall’Agenda Digitale per l’implementazione della Fibra Ottica, la prospettiva temporale che abbiamo davanti consente ampiamente di pianificare gli interventi e di governare il cambiamento.
Il CCNL del settore in questo quadro è uno strumento indispensabile per governare tale cambiamento. C’è bisogno di aggiornare le competenze professionali. E’ necessario intercettare e governare nuovi modelli organizzativi con l’obiettivo anche di includere nuove imprese che sono già parte della filiera produttiva.
Occorre che il lavoro e l’impresa operino nella trasformazione e per la trasformazione con piena consapevolezza e forte motivazione.
Il rinnovo del CCNL scaduto lo scorso 31 dicembre 2014 è dunque l’occasione per cominciare ad elaborare un progetto condiviso sui nuovi orizzonti del settore radiotelevisivo. Un progetto che riaffermi la centralità, ma anche l’unicità, del CCNL di settore, contro la logica miope affermatasi nel tempo del dumping contrattuale che purtroppo si è fatta strada.
Riteniamo opportuno per tutte queste ragioni fissare un incontro che, prima di entrare nella fase del rinnovo contrattuale, ci consenta di condividere le considerazioni generali sullo scenario, ma anche di cominciare a mettere a fuoco i filoni sui quali il rinnovo contrattuale dovrà porsi delle domande e provare a dare risposte.
Al fine di condividere l’Ordine del Giorno vi proponiamo i seguenti titoli:
1) La sfera d’applicazione. Individuare le esigenze di aggiornamento alla luce delle evoluzioni che il mercato ha registrato e le possibili misure di protezione dal dumping contrattuale.
2) Individuare le comuni esigenze del settore alla luce delle quali si ritiene di aggiornare l’apparato normativo.
3) Bilancio politico delle iniziative di Welfare Aziendale (Previdenza Integrativa, Assistenza Sanitaria Integrativa, conciliazione tempi di vita e di lavoro), già intraprese e prospettare nuovi possibili interventi.
4) Gli aumenti retributivi.
Si resta in attesa del vostro cortese riscontro.
Cordiali saluti.
Le segreterie nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM UIL
Barbara Apuzzo Paolo Gallo Pierpaolo Mischi
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