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11 Aprile 2016 Mediaset - Accordo strategico con vivendi

Lo scorso venerdì è stato siglato e comunicato l'accordo strategico tra Mediaset e Vivendi che vede il passaggio dell'intero capitale di Premium al colosso francese. Tale acquisizione avviene attraverso uno scambio azionario del 3,5% delle quote azionarie dei due gruppi. I benefici per il Gruppo Mediaset consistono essenzialmente nel trasferimento dell'intero indebitamento di Premium al Gruppo Vivendi e questo rappresenta sicuramente un notevole miglioramento della posizione finanziaria netta per il Gruppo Mediaset. È vero che tale accordo rappresenta un risultato importante nel riequilibrio finanziario del gruppo Mediaset, mentre non da ancora garanzie e certezze in merito alla strategia industriale sia per la tv generalista che rimane nel gruppo Mediaset sia per la tv a pagamento che passa al Gruppo Vivendi. Ma è altrettanto vero che senza l'equilibrio finanziario che questo accordo prefigura, sarebbe difficile se non impossibile parlare i investimenti e quindi di una strategia industriale per il futuro.

Per questo è necessaria una analisi approfondita e una corretta valutazione dell'accordo, tenendo conto degli elementi più rilevanti che stanno condizionando il settore:

1) il mercato della Pay tv si fa ogni giorno più difficile e competitivo essendo oramai globale; non potendo più contare solo su mercati domestici, diventa indispensabile espandersi per poter operare su più paesi in modo da ammortizzare i sempre più costosi diritti, soprattutto se in esclusiva, significativo in tal senso la nascita di Sky Europe e l’ ingresso in Europa del gigante americano Netflix.

2) L’operazione conclusa nei giorni scorsi denota ancora una volta i limiti strutturali del sistema industriale e produttivo nostrano, dove emerge in maniera palese il nanismo economico e dimensionale delle nostre imprese, costrette per poter competere, nella migliore delle ipotesi, ad accordi come quello siglato con Vivendi.

3) Un'altra grande criticità italiana è rappresentata dall’asfittico mercato dei contenuti a pagamento, che come sostenuto da molti non consente la sopravvivenza di due player come Sky e Premium, soprattutto se quest’ultima, come ricordato sopra, opera esclusivamente in un unico paese.

4) La convergenza sempre più stringente tra il mondo TLC e quello dei produttori di contenuti avrà in futuro l’effetto di cambiare e plasmare la natura dei Player così come li conosciamo ora, in nuovi soggetti con nuovi mercati, nuovi prodotti e nuovi processi.

Il sindacato deve affrontare queste nuove sfide, con coraggio e determinazione cercando di incalzare le imprese perché questi processi di cambiamento diventino opportunità di sviluppo e occasioni di crescita del sistema .

Nei prossimi giorni chiederemo un incontro in cui ribadiremo che per quanto ci riguarda il piano industriale, che i due gruppi in maniera sinergica elaboreranno, deve avere come obiettivo lo sviluppo, tendendo non solo al mantenimento dell’occupazione ma al suo incremento. Oltre a questo, tenendo conto che il confronto, per quanto riguarda i lavoratori di Premium, andrà fatto anche e soprattutto con il nuovo azionista, il Gruppo Vivendi, chiederemo immediatamente l'intervento del Comitato Aziendale Europeo del Gruppo Vivendi perché faccia richiesta di una riunione straordinaria finalizzata ad approfondire le strategie di Gruppo francese in Italia.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

FISTEL CISL UILCOM UIL

Paolo Gallo Pierpaolo Mischi

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