


Per superare le difficoltà del Gruppo, che si inquadrano nella forte crisi dell’economia e dell’intero settore radio-televisivo, a partire dal 2011 e nel corso del 2012, Mediaset ha adottato e rafforzato una politica di contenimento dei costi che comporta un risparmio di 450 milioni di euro nel corso del triennio 2012, 2013 e 2014.
Contemporaneamente è iniziata una fase di trasferimenti di personale, cessioni di ramo d’azienda e dimissioni volontarie incentivate che, inevitabilmente, hanno creato un clima di preoccupazione tra i Dipendenti del Gruppo che, per la prima volta, sentono incerto e a rischio il loro futuro insieme a quello dell’Azienda.
Dopo l’incontro sindacale del 28 novembre 2012, nel quale l’Azienda aveva ribadito la propria volontà nel proseguire la politica di contenimento dei costi, il Sindacato nel suo insieme aveva manifestato la propria disponibilità ad entrare nel merito delle questioni in cambio di certezze occupazionali e del mantenimento del perimetro organizzativo del Gruppo.
A partire dal mese di marzo 2013, Azienda e Segreterie Nazionali hanno dato il via a un confronto con la finalità di mettere in chiaro le esigenze aziendali di riduzione di costi e cercare di metterle in equilibrio con le preoccupazioni del Sindacato e dei Lavoratori di Mediaset.
Il tentativo era, e rimane, quello di individuare le direttrici principali di un possibile accordo da definire con la Rsu, e da approvare con le Assemblee dei Lavoratori di Mediaset, prima dell’erogazione del Premio di risultato prevista nel prossimo mese di maggio.
Nel corso del confronto le Parti hanno condiviso le seguenti valutazioni generali:
Le sole manovre di contenimento dei costi, predisposte dall’azienda per fronteggiare la crisi economica e della pubblicità, non possono essere l’unica risposta alle difficoltà del Gruppo Mediaset;
Diventa urgente rivedere il modello di business e editoriale del Gruppo, che ha caratterizzato il lungo periodo di risultati positivi per Mediaset, ma che oggi va adeguato alle nuove modalità di fruizione dei contenuti. Un modello che preveda:
o un rafforzamento della tv generalista con l’utilizzo di più contenuti autoprodotti
o il rafforzamento della Pay Tv con diversificazione dell’offerta;
o una più marcata identità nei contenuti digitali free con offerte tematiche;
o la creazione di contenuti specifici per la rete e new media;
o la sperimentazione di nuovi programmi e linguaggi sulle diverse piattaforme.
Nel merito dei costi, le ipotesi formulate dall’azienda riguardano la rivisitazione di alcuni istituti dell’Aia (trasporti, trasferta, permessi) compreso il Premio di Risultato, con un risparmio atteso tra i 20 e i 30 milioni di euro.
Le Segreterie nazionali hanno ribadito le seguenti posizioni:
che i sacrifici richiesti siano equamente distribuiti tra i vertici aziendali, Dirigenti, Giornalisti, Quadri, Tecnici e Impiegati del Gruppo;
che in cambio dei sacrifici richiesti ci sia una chiara volontà dell’Azienda di salvaguardare l’occupazione nel Gruppo, all’interno di un modello televisivo che preveda un forte impulso all’innovazione e all’auto produzione dei contenuti;
che l’accordo eventuale dispieghi i suoi effetti per un periodo limitato e definito nel tempo, per lasciare successivamente spazio alla normale contrattazione;
che alcune delle richieste di risparmio aziendali (trasporto, trasferte ecc.) non concorrono significativamente al raggiungimento degli obiettivi previsti;
che l’Azienda non proceda unilateralmente nell’applicazione della riduzione dei costi.
Data la complessità degli argomenti, allo stato attuale il confronto non ha prodotto soluzioni definitive. Si è pertanto fissato un ulteriore incontro tra l’Azienda e l’Esecutivo del Gruppo il giorno 17 aprile 2013.
La Segreteria nazionale
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