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20 Marzo 2023 Rai - Apertura procedura raffreddamento si va verso lo sciopero generale

In data odierna, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL,
SNATER, LIBERSIND-CONFSAL, hanno deciso di aprire le procedure di raffreddamento per il
personale di tutto il Gruppo RAI, in relazione allo scenario preoccupante sul futuro dell’Azienda
e del Servizio Pubblico Radiotelevisivo del nostro Paese.
Dopo quasi due anni dalla nomina degli attuali vertici, infatti, poco o nulla si è fatto per dare
risposta ai problemi e alle criticità che rischiano di strangolare la RAI.
In questo contesto anche i Responsabili delle Risorse Umane non sono stati in grado di
affrontare le problematiche a loro afferenti, con il paradosso di giungere ad appaltare
all’esterno la stessa valutazione del personale.
Qui di seguito le motivazioni per cui sono state aperte le procedure di raffreddamento:
 incertezza sul Piano Industriale, Piano Immobiliare e tenuta finanziaria del Gruppo Rai;
 futuro assetto industriale di Rai Way;
 utilizzo ingiustificato degli appalti e delle risorse esterne e mancata valorizzazione di quelle
interne come previsto dal Contratto di Servizio;
 assenza delle risorse economiche necessarie per il rinnovo del CCL;
 mission dei Centri di Produzione e delle Sedi Regionali;
 carenza di organico e mancato aggiornamento tecnologico;
 mancata conciliazione Vita Lavoro in Produzione TV, Radio e Sedi Regionali;
 mancato ampliamento del “Lavoro Agile” in Produzione e miglioramento degli accordi
sottoscritti in tema di “Lavoro Agile”;
 mancato confronto sul Piano di razionalizzazione del Servizio Mensa e del graduale
riconoscimento dei Buoni Pasto a tutti i Lavoratori.
Un grido di allarme diretto ai vertici aziendali che deve suonare forte all’esterno anche ai livelli
politici di questo Paese, quelli che paventano di togliere il canone in bolletta dal prossimo anno,
senza dire come si finanzierà in alternativa la RAI, oppure quelli che perdono un numero
esagerato di mesi per decidere chi farà il Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, senza
peraltro lavorare sul Contratto di Servizio.
Siamo ad una strettoia sul futuro della RAI in cui i problemi endemici dell’Azienda si sommano
a quelli esterni causati da una politica e da un sottobosco più intento a occupare la RAI invece
che dettare le regole per renderla governabile.
Il Sindacato, per senso di responsabilità, si è trovato costretto a svolgere un ruolo di supplenza,
si sta sostituendo nei fatti all’Azienda per assicurare un futuro alla RAI, mentre i vertici
aziendali sembrano più attenti ai pareggi formali di bilancio, che alla crescita preoccupante
dell’indebitamento.
Per queste ragioni, invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo RAI a prepararsi ad
una grande mobilitazione che, partendo da ogni singola rivendicazione, dovrà trovare la sua
sintesi nel bisogno comune di dare un futuro alla RAI.
Sempre per lo stesso senso di responsabilità, nonostante la decisione di aprire le procedure di
raffreddamento, le OO.SS. hanno deciso di firmare una proroga di sei mesi dell’attuale accordo
di “Lavoro Agile”, che riguarderà le lavoratrici e i lavoratori che già ne usufruiscono.
Una scelta che non cambia il giudizio fortemente negativo su questo immobilismo aziendale
durato più di un anno, che ha impedito l’ampliamento del “Lavoro Agile” alle figure di
produzione compatibili, e la possibile riduzione sperimentale dell’orario di lavoro per quelle
non compatibili, nonché l’introduzione di misure di conciliazione Vita Lavoro.
Siamo certi che questa chiamata alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori da noi
rappresentati, non potrà lasciare indifferenti Usigrai e Adrai che invitiamo ad un percorso
comune a difesa della più grande Azienda Culturale del Paese.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL

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