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06 Marzo 2018 Rai - Basta demagogia facciamo chiarezza

Cari colleghi,

In questi ultimi giorni stiamo assistendo da parte di lavoratrici e lavoratori ad un acceso dibattito sull’ipotesi di accordo sottoscritta pochi giorni fa.

Questo contratto introduce innovazioni importanti per il miglioramento della vita lavorativa dei dipendenti Rai e un dibattito partecipato in merito è giusto e utile che ci sia.

Quello che speravamo non accadesse, al contrario, è la strumentalizzazione che alcuni soggetti stanno dando all’ipotesi di accordo, interpretando in maniera fallace gli effetti del contratto al fine di confondere i colleghi.

La questione ante e post ‘95 su tutti.

Per tutta la durata delle trattative ci siamo sentiti dire dall’azienda che differenziare ante e post ’95 era impossibile, che c’era una legge in merito, che c’era un accordo confindustriale da rispettare, che non si poteva immaginare di differenziare gli aumenti dei minimi, etc., etc. Da parte nostra abbiamo resistito allo scoramento dei colleghi che pensavano che l’azienda mai avrebbe ceduto, e invece …

Incalzata fino all’ultima lettura dell’ipotesi di accordo, l’azienda firma un Contratto in cui riconosce esplicitamente l’esigenza di colmare le distanze economiche tra i propri dipendenti, che aveva negato per 23 anni. Lo fa, ripetiamolo, non perché mossa da alti ideali bensì costretta a farlo dall’insistenza di chi ha sottoscritto quell’ipotesi che ha posto questo riconoscimento come indispensabile al buon esito della trattativa.

Da questo contratto in poi gli aumenti dei minimi terranno conto di queste differenze.

Le cifre, vero terreno di scontro, devono essere inquadrate in maniera più ampia.

Ricordiamo che esistono almeno tre casistiche economiche differenti in Produzione:

- ante 95 con tutti gli scatti, indennità 8% e il 17 % come forfait straordinario 270€;

- post 95 con 5 scatti, indennità 8% e il 17 % come forfait straordinario 270€;

- post 2000 con 5 scatti, indennità 8% e 0€ di forfait di straordinari;

- post 2000 con 5 scatti, indennità 8 % ad personam di 95€ (Accordo 16.04.2003)

La decisione di ottenere un distinguo economico, per tutti i post ’95, anche se per molti non in una misura soddisfacente, è un segnale politico sindacale forte, che crea un precedente imprescindibile, da una linea politica sindacale che vada in quella direzione.

Il principio importante che deve passare non è tanto sul distinguo tra "post 95" e "pre 95", ma che i minimi salariali sono bassi, e la limitatezza degli scatti non porta ad una retribuzione adeguata ai tempi.

Si insisterà su ulteriori aggiustamenti già dal prossimo contratto, e si smonteranno le bugie che circolano oggi su quello che – ribadiamo – è un buon accordo.

Buono perché tutto è migliorabile. Buono perché si schiera apertamente dalla parte della famiglia e delle madri o dei padri con particolari necessità. Buono perché pensa a quelli meno fortunati con l’accordo che prevede lo scambio Padre o Madre / Figlio in caso di decesso in continuità di rapporto di lavoro. Buono perché restituisce dignità a tutti i lavoratori - soprattutto gli ultimi entrati - garantendo un iter certo nei primi 4 anni di azienda. Buono perché TUTTI i lavoratori non operai oggi in azienda arriveranno al livello 3 entro il 2021 e perché tutti gli operai senza automatismi arriveranno al livello 6 entro il 2021.

Ferme restando le ragioni di tutti, risulta davvero difficile capire come un contratto del genere possa essere criticato e discusso alla luce del solo dato economico - quello dell’aumento dei minimi - che comunque per i post 95 ha un valore percentuale in prima voce di circa un 30% maggiore rispetto ai colleghi assunti prima di quell’anno.

Un chiarimento sulla questione del 25% per le figure apicali.

NESSUNO vedrà ridimensionato il proprio stipendio, tutti i Lavoratori apicali che oggi hanno il livello 3 o il livello 2 (ad esempio gli Operatori di Ripresa, avranno, in 4 anni l’innalzamento del livello 1 e il 25%, e finché non avverrà tale passaggio manterranno il 25%.

I passaggi che abbiamo ottenuto sono esigibili e garantiti dal CCL Rai !

Le sirene che raccontano altro sono quelle ferme sugli scogli, quelle che passano il tempo a criticare quanti provano a muoversi in avanti; tapparsi le orecchie e pensare con la propria testa è il modo migliore per farle smettere di cantare.

Le 5 Segreterie firmatarie restano a disposizione di tutti per chiarimenti o domande.

Roma 6 marzo 2018

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL UGL-INFORMAZIONE LIBERSIND CONFSal

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