


Egregio Direttore,
ci riferiamo alla sua decisione di chiudere con effetto immediato la trasmissione di Rai1 "Parliamone Sabato", dopo il deprecabile spettacolo offerto nell’ultima puntata, all’interno della quale si è dibattuto, com’è noto, di "mogli dell’est, migliori o peggiori delle nostre?", evocando argomenti e toni indegni del Servizio Pubblico nazionale.
Quanto accaduto è reso ancora più grave, in relazione all’attuale contesto sociale in cui le violenze di genere i c.d. "femminicidi" hanno raggiunto livelli allarmanti, 116 casi nel 2016 e circa 1700 negli ultimi dieci anni.
La banalizzazione del cliché culturale e sociale proposto, ha provocato conseguenze che vanno oltre il singolo fatto, ha ridotto a una invenzione mediatica il drammatico fenomeno della violenza esercitata sistematicamente sulle donne, allo scopo di annientarne l'identità, attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla morte.
Pur ritenendo doveroso e improcrastinabile il suo intervento, la scrivente lo ritiene insufficiente, rileva che l’evento in oggetto è solo l’ultimo di una lunga serie, che annovera episodi altrettanto incresciosi (giova forse ricordare l’invito a Porta a Porta di Salvo Riina, che ha suscitato un numero ancora maggiore di polemiche senza generare interventi altrettanto incisivi).
Com’è possibile che la Rai non riesca più a controllare la qualità, la correttezza e l’aderenza al Codice Etico e agli indirizzi generali per le attività di Servizio Pubblico degli spazi che produce in maniera preventiva, invece che a valle della trasmissione ?.
A cosa servono i capistruttura, i vicedirettori e i direttori di rete se il processo editoriale è caduto interamente nelle mani di onnipotenti autori esterni e agenti che operano al di fuori, se non al di sopra, di ogni gerarchia aziendale, utilizzando la Rai come terreno di una guerra tra bande della quale il Servizio Pubblico è vittima impotente ?.
La scrivente Le chiede di usare i poteri di cui dispone non solo per sanzionare il singolo errore, ma anche e soprattutto per predisporre gli strumenti atti ad arrestare la progressiva neutralizzazione delle gerarchie aziendali indubbiamente in atto e riportare le redini del processo editoriale e creativo nelle mani della Rai, dove non solo la legge ma anche la logica vorrebbero che fossero.
Per parte nostra, siamo pronti a inaugurare un Codice di Autoregolamentazione Deontologica al quale tutti i lavoratori da noi rappresentati possano fare appello, in futuro, per rifiutarsi di avallare o facilitare in qualsiasi modo la messa in onda di contenuti palesemente contrari al Codice Etico di cui la Rai è dotata.
p. Segreteria Nazionale FISTel - CISL
Walter D’Avack
Coordinatore Nazionale RAI
Rai - Chiusura trasmissione parliamone sabato Informazione > Emittenza Pubblica e Privata