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01 Luglio 2024
Rai - Codice appalti regole nuove vizi vecchi
A seguito dell’entrata in vigore del Codice Appalti
nel Luglio 2023, la Rai sta
predisponendo un nuovo regolamento interno in cui, a nostro avviso, l’Azienda
sembra voler dar corso ad una sua interpretazione di principio: quello di attestare
le responsabilità di RUP verso il basso, in particolare verso le Dire zioni
Richiedenti l’acquisto.
Prima la figura del RUP, quella che, per Legge, è tenuta a tenere i rapporti ufficiali
con l’esterno (Anac e fornitori), era incardinata nel personale della Direzione
Acquisti.
Adesso RAI ha invece deciso di assegnarla alle Direzioni Richiedenti, dove, però,
il personale ha una formazione eminentemente tecnica e ben altre incombenze
che già oggi fa fatica a svolgere, alle quali ora si vuole aggiungere anche la parte
legale, con t utte le responsabilità che questa comporta. Nasce quindi la necessità
di un confronto sulle competenze e spettanze per le figure non dirigenziali
chiamate a svolgere questi incarichi.
Nell’interpretazione del nuovo Codice Appalti,
infatti , RAI non sembra voler
prendere in considerazione gli aspetti innovativi introdotti nel Codice, che
diventano altrettante tutele per chi svolge questa funzione:
1.
manca la stipula dell’assicurazione professionale al personale coinvolto
(Parere ANAC 10/01/2024, n.
2.
manca l’istituzione di un fondo da finanziare con l’appalto, per la
formazione, la strumentazione e gli incentivi alle figure coinvolte a vario
titolo nell’appalto (il progettista, l’ausiliario, il collaudatore, solo per fare
degli esempi);
3.
manca la mappatura delle competenze per definire chi ha i requisiti per
svolgere gli incarichi e per svolgere il ruolo nel Collegio Consultivo Tecnico
dell’appalto;
4.
manca la struttura di supporto al Rup all’interno della Direzione
Richiedente.
Queste lacune, che diventano altrettante richieste che, come
SLC CGIL e
FISTEL CISL avanziamo all’Azienda, rischiano di rendere insostenibile
l’espletamento di queste attività per chi è chiamato a svolgerle.
Lavoratrici e lavoratori che, in base al Codice degli Appalti sembrerebbero non
potersi sottrarre da questa incombenza (anche se sulla sussistenza di questo
obbligo stiamo attivando i nostri legali per avere un parere di merito), e che, senza
queste tutele minime da noi richieste, rischiano anche in termini professionali e
personali
Come
Sindacato pensiamo che, al netto di molte criticità ancora presenti, il Nuovo
Codice Appalti presenti anche delle opportunità, a cominciare dall’obbligo di
applicazione dei contratti sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative
negli appalti, che potrebbe evitare quelle forme di dumping che ricadono sulle
lavoratrici e i lavoratori degli appalti.
Ma, senza le tutele che noi richiediamo per le lavoratrici e i lavoratori RAI che
devono svolgere questa funzione, anche gli elementi di positività presenti nel
Codice Appalti rischiano di rimanere sulla carta.
Per questa ragione, in attesa di un nuovo incontro sul tema che era già stato
previsto, chiediamo all’ Azienda di fermare le nuove procedure ed assegnazioni
di incarichi.
Roma 1° luglio 2024
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL, FISTEL-CISL
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