


E’ di ieri la notizia che il Carlo Cottarelli, Commissario Straordinario per la Revisione della spesa pubblica, vorrebbe ridurre le sedi regionali della Rai.
La crisi sta attanagliando questo Paese e queste facili soluzioni lineari sono il sintomo che i "tecnici" non sanno come intervenire e da che parte iniziare.
La Fistel-Cisl in queste more sta valutando tutte le azioni sindacali da mettere in atto per censurare l’infelice affermazione del Commissario.
La "piccola" riflessione di Cottarelli esternata al Senato ha avuto già delle implicazioni enormi. Difatti l’affermazione, oltre ad aver messo in imbarazzo il Governo, ha ottenuto nell’immediato di produrre un clima di smarrimento tra i lavoratori della Rai a vantaggio di quanti, da mesi, stanno affilando le armi contro l’Azienda perché preferirebbero avere un "servizio pubblico" asservito e da tenere alla catena.
Per il segretario generale della Fistel Cisl Vito Vitale: «La risposta della Cisl non può che essere ferma. Affermazioni come quella di Cottarelli, seppur nate da reali situazioni di disaggio, minano il nostro sistema democratico che ha nel servizio pubblico radiotelevisivo uno dei suoi cardini più forti».
Walter D’Avack, Coordinatore nazionale della Fistel Cisl Rai, aggiunge: «Stiamo valutando insieme a Cgil e Uil una risposta compatta e forte da restituire al Governo.
Vorrei però che il Cottarelli venisse a trovarci in Rai, sarei felice di accompagnarlo io un giro delle sedi regionali, così potrebbe "toccare con mano" la realtà di cui parla.
E’ vero che questo paese è diviso tra chi lavora e chi campa sulle spalle di chi produce, ma Cottarelli, potrebbe restare sorpreso dal nostro vissuto quotidiano».
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