


La FISTel CISL, riunitasi con il suo coordinamento nazionale, ritiene che il piano riorganizzativo, così come esposto direttamente dal Direttore Generale della RAI, il 14 marzo, esplicitato successivamente il 18 maggio dalla Delegazione aziendale, possa essere una proposta ritenuta soddisfacente sul versante degli investimenti circa l’adeguamento tecnologico e formativo, è lacunosa sotto l’aspetto di gestione delle risorse.
Riteniamo che l’attuale contesto settoriale, che pone forti preoccupazioni di tenuta sull’intero comparto non possa escludere la Rai dal sottrarsi ad una trasformazione del proprio modello produttivo ed organizzativo, chiederemo pertanto al nuovo Direttore Generale, un vero piano di rilancio della RAI, capace di dare certezze sul futuro di questa azienda per tutti i suoi lavoratori attraverso azioni sistemiche interventi mirati ed efficaci in tutti gli ambiti lavorativi, con particolare attenzione all’area editoriale e produttiva, nonché la piena valorizzazione delle altre professionalità interne che rendono unico il prodotto RAI. per la RADIO, le SEDI REGIONALI, i CPD, e i Centri di Produzione TV.
Determinante sarà la certezza delle risorse economiche per realizzare le attività previste dalla nuova Concessione del Servizio Pubblico, e per la realizzazione del nuovo Palinsesto dei Programmi della RAI, a cui dovrà seguire un reale piano di contenimento dei costi, capace di eliminare o ridurre sensibilmente inutili appalti e ricche collaborazioni esterne, recuperando risorse economiche per un riposizionamento dell’Azienda in linea con la sua storia.
Auspichiamo convinti che solo attraverso una rigorosa ed equa revisione del modello organizzativo e una valorizzazione del capitale umano interno, si potrà dare un futuro alla RAI – Servizio Pubblico Radiotelevisivo e mediale e continuità al lavoro, secondo regole trasparenti e meritocratiche, di coloro che operano in RAI e per la RAI (come previsto dalla CONCESSIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO), strategico diventa l’aggiornamento e la riconversione professionale, nonché l’implementazione strutturata di competenze digitali.
Si rende necessario il dato disaggregato sul numero dei Lavoratori della RAI, che contempli i soli lavoratori dipendenti della RAI Operai Impiegati e Quadri, e non Giornalisti e Dirigenti, per poi analizzare e discutere e risolvere il grave problema della carenza d’organico che pone, l’area editoriale e produttiva dell’intera offerta multipiattaforma la RADIO le SEDI REGIONALI e tutti i CPTV, in una situazione critica difficile circa la realizzazione della Produzione TV-RADIO, degradando, ancor di più, verso l’esternalizzazione delle attività produttive, situazione già criticamente in atto.
Il Coordinamento nazionale FISTel CISL partendo dal presupposto che lo sciopero è uno strumento e non un fine, non ne esclude l’utilizzo, purché esso sia finalizzato al raggiungimento di obiettivi precisi nell’interesse dei lavoratori rappresentati e non abbia finalità diverse.
La FISTel CISL ritiene che l’unità sindacale possa essere un valore, avvieremo pertanto un confronto con le altre sigle per verificare se su precisi punti programmatici possa esserci una condivisione che permetta di raggiungere quei risultati che possano rilanciare l’Azienda, attraverso il rinnovo del CCNL compresa la parte economica che ad oggi risulta essere insufficiente.
Roma 30 maggio 2017
La segreteria Nazionale FISTel CISL
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