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06 Aprile 2021 Rai - Direzione canone e appalto centrali elettriche

Il 30 marzo u.s. si sono incontrate le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL, assistite dalle loro rispettive delegazioni e la RAI. Di seguito gli argomenti all’ODG degli incontri:
➢ Situazione Direzione Canone.
In apertura, l'Azienda, dopo un'ampia panoramica sulla congiuntura economica e sugli obiettivi generali della Direzione Canone, ha posto la questione della raccolta dei Canoni Speciali. Visto il particolare momento che sta vivendo il Paese, che ha portato a pesanti ricadute anche sul fronte delle entrate dei Canoni Speciali ( -25 milioni rispetto all'anno passato), la Direzione RAI Canone è intenzionata a focalizzare i propri sforzi verso le grandi aziende (reti di supermercati, filiali bancarie, ecc.). L'obiettivo è quello di recuperare in parte l’evasione dai soggetti con maggiore capacità di spesa, senza colpire i piccoli esercenti già piegati dalla pandemia.
Sul fronte degli organici, la Direzione Canone ha puntualizzato come le 47 risorse uscite a seguito dei pensionamenti non saranno sostituite, in considerazione della digitalizzazione dei processi e del lavoro, che rendono sufficiente il personale rimanente. Il combinato disposto degli sforzi del personale interno, uniti a quelli degli agenti di vendita a provvigione, permetterà, secondo l’Azienda, di centrare tutti gli obiettivi prefissati senza ulteriori immissioni di personale.
A questa posizione aziendale, le OO.SS. hanno risposto con le loro argomentazioni:
• pur condividendo il percorso tracciato dall’Azienda sulla raccolta dei Canoni Speciali hanno espresso più di una perplessità sulle modalità organizzative previste;
• c’è l'impressione di uno scarso investimento sulle competenze e sulle potenzialità del personale, con evidenti ricadute sulla qualità complessiva del Servizio;
• gli strumenti messi a disposizione del personale, sia in smart working che in presenza, appaiono in alcuni casi obsoleti, non in grado di supportare i programmi necessari per l’attività;
• manca il ricambio delle risorse e le posizioni apicali non sono state ricoperte dopo le uscite con evidenti ricadute sull'efficacia della catena di comando;
• stigmatizzano la proposta aziendale di mandare in missione all'esterno il personale, stante la situazione pandemica, e ritengono indispensabile la formazione del personale destinato a questa nuova attività, nonché una successiva equiparazione alle trasferte di questa attività;
• hanno chiesto il rispetto del Protocollo Nazionale Sicurezza Rai siglato nel giugno del 2020, riguardo alle ben precise quote di affollamento previste per ogni cespite e sede aziendale;
• hanno chiesto chiarimenti sul rapporto funzionale e gerarchico che interessa le 75 risorse attestate nelle Sedi Regionali che, funzionalmente, sono in carico a Direzione Canone ma lavorano stabilmente nelle Sedi;
• non hanno condiviso la decisione della Direzione Canone di non chiedere il reintegro delle 47 risorse uscite per pensionamento. Se infatti la Direzione Canone intende fare a meno di un numero così consistente di risorse è quasi certo che dovrà rivedere al ribasso i propri obbiettivi, vista la sproporzione fra questi e le risorse da impiegare. Un errore strategico vista l'importanza che le risorse dei Canoni Speciali rappresentano per il Bilancio Rai;
• hanno proposto una serie di incontri specifici a livello territoriale, allo scopo di approfondire le criticità organizzative emerse in questi mesi.
A tutti questi rilievi sindacali l’Azienda ha opposto le seguenti posizioni:
• l’Organico alle dipendenze dirette della Direzione Canone è di 95 unità, suddivise su Torino, Roma e Napoli, e le 47 uscite sono da calcolarsi a partire da gennaio del 2017 (quindi con un impatto meno forte rispetto a quanto precedentemente detto);
• per ciò che attiene le attività in presenza, l’Azienda precisa che saranno 5 le risorse che lavoreranno in sede a Roma, 7 a Cavalli, mentre, nelle regioni in fascia rossa, tutto il personale sarà mantenuto in smart working.
• per ciò che riguarda le attività sul campo, fermo restando che tutto il personale delle Sedi Regionali è stato formato e addestrato per il lavoro in esterno, l’Azienda valuterà la richiesta delle OO.SS. di bloccare questa attività almeno fino a quando non saranno completate le campagne vaccinali. Resta inteso che, se tale attività dovesse partire, sarebbe comunque svolta nella massima sicurezza, limitata nel tempo e nel numero di utenze da contattare;
• l'Azienda conviene con le OO.SS sull’opportunità di convocare incontri specifici per verificare le singole situazioni in termini di organico, posizioni e organizzazione del lavoro.
➢ Appalto Centrali Elettriche
In apertura, l'Azienda ha attribuito alle conclamate carenze di organico la necessità di esternalizzare il servizio delle Centrali Elettriche. L'appalto, assegnato a settembre 2020, prevedrebbe nello specifico, secondo l’Azienda, l’esternalizzazione della manutenzione ordinaria di tutti i cespiti aziendali. Il contratto ha una durata di 36 mesi, con una parte a canone e una parte a servizi per un importo complessivo di circa 15 milioni di euro.
Contrariamente alle voci circolate, l’appalto è già stato ratificato e deliberato dal CdA ed è pertanto operativo; un eventuale stop comporterebbe quindi per la Rai il pagamento di penali pesantissime. Nei piani aziendali, che hanno necessità di essere illustrati in modo più approfondito, l’appalto vedrebbe comunque un sostanziale mantenimento all'interno delle funzioni di controllo e gestione (supervisione tecnica), il tutto da svolgere con personale interno, mentre sarebbe esterna la manutenzione e tutte le attività più prettamente operative, con ruolo di ausilio al personale RAI.
A queste posizioni aziendali le OO.SS. hanno contrapposto le seguenti obiezioni:
• la carenza di personale che, a detta aziendale, è alla base della necessità di esternalizzare il servizio, è in realtà figlia della decisione di Rai di non reintegrare il personale uscito negli anni, nonostante le ripetute richieste fatte dal Sindacato. Una decisione miope e scellerata, i cui esiti non potevano che essere quelli di una incipiente esternalizzazione, che si espanderà, anche in altri settori, se non si avvieranno dei piani di reintegro che tengano conto delle attività;
• nei CPTV di Milano e Napoli l’operazione descritta è già stata effettuata diversi anni fa. In questi CPTV l’appalto assumerà invece valori più estesi rispetto a quanto descritto dall’Azienda, e andrà ad interessare le funzioni di controllo e gestione, in contraddizione con quanto rappresentato. Analogo quadro già verificatosi a Roma DEAR, alcuni anni fa, in aperta violazione degli accordi sottoscritti;
• contestano questa decisione presa dal CdA e stigmatizzano inoltre la quota di subappalto prevista nella gara che, sebbene prevista dal Codice degli appalti, risulta abnorme e stride con la particolare natura del Servizio;
• denunciano l'utilizzo del CCNL multiservizi che sembrerebbe essere adottato da uno o più subappaltatori. Tale contratto, applicato alle figure impiegate in una centrale elettrica, lascia forti dubbi in termini di sicurezza, tutele e diritti per il personale impiegato.
Vista l’impossibilità manifestata dall'Azienda di bloccare una gara già assegnata, le OO.SS. avanzano le seguenti proposte:
• un calendario di incontri specifici sulle centrali elettriche, volte a misurare organici e organizzazione del lavoro del personale interno, al fine di stabilire i fabbisogni e operare in vista di una reinternalizzazione del servizio, anche mediante stabilizzazioni del personale in appalto;
• convocazione immediata della Commissione Nazionale appalti, prevista all'art. 12 del CCL RAI, allo scopo di monitorare tutti gli appalti Rai a livello nazionale, e per favorire l’attivazione delle Commissioni Appalti corrispondenti a livello territoriale.
A fronte delle critiche delle OO.SS., l’Azienda ha richiamato le sue posizioni:
• l'appalto in questione risponde appieno ai dettami previsti dal Codice appalti, anche in tema di quote di subappalto (tenute ben sotto il 30%);
• sull’applicazione dei contratti non di filiera da parte dei subappaltatori, ha obiettato di non avere alcuna potestà d'intervento in merito, e di aver fatto tutto quanto è previsto in tema di sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati;
• per quanto riguarda le richieste sindacali relative alle riunioni specifiche su Centrali Elettriche e sulla convocazione della Commissione Appalti, si rende disponibile ad entrambe, dando sin d’ora la propria disponibilità a calendarizzare gli appuntamenti.
Le OO.SS. pur ribadendo tutta la loro contrarietà verso questo e altri appalti che rischiano ulteriormente di snaturare la natura di Servizio Pubblico della RAI, salutano comunque positivamente l'essere riusciti a sbloccare la Commissione Appalti (mai convocata dalla firma del CCL), e terranno informati i lavoratori e le lavoratrici RAI sui risultati del confronto.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL

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