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21 Settembre 2015 Rai - Esito incontro con direttore generale

Nel quadro degli incontri avviati con le diversi "componenti" aziendali, Il 15 settembre u.s. il Direttore Generale, Antonio Campo Dall’Orto, ha incontrato le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni e Snater.

In premessa il Direttore Generale, ha richiamato l’attuale contesto di riferimento della RAI, attraversato da un dinamico processo evolutivo della radio e della televisione, caratterizzato dalla convergenza delle piattaforme di comunicazione e dalle nuove tecnologie, reso ancora più complesso dal dibattito istituzionale sulla c.d. "Riforma della RAI" e dalle sempre più contingentate risorse economiche a disposizione.

La schematica, ma attenta, rappresentazione di scenario, ha consentito al DG di delineare obiettivi e priorità, ma anche la forma della loro realizzazione all’interno dei nuovi scenari.

Il DG ritiene che La Rai debba:

riconquistare la sua reputazione di Servizio Pubblico e tornare a farsi interprete dei bisogni comunicativi dei cittadini;

tornare ad essere un presidio identitario e uno dei principali riferimenti culturali del Paese, come mezzo che, oltre a intrattenere e a informare, avvicina il pubblico a nuove idee e valori;

avere il coraggio di cercare nuovi modelli di analisi per interpretare il suo futuro deve tornare a immaginare, avere una visione, comprendere e visualizzare nuovi "perimetri" di senso per sé, per i cittadini e per i lavoratori;

essere sempre più orientata ad operare indifferentemente su ogni piattaforma e a confrontarsi con le grandi multinazionali attive in ogni mercato della convergenza.

tornare ad essere una "Azienda Creativa" e far prevalere la sua natura di "content provider", in questo senso i contenuti sono un elemento fondamentale, la RAI attraverso attente scelte editoriali nell’ottica di una politica di innovazione e di riposizionamento dell’offerta tradizionale nel nuovo ambiente digitale, deve saper ideare e realizzare format multipiattaforma;

riconsiderare

i parametri di qualità dei programmi radiotelevisivi, che devono essere intesi come relazione tra le caratteristiche di un programma e un insieme di valori, ciò definisce la "vocazione culturale" della RAI - Servizio pubblico che va non solo difesa ma rafforzata, come va rafforzato il senso di appartenenza, di comunità e di identità nazionale. La televisione è

prima di tutto un processo sociale con obiettivi culturali e morali e promuove coesione nazionale, sociale e locale.

Il DG ha spiegato che gli strumenti cognitivi utilizzati fino ad oggi per progettare il futuro appaiono ancorati a regole non più attuali, utili solo a delineare prospettive convenzionali. Per raggiungere i nuovi obiettivi, dare impulso e consolidare idee sul tema dell'innovazione a partire da quella dell’offerta editoriale è necessario agire con incisività, attraverso azioni organizzative, produttive e tecnologiche, professionali.

Il Direttore Generale ha evidenziato anche l’importanza del capitale umano e professionale della RAI, in particolare modo delle professionalità ideative e produttive individuando nella qualità della produzione la priorità per il rilancio dell’Azienda. Affidare alla produzione risorse e gestione della editorialità in un sistema premiante della qualità e della produttività.

La FISTel-CISL nel condividere lo scenario e i principi enunciati dal DG, poiché hanno guidato in questi ultimi anni le scelte e le azioni sindacali CISL sia in Azienda sia nelle sedi istituzionali, ha ritenuto sottolineare che le diversità tra Azienda e sindacati e tra sindacati prendono forma nel metodo, quando diviene necessario individuare azioni per contrastare le forti resistente interne ed esterne al cambiamento e combattere i tanti interessi particolari.

L’autoreferenzialità del sistema interno RAI in questi anni ha fatto perdere la visione strategica e la sua capacità di innovazione per cogliere le sfide del futuro sul piano sociale, culturale, infrastrutturale e tecnologico.

In quest’ottica è stata richiamata la natura confederale della CISL che ha come priorità la tutela dei diritti delle persone, in qualità di cittadini e di lavoratori, pertanto sono state espresse posizioni che non sono soltanto di tutela dei lavoratori della Rai, ma anche del pubblico radiotelevisivo italiano e dei lavoratori dell’intera filiera dell’industria culturale in cui la RAI svolge un funzione centrale.

In questo contesto la FISTel-CISL ha affermato che la tutela del lavoro e dei livelli occupazionali e professionali sono presupposto fondamentale e imperativo nelle azioni da mettere in campo.

Per fare questo occorrono adeguate risorse economiche e sano pragmatismo, superando le resistenze "ideologiche". E’ stato sottolineato l’impegno del nostro sindacato e dei lavoratori che hanno già dato prova di capacità e responsabilità nel processo di digitalizzazione della RAI e sono decisamente pronti a proseguire in questa direzione in una prospettiva di rinnovamento della Rai Servizio Pubblico e di lavoro stabile.

Il precedente vertice aziendale, anche grazie alla profonda dedizione dei dipendenti, ha lasciato indubbiamente un’azienda più sana da un punto di vista economico e finanziario, ma ancora contraddistinta da molte incertezze editoriali e etiche.

La FISTel-CISL ha espresso la convinzione che i "conti in ordine" della RAI non rendono il senso della presenza della Stato in un comparto industriale, quello che si chiede al Servizio pubblico è di creare valore sociale, dargli forma, diffonderlo, raccontarlo. Essere il garante di cittadini, utenti e lavoratori.

La CISL è convinta che c’è ancora molto da fare rispetto alle strategie editoriali, al gruppo dirigente e alla valorizzazione delle professionalità interne.

In questo senso è stata rappresentata al DG la problematicità derivante dai dinamici cambiamenti aziendali che stanno modificando sul campo le competenze professionali, dando origine a una diffusa confusione e sovrapposizione di ruoli e responsabilità, ai quali si aggiunge la mancata applicazione di accordi inerenti la revisione delle competenze di alcune figure professionali interessate dai processi di digitalizzazione e aggravata dalla stratificazione di provvedimenti gestionali che hanno consolidato diverse iniquità tra lavoratori e da un sistema ancora "opaco" di assegnazione degli incarichi nell’area editoriale e produttiva e di progressione delle carriere.

E’ stata evidenziata l’esigenza di assegnare formalmente ai lavoratori le nuove competenze al fine di evitare incertezze e mortificazioni, appare evidente che le continue modificazioni richiedono un diverso approccio e metodo di confronto sindacale in grado di anticipare e governare i processi di cambiamento.

La FISTel-CISL ha chiesto di riprendere il confronto sui diversi tavoli aziendali, da quello strategico di riposizionamento della RAI a quello operativo per dare soluzioni immediate alle pressanti problematicità che si riscontrano nella attuale gestione di questa lunga fase di transizione aziendale.

Identificando nel rinnovo del contratto uno degli strumenti in grado di coniugare i diritti sociali e professionali dei lavoratori e l’esigenza della RAI di rinnovarsi.

La Segreteria Nazionale

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