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19 Aprile 2014 Rai - Governo renzi prove di rottamazione della rai

I segnali di attenzione sulla RAI, prima Industria Culturale del Paese, da parte del Governo c’erano tutti, con il Decreto Legge il Presidente Renzi ha liquidato, di fatto, il Servizio Pubblico Radiotelevisivo, esigendo dalla RAI con fare sommario 150 milioni di euro. Il Governo vittima della sua campagna propaganditistica, rottama uno degli essenziali presidi identitari del Paese e fonte d’innovazione culturale, ancora più necessario in tempo di crisi.

La FISTel – CISL è contraria all’impoverimento del perimetro delle essenziali attività ideative, produttive, di diffusione e di presidio del territorio della RAI, sono per agire immediatamente verso i compensi d’oro di conduttori e collaboratori, sui benefit a disposizione di dirigenti e giornalisti, all’adeguamento delle loro retribuzioni e degli automatismi economici, se ciò non bastasse per il raggiungimento del tributo richiesto da Renzi, e non lo sarà, la Rai dovrà rinunciare ai diritti sportivi, alla produzione cinematografica e della fiction, alle sedi di corrispondenza estera, all’acquisto di prodotti audiovisivi, alla programmazione per gli italiani all’estero, dovrà ridurre l’offerta dei canali sul Digitale Terrestre, progetto già tentato nel 2010.

Il Governo ha ancora una volta pensato alla RAI come ad un Bancomat, la RAI non ha debiti verso lo Stato, ragionare in una logica di ridimensionamento della RAI, cardine dell'industria Culturale Italiana, significa intaccare il 5,4% della ricchezza Italiana con circa 76 miliardi di euro e dare incertezze ad un settore che impiega circa 1,4 milioni di lavoratori (il 5,6% del totale degli occupati del Paese).

Al Governo forse è sfuggito che Azienda e Sindacato stanno agendo da mesi per il risanamento e il rilancio della RAI, i risultati di bilancio 2013 ne sono prova tangibile, sul fronte sociale interno del lavoro si stanno affinando da mesi importanti accordi a sostegno del lavoro atipico e dei lavoratori non retribuzioni particolarmente basse e in situazioni sociali particolari, attraverso principi di solidarietà tra lavoratori.

La FISTel – CISL c’è per affrontare con responsabilità e concretezza la riforma della Governance della RAI, l’evasione del canone e il ritorno a una tv pubblica calibrata sui bisogni reali dei cittadini e in grado di fare fronte alle necessità di pluralismo informativo e comunicativo della società moderna.

Il sindacato è pronto a confrontarsi da subito con quanti intendono fissare obiettivi e contenuti per la definizione di un rigoroso, equo e sostenibile piano di rilancio del Servizio Pubblico, ma prima di ogni cosa Governo e Politica devono ravvedersi con ragionevolezza e consapevolezza dell’irreparabile danno che si sta commettendo sul piano sociale, culturale e industriale.

Segreteria Nazionale FISTel - CISL

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