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26 Aprile 2016 Rai - La nuova rai dell'amministratore delegato una notizia da verificare sul campo

Ci sono molti fatti in questi giorni che decideranno il futuro della Rai e del Servizio Pubblico a

partire dall’approvazione unanime del piano industriale 2016-2018 e dalle successive dichiarazioni del

DG/AD Antonio Campo Dall’Orto, sulla ineludibile necessità di un profondo rinnovamento editoriale che

le consenta di agire efficacemente nel nuovo contesto digitale multipiattaforma. Un modo diverso di

concepire un Servizio Pubblico “vivo” capace di combinare le tre forze che danno forma al futuro: il

senso, il legame e il valore.

Concetti nuovi e una promessa esaltante per i cittadini-utenti che tuttavia non può essere

mantenuta senza il capitale intellettuale e creativo interno all’azienda. Un capitale che gode all’esterno

di un alto riconoscimento ma che per troppo tempo i vertici aziendali hanno colpevolmente ignorato, e

trattato con infastidita sufficienza. Se si vuole davvero voltare pagina e rendere la Rai la più autorevole

fonte di informazione del Paese, il rapporto con la competenza e la creatività aziendale va ripensato

nella chiave di una insostituibile risorsa.

Finora però si è trattato di annunci a mezzo stampa di cui il Sindacato tiene sicuramente conto,

ma deve poterne apprendere e apprezzare il contenuto nel “luogo” istituzionale deputato al confronto

sindacale, ovvero in Azienda.

La CISL è convinta che “importare” professionisti dall’esterno è una non soluzione, soprattutto

in quei settori aziendali che finora hanno mantenuto il primato sulla concorrenza. C’è da chiedersi se

non fosse stato meglio avvalersi di professionalità esterne in quei settori dove invece le competenze in

azienda sono più deboli, in particolare sul terreno dei cosiddetti ambienti editoriali “multipiattaforma”.

La CISL con senso etico e di responsabilità, non ha assunto posizioni critiche a priori, ma tuttavia

attende serenamente di essere prontamente convocata dall’Azienda per dare il proprio contributo per

co-progettare un percorso sul futuro del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, non solo sindacale ma anche

di valorizzazione delle pregevoli professionalità interne.

La Segreteria Nazionale

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