


Illustri Onorevoli,
la scrivente organizzazione in continuità con quanto promulgato e professato fino ad oggi, in occasione di audizioni e incontri effettuati nelle sedi istituzionali e al di fuori di queste, in merito al futuro della RAI e del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, intende proseguire nella sua opera di partecipazione al dibattito, giunto a un punto di svolta decisivo per il lavoro, i cittadini e il sistema Paese.
Le nostre riflessioni sono state esplicitate apertamente e precisate in diversi documenti di analisi e proposta, sintetizzate negli emendamenti presentati all’ 8a Commissione del Senato – Lavori pubblici, comunicazioni - in ordine al DdL di Riforma della RAI presentato dal Governo.
Premesso ciò, in questo frangente assume particolare rilevanza la riforma del Canone di abbonamento, contenuta nel DdL di Stabilità 2016 in iter di approvazione, diversamente da altre Parti sociali, la CISL è convinta che il sindacato debba indirizzare le proprie energie, affinché la RAI possa disporre di garantite e adeguate risorse finanziarie, necessarie per perseguire compiutamente gli obiettivi derivanti dal Contratto di Servizio, per la sua trasformazione in "media company", per gli investimenti in innovazione editoriale e tecnologica, fondamentali per il recupero della sua reputazione di servizio pubblico e per riacquisire la centralità nel sistema della comunicazione.
Questo non significa necessariamente, ricalcare ideologicamente il passato, dando per scontato che, trattandosi di risorse finanziare derivanti da tassa di scopo, la RAI debba disporne interamente e riprendere a amministrarle con fare disinvolto", dimenticando che il canone di abbonamento è un tributo versato dai cittadini.
Lo confermano i noti e criticati "sperperi", caratterizzati dal proliferarsi di dibattuti appalti, collaborazioni e dal c.d. "star system", in termini di effettiva esigenza, costi e qualità. Funzionale a questo sistema il consolidarsi di pratiche di libero arbitrio, di ingiustificati e persistenti agi, compensi e benefit distribuiti tra i lavoratori di ogni "grado e ordine" a partire dal corpo dirigenziale "stabile".
Rammentiamo che la RAI non è rimasta immune ai fenomeni di collusione, divenuti di pubblico dominio attraverso i media, proprio attraverso gli appalti di beni e servizi.
Tutto questo mortifica la reputazione del Servizio Pubblico Radiotelevisivo e con essa le professionalità interne, mette a serio rischio il lavoro di coloro che operano in e per la RAI.
La CISL è fermamente convinta che prima di ogni questione si debba agire con rigore e fermezza nel rimuovere le cause che sono all’origine degli sprechi a partire dall’assegnazione delle risorse finanziarie, ristabilire una cultura etica nella gestione del "Bene comune", al tempo stesso occorre una visione strategica e strutturale della RAI, un ripensamento radicale che sappia rivalutare e cogliere le sfide del futuro sul piano, sociale, culturale, infrastrutturale e tecnologico.
Occorre avere consapevolezza che la dimensione globale delle trasformazioni in atto presuppone interventi istituzionali in grado di sostenere in questa fase di transizione il sistema Paese, il pluralismo dei soggetti, delle politiche industriali e sociali nel settore dell’editoria, della cultura e della comunicazione, nonché preservare l’industria nazionale della creatività nelle sue diverse espressioni, ad esempio recuperando il prestigio internazionale degli studios di Cinecittà, convertendoli in distretto produttivo cinetelevisivo.
Per fare questo servono investimenti finanziari mirati e la costituzione di un comitato strategico tripartito Istituzioni aziende e sindacato, in quest’ottica la CISL chiede che, quota parte dei proventi previsti dal Governo all’art. 10 del DdL di stabilità 2016, in merito alle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento per gli anni dal 2016 al 2018 da destinare al fondo per la riduzione della pressione fiscale, sia assegnata a queste finalità.
Illustri onorevoli, affidiamo alle vostre cariche istituzionali le nostre riflessioni e proposte, con l’auspicio che possano essere inserire nel dibattito parlamentare, quale segno di tangibile attenzione all’industria audiovisiva, editoriale e culturale nazionale, comparti significativi per l’economia nazionale e per entità di lavoratori.
Nel ringraziare anticipatamente per l’attenzione, rimaniamo disponibili per approfondimenti.
Un cordiale salute
Il Segretario Generale
Vito Antonio VITALE
Rai - Lettera alle istutizioni su riforma canone Informazione > Emittenza Pubblica e Privata