


Nel pomeriggio del 4 maggio le Segreterie Nazionali di SLC - CGIL, FISTel - CISL, UILCOM - UIL, UGL, Snater e Libersind Confsal, hanno incontrato il Direttore Generale che ha illustrato il Piano
Industriale 2016 – 2018, per la trasformazione della RAI da Broadcaster a Media Company.
La portata di questa iniziativa è tale da non lasciare spazio a commenti sommari e di circostanza,
ma richiede una analisi attenta e consapevole di quello che si annuncia come un fatto epocale nella
storia della RAI.
A nostro avviso, per come è stato presentato, si tratta di un piano “solido” che ha alle spalle una
“visione” della Rai, inserita nel sistema italiano delle comunicazioni. Certo contiene della ovvietà, come
il concetto di centralità dello spettatore, che sarebbero tali se nel tempo non fossero state
sistematicamente ignorate e disattese.
Colpisce l’insistenza su taluni concetti chiave contenuti nel piano :
- la necessità di conformare l’Azienda alle esigenze del Servizio Pubblico (e non viceversa)
- l’impegno a rendere finalmente centrale il prodotto con i necessari investimenti
- la necessità di costruire un più solido rapporto con la contemporaneità
- la consapevolezza che il radicamento nella tv generalista è una risorsa da investire nell’offerta
digitale sulla quale siamo indietro
- la consapevolezza che il sistema di finanziamento misto canone-pubblicità non va visto come una
anomalia ma come l’occasione per puntare di più sulla qualità
- che non si può più perdere terreno sulla tecnologia
Citiamo da ultimo una considerazione fatta dal DG che ha una forte valenza sindacale: “Per
rafforzare la cultura aziendale immersa nella contemporaneità, dobbiamo usare ogni singola
professionalità”.
Certo dal nostro punto di vista, al di la della condivisione degli obiettivi, non possiamo fare a
meno di osservare quanto sia ineludibile il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori della RAI e
delle loro rappresentanze sindacali per realizzare la “nuova” RAI.
La FISTel-CISL ha posto al DG una semplice, ma fondamentale questione: quella del contributo
che i nostri iscritti sono in grado di dare, anche dal punto di vista dell’esperienza e della capacità
progettuale, e ha sollecitato occasioni di confronto per dare concretezza agli indirizzi del piano
industriale, per definire un ruolo nuovo e moderno del Servizio Pubblico.
Roma, 9 maggio 2016
La Segreteria Nazionale
Rai - Piano industriale 2016 - 2018 Informazione > Emittenza Pubblica e Privata