


Lo slogan storico “RAI. Di tutto, di più”, sintetizza per l'appunto il tutti contro tutti che in questi giorni si
sta generando intorno alla RAI.
La realtà è ben diversa da quella che appare, la discussione sul futuro della RAI Servizio Pubblico, non deve
fermarsi allo sciopero, occorre andare oltre, l’indicazione della Commissione di Garanzia è una occasione
mancata per consentire a tutte le parti di rivedere le proprie posizioni e ricercare le convergenze possibili.
Oggi uno “strappo” sociale tra governo, sindacato e azienda e tra lavoratori è inutile e dannoso.
Occorre trasparenza, il clima di incertezza finirà per colpire inevitabilmente i cittadini e i lavoratori,
lasciando intatti gli sprechi e i clientelismi.
La notizia è che nessuno si adopera per la verità, fatta di tanta precarietà, di lavoratori normali con stipendi
normali e con alte capacità professionali, di direttori e dirigenti ai quali non è chiesto conto dei loro
fallimenti, di giornalisti asserviti alla politica, di conduttori, impresari e affini che continuano indisturbati a
trarre vantaggi milionari dalle casse della RAI.
I Lavoratori RAI lo sanno che il paese è in crisi! E’ fondamentale per il bene del nostro Paese che la Rai dia il
buon esempio, ma la questione va chiarita, la RAI non costa e non ha debiti con lo Stato.
E’ inammissibile continuare a tollerare un’evasione del canone di oltre il 30% con la compiacenza della
politica.
Rafforziamo il valore del canone di abbonamento : “pagare tutti per pagare meno”!
Il Governo deve avviare una lotta agli evasori, partendo dalla RAI e dal canone di abbonamento.
La RAI deve tornare ad essere un servizio ai cittadini perché rappresenta l’identità culturale del Paese.
La FISTel - CISL, invita gli “inutili opinionisti” del momento, beneficiari per decenni dei clientelismi peggiori
di questo Paese ad astenersi dagli attacchi contro la RAI, per avviare una sana discussione sulla riforma
della RAI Servizio Pubblico e sul rinnovo del contratto di servizio tra Stato e RAI.
La FISTel – CISL è pronta ad affrontare le riforme interne sul modello organizzativo, produttivo e
professionale. La Rai non può continuare ad essere lo sfiatatoio della politica che l’ha utilizzata solamente
come agenzia di collocamento di incapaci.
La RAI convochi subito le parti sociali, quale primo segnale di distensione, per perfezionare gli impegni
sottoscritti, partendo proprio dai lavoratori precari. Solo in questo modo il sano confronto tra le parti
potrà sostituirsi allo sciopero, per scoprire chi produce valore per la Rai e chi invece lo dissipa.
La FISTel - CISL l’11 giugno anziché consumare uno sciopero ritenuto illegittimo, terrà una conferenza
stampa sugli sprechi, i compensi milionari, le condizioni da “terzo mondo” dei lavoratori “atipici” e la
dissipazione di competenze intellettuali e creative che ogni giorno continuano ad essere mortificate.
Segreteria Nazionale FISTel - CISL
Rai - Revoca adesione sciopero mercoledì 11 giugno Informazione > Emittenza Pubblica e Privata