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29 Dicembre 2017 Rai - Rinnovo contratto collettivo lavoro

Il giorno 29 dicembre 2017, presso Viale Mazzini, si sono incontrate le segreterie

nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Informazione, Snater e Libersind-

ConfSal con Rai assistita da Confindustria-Unindustria.

Le parti hanno concordato di operare sulle “figure professionali” partendo dal

completamento della classificazione ferma dal CCL del 2000, riposizionando quindi

le figure professionali all’interno del sistema classificatorio e costituendo un testo

contrattuale che descriva tutte le figure professionali presenti in azienda.

La finalità è quella di ricostruire un processo trasparente e meritocratico della

progressione di carriera e, attraverso la costituzione di un registro delle professioni,

avviare l’internalizzazione delle attività pregiate.

Questo allo scopo di favorire il processo di riduzione dell’utilizzo delle consulenze e

degli appalti mirando ad una riqualificazione e formazione del personale, soprattutto

in quelle realtà produttive che vedono una evoluzione ineluttabile della tecnologia.

L’azienda ha chiarito che il processo di armonizzazione, così come richiesto da parte

sindacale (necessario per rendere compatibile il vecchio sistema classificatorio con il

nuovo: alcune centinaia di passaggi di livello) costerà alla Rai circa 12 milioni di

euro a regime.

I lavori su tale materia proseguiranno i giorni 15 e 17 gennaio con le segreterie

nazionali, la settimana successiva la risultanza di tale confronto sarà riportata nella

discussione di plenaria, con la presentazione di testi più avanzati, per il confronto con

l’intera Delegazione Contrattuale.

Sulle poste economiche l’azienda, oltre a rappresentare i costi della riclassificazione,

ha comunicato una proposta sui minimi salariali: per i 5 anni (2014/2018) pari a 40 €

al livello 4, di cui 20 in e.d.r. (quindi senza trascinamenti come nel rinnovo del 2013)

e 20 con tutti gli effetti sugli istituti contrattuali.

Una una Tantum composta da alcune centinaia di €, ancora non ancora ben

identificate, ma in linea con l’andamento inflattivo, premettendo che per le nuove

regole negoziali non c’è un obbligo dell’azienda ad erogare tali somme.

Disponibilità a riscrivere il modello del PDR.

Disponibilità a ripartire a tutti i lavoratori, attraverso un sistema di welfare aziendale

concordato con i sindacati, i valori economici relativi alle prestazioni dell’Arcal.

L’azienda ha anche chiarito che peserà sui valori economici dell’aumento dei minimi

anche la tempistica con cui si procederà all’armonizzazione del sistema

classificatorio.

La Parte sindacale ha assunto il superamento della pregiudiziale dell’aumento dei

minimi posta dal vecchio D.G., questione che aveva prodotto l’avvio delle procedure

di sciopero prima dell’estate. Le OO.SS. hanno rigettato la proposta aziendale sui

minimi, eccessivamente bassa anche considerando la situazione aziendale non florida

ed i costi della classificazione (questione che dovrà essere valutata tra le parti anche

sulla base dei risparmi prodotti dal cambio di sistema classificatorio a regime. Le

somme proposte risultano inferiori ai parametri IPCA, quoziente sulla base del quale,

in questi mesi, si è proceduto al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro per altre

categorie di lavoratori.

Per tale motivo si è chiesta alla Rai una proposta economicamente più avanzata e di

lavorare rapidamente a elaborare una revisione del sistema classificatorio che

modernizzi il Servizio Pubblico e che risponda al riconoscimento professionale.

Va inoltre tenuto conto del preoccupante abbassamento salariale per i neo assunti,

individuando già in questo rinnovo contrattuale un maggiore riconoscimento

economico per gli assunti dopo il 1995 (così come da Piattaforma unitaria) oltre ad

un incremento sulla previdenza complementare che porti a tendere, anche pensando

al prossimo rinnovo contrattuale (2019/2021), ad un aumento cospicuo dei minimi

salariali per riequilibrare l’andamento salariale dei vecchi e i nuovi assunti.

Infine, parte sindacale ha chiesto che sulla parte normativa che riguarda le malattie

croniche si importi nel CCL Rai quanto stabilito nel Contratto dei dipendenti pubblici

appena sottoscritto, definendo l’esclusione dal comporto, ai fini del licenziamento e

della riduzione salariale, le cure salvavita ed i connessi periodi di assenza.

Roma, 29 dicembre 2017

Le Segreterie Nazionali

Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil Ugl-Informazione

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