MENU > HOME
Filtra Ricerca
Filtra Per Anno

Dettaglio Comunicato

Comunicati > Informazione > Emittenza Pubblica e Privata > Dettaglio
22 Ottobre 2020 Rai - Riunione comitato emergenza sanitaria

Il giorno 20/10/2020 si è riunito il Comitato Nazionale per l’emergenza sanitaria da Covid-19, organismo paritetico Azienda-Sindacato costituito col Protocollo siglato in data 17 giugno 2020.
All’incontro erano presenti le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL, USIGRAI affiancate da alcuni RLS e una Delegazione Aziendale in rappresentanza della TASK-FORCE. Di seguito gli argomenti trattati.
In apertura l’Azienda ha richiamato le criticità che si stanno affrontando, alla luce della forte ripresa della curva pandemica nel Paese e delle sue conseguenti ripercussioni in Rai (circa 40 positivi conclamati di dipendenti da inizio ottobre a oggi ma che all’esito dei tracciamenti effettuati non hanno portato alla diffusione di casi all’interno degli insediamenti aziendali).
Numeri in linea con le percentuali di contagio riscontrate anche in aziende che operano in altri settori merceologici, ma che non devono far abbassare la guardia sui comportamenti individuali e collettivi che rappresentano lo strumento più efficace per contrastare il propagarsi del virus (distanziamento sociale, obbligo di utilizzo dei DPI, ecc.).
L’Azienda ha inoltre ricordato di aver distribuito dall’inizio della pandemia oltre 3 milioni di DPI (fra guanti, mascherine, visiere ecc.), e altri 750.000 dispositivi sono in arrivo. Sono stati anche effettuati, grazie alla convenzione aziendale, oltre 3.000 test fra sierologici e tamponi, di cui 800 solo su Roma, a dimostrazione dell’efficacia del protocollo applicato in Azienda per la prevenzione. Continuano inoltre le sanificazioni degli ambienti, sia quelle programmate che quelle spot a seguito di casi di positività conclamata.
Per ciò che riguarda i tracciamenti, che avvengono esclusivamente nelle 48 ore precedenti i casi di positività, l’Azienda ha confermato di seguire alla lettera i protocolli previsti dal SSN e dalle varie ASL regionali, che prevedono la trasmissione della documentazione alla ASL di riferimento e, a tracciamento avvenuto, all’autorizzazione scritta per il rientro del paziente.
Queste comunicazioni avvengono a mezzo mail, sia fra ASL e lavoratore, sia fra lavoratore e la propria struttura di riferimento, a cui il lavoratore deve trasmettere il placet della ASL per il rientro in Azienda.
A queste comunicazioni aziendali, le OO.SS. hanno risposto sottolineando le molte criticità riscontrate in queste settimane di ripresa dei contagi.
Le OO.SS. hanno segnalato uno scarso coinvolgimento degli RLS in molte situazioni, unito alla convinzione della necessità di aggiornare il Protocollo siglato nel mese di giugno, anche perché la situazione sembra andare verso un peggioramento evidente delle curve pandemiche.
L’attuale mancanza di squadre fisse in Produzione e la promiscuità del personale impegnato, anche tra un cespite e l’altro, sta creando notevoli difficoltà nel tracciamento e generando forti malumori tra i lavoratori.
È necessario assicurare a tutti i livelli aziendali, ai CPTV come nelle sedi regionali gli stessi livelli prestazionali sia in termini di comunicazioni, che di servizi assicurati. Ferma restando la necessità della regia centrale della Task-Force e di RUO, è infatti necessario responsabilizzare tutti i livelli apicali dell’Azienda, rendendoli autonomi e reattivi almeno per quello che riguarda la loro operatività di fronte alle emergenze locali e ai rapporti con le istituzioni locali di riferimento. Accentrare tutto sulla Task-Force compresi i rapporti di prossimità con le ASL e le Regioni, rischia di appesantirne il lavoro con forti ricadute sui suoi livelli di operatività.
Permane il problema della scarsa reattività del SSA nel comunicare con i lavoratori dopo che questi effettuano i tamponi. I lavoratori si sentono abbandonati dal SSA successivamente alla fase di applicazione del protocollo (tracciamento). A questo si aggiunge una certa lentezza nella comunicazione dei casi positivi, e una certa genericità delle informazioni, che impediscono di capire se ci sia stata possibilità di contatto, (anche perché molte volte il possibile positivo si mette in malattia, salvo poi scoprire che è positivo dopo che si è aggravato).
Per ciò che riguarda la convenzione sui tamponi e sui test sierologici è necessario che venga approvata ed estesa a tutta l’Azienda, dando la precedenza a chi lavora in zone o situazioni a maggior rischio di contagio.
Le OO.SS. auspicano inoltre che l’Azienda cominci ad approntare dei piani di emergenza nel caso in cui dovesse diminuire giocoforza il personale.
Le dotazioni tecnologiche sembrano non essere all’altezza dell’emergenza. Solo a titolo di esempio negli studi radiofonici gli arredi fonoassorbenti non consentono una corretta sanificazione degli ambienti, e tante strutture non si sono ancora dotate di PEC, rendendo impossibile la digitalizzazione di molti documenti e firme.
Si evidenzia inoltre la necessità di implementare e aggiornare i vari sistemi informatici messi a disposizione nella prima fase della pandemia per consentire il lavoro a distanza, in vista di un eventuale ampliamento della platea dei dipendenti in Smart Working che dovranno garantire la continuità delle prestazioni lavorative.
Altro aspetto evidenziato all’Azienda riguarda le ricadute dell’obbligo di mascherina anche all’aperto in occasioni di collegamenti e interviste. Senza la lettura del labiale, impedita dalla mascherina chirurgica, gli spettatori anziani e non udenti non riescono a comprendere bene. Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto che la Rai verifichi con il CTS la possibilità di fornire mascherine trasparenti classificate come DPI da usare quando necessario.
A questo si aggiunge che non si hanno notizie precise circa il mantenimento dell’autocertificazione di non positività del personale esterno, ed è necessario rafforzare i controlli sul personale degli appalti, in particolare delle troupe.
A queste criticità si aggiunge la difficoltà di tracciamento e di ricorso al tampone che colpisce alcune regioni, Lombardia e Piemonte in particolare: a questo proposito risulta necessario che, nel caso in cui non si riesca a mandare a tampone e tracciare entro 48 ore un possibile positivo attraverso la ASL, l’Azienda si attivi immediatamente attraverso tamponi, anche rapidi. Nel caso di positività al tampone rapido, in attesa che l’ASL faccia fare il tampone molecolare, la richiesta sindacale è che comunque l’Azienda attui subito una sanificazione d’urgenza degli ambienti interessati, senza lasciare margini d’interpretazione e di discrezionalità ai diversi livelli aziendali, così da uniformare la normativa per tutta l’Azienda.
Le OO.SS. hanno inoltre evidenziato come le “Black List” a tutt’oggi non siano centralizzate e non siano condivise a livello locale (Intendenza di Palazzo) nei vari cespiti, per effettuare un controllo attento ed informare sugli eventuali “non ingressi” da gestire nei punti di accesso aziendali.
Un allarme è stato lanciato dalle OO.SS. per tutte quelle situazioni che sfuggono ai protocolli, sia per i cambi di scaletta, sia per la gestione degli ospiti esterni e in studio, nonché per la misurazione della temperatura dei giornalisti in esterna (dato che questi si ritrovano a viaggiare con gli altri lavoratori).
Riguardo poi alla convenzione per l’effettuazione dei test sierologici le OO.SS, hanno richiesto di avere l’elenco dettagliato della situazione, regione per regione, circa i test effettuati e le convenzioni in atto.
Le OO.SS. hanno inoltre richiesto la riattivazione della convenzione per i vaccini antinfluenzali, che, in questo anno in particolare, rappresenta un valore aggiunto evidente per discriminare le patologie che si presenteranno nella stagione invernale.
Riguardo infine alle nuove situazioni che si stanno determinando tra i dipendenti in attesa di tampone o in isolamento per figli o congiunti sottoposti ad accertamenti Covid, oppure coinvolti in situazioni di lock-down, le OO.SS. hanno richiesto di individuare chiaramente lo status degli stessi rispetto all’effettuazione delle prestazioni lavorative o all’eventuale astensione dal lavoro per causa di forza maggiore.
A queste sollecitazioni sindacali, l’Azienda ha dato alcune risposte immediate, riservandosi di rispondere in seguito alle altre dopo debito approfondimento interno.
Per ciò che riguarda le convenzioni sui test, è valida per tutte le sedi per il sierologico, mentre per i tamponi molecolari e rapidi è attualmente attiva solo per Roma e Milano.
Per ciò che riguarda le sanificazioni, esse si attivano solo a casi di positività conclamata per tampone molecolare e, discrezionalmente, in caso di tampone veloce, ma se il lavoratore/lavoratrice non è in servizio da 48 ore l’Azienda comunica che non ha alcun obbligo d'intervento. La parte aziendale valuterà comunque la richiesta sindacale di attuare le sanificazioni anche a seguito di tamponi veloci.
Per ciò che riguarda i protocolli delle società in appalto, questi sono perfettamente in uso e prevedono il rispetto di determinati requisiti e protocolli.
Le OO.SS. hanno inoltre richiesto di rivedere la complessità dei programmi editoriali, se non addirittura il Palinsesto dei programmi RAI: le possibili defezioni del personale di Produzione potrebbe non garantire più la continuità della Messa in onda dei programmi, oltre che la loro realizzazione. Sullo stesso tema è stato richiesto di prevedere il personale in D.E.
Le OO.SS. hanno evidenziato che per le interviste in esterna per le news, l’uso delle mascherine potrebbe porre dei problemi di comprensione da parte degli utenti, mentre per le interviste da girare in esterno al “chiuso” per realizzare programmi culturali e di tipo documentaristico, destinati alla M.O. e all’archiviazione, nel patrimonio culturale della Rai, si dovrebbero prevedere dei protocolli di sicurezza specifici per raccogliere le interviste senza mascherina, rispettando tutte le misure di sicurezza.
Ai rilievi delle OO.SS. sul personale di produzione senza attività ma a cui viene richiesta la presenza in sede, l’Azienda afferma di non avere evidenze. Anche per queste ragioni, è stato chiesto di rivedere la complessità dei programmi editoriali, se non addirittura l’intero Palinsesto dei programmi RAI. L’Azienda concorda comunque sulla necessità di riprendere in modo stabile le riunioni del Comitato Nazionale, e valuterà al suo interno la fattibilità delle altre sollecitazioni delle OO.SS.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL USIGRAI

Rai - Riunione comitato emergenza sanitaria Informazione > Emittenza Pubblica e Privata