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04 Dicembre 2020 Rai - Riunione comitato protocollo coronavirus

Giovedì 3 dicembre 2020 si è riunito il Comitato Nazionale per l’Emergenza Sanitaria da Covid-19, istituito con il Protocollo Nazionale siglato fra le Organizzazioni Sindacali e la RAI in data 17 Giugno 2020.
In apertura, come sempre, i rappresentanti del Nucleo Covid hanno fatto il punto sulle attività implementate e tutte aggiornate su RaiPlace:
 DPI
Prosegue l’approvvigionamento dei Dpi (mascherine, guanti, ecc.) e anche l’attività di sanificazioni ordinarie e straordinarie.
 Termoscanner
Sono stati installati Termoscanner in pressoché tutte le Sedi.
 Test rapidi
L’Azienda ha riferito di aver individuato criteri per la campagna di test rapidi, ovvero tamponi antigenici. L’ipotesi è differenziare la sorveglianza sanitaria in funzione dei rischi determinati dalle mansioni lavorative, e quindi garantire una copertura con cadenza settimanale, quindicinale, mensile.
Permangono le difficoltà per le convenzioni in Umbria e Sardegna per motivazioni legate alle indicazioni regionali o alla presenza di laboratori riconosciuti.
L’Azienda sottolinea che permane una criticità in Lombardia, in particolare per le difficoltà di accreditamento imposte dalla normativa regionale. Ma l’Azienda assicura che sta siglando l’accordo con il San Raffaele. L’obiettivo è renderlo operativo entro la prossima settimana. Intanto l’Azienda sta lavorando ad una convenzione con una ulteriore struttura.
Pur nelle more di una situazione oggettivamente complicata dalla pandemia e dalla dimensione regionale delle disposizioni sanitarie, le OO.SS. hanno stigmatizzato i ritardi accumulati in queste settimane in tema di convenzioni sui tamponi antigenici in alcune sedi, in particolare Milano e Napoli. Per ciò che riguarda Milano, essendo stata pubblicata (anche se con forte ritardo) una circolare ATS che ha sensibilmente snellito le procedure pubbliche di riconoscimento dei tamponi antigenici fatti in regime privato, non risultano più ostacoli a che lo screening dei lavoratori della sede milanese parta a brevissimo. Per quel che riguarda Napoli invece, dove sin da subito le autorità sanitarie regionali hanno reso possibile l'utilizzo dei tamponi antigenici in regime di convenzione privata, a questo punto si tratta soltanto di dare subito corso alla convenzione che RAI ha comunicato di aver già attivato. L'obiettivo che i tamponi antigenici partano subito in tutte le sedi, ivi comprese Milano e Napoli, rappresenta quindi una necessità imprescindibile affinché si possano affrontare i lavori delle prossime settimane in piena sicurezza. Le componenti sindacali del Comitato Nazionale vigileranno affinché questo avvenga nel più breve tempo possibile.
Su richiesta delle OO.SS., l’Azienda ha chiarito che a livello territoriale le Convenzioni vengono attivate direttamente dal Direttore di Sede, quindi senza preventiva autorizzazione del livello “centrale”. Questa procedura vale per tutto il personale della Sede, compreso quello giornalistico (ovviamente in questo caso d’intesa con il Caporedattore regionale).
Alla data odierna risulterebbe però alle OO.SS. che alcune sedi le quali hanno individuato i Laboratori di analisi e attivato convenzioni siano in attesa di autorizzazione centrale all’inizio dei test.
Le OO.SS. hanno inoltre richiesto all’Azienda un approfondimento riguardo alcuni episodi avvenuti in alcune sedi regionali in cui i dipendenti, riconosciuti fragili, non possono disporre delle dovute cautele in ambito lavorativo ed altri invece non possono accedere ai permessi “AE” pur rientrando nelle casistiche indicate dalla recente circolare aziendale in cui è previsto il suddetto giustificativo. Visto pertanto che a livello territoriale si riscontrano comportamenti diversi, le OO.SS. hanno chiesto una informativa a tutte le sedi per chiarire definitivamente la procedura.
 Quarantena e isolamento fiduciario
In merito alla norma che prevede la fine della quarantena dopo 21 giorni per i casi di positività a lungo termine con l'ultima settimana senza sintomi, e sulla quale esistono ancora dubbi interpretativi, su richiesta delle OO.SS., il Responsabile Sanitario Aziendale ha chiarito che il ritorno al lavoro è possibile sempre e comunque solo dopo una attestazione medica del SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) o del MMG (Medico di Medicina Generale).
Nel caso sopra descritto, su richiesta delle OO.SS., la Rai si è detta disponibile a valutare la possibilità di certificare il rientro anche attraverso un’autodichiarazione ben circostanziata indirizzata alla Struttura Sanitaria Aziendale.
 Trasferte
L’Azienda ha chiarito che non è in condizioni di farsi carico dei costi e dell’organizzazione di una eventuale quarantena per quei dipendenti che dovessero risultare positivi al rientro da una trasferta, qualora gli stessi non ritengano di poter stare in isolamento presso il proprio domicilio senza il rischio di contagiare altri coinquilini.
 Smart Working
A proposito dello Smart Working, l’intendimento dell’Azienda è quello di proseguire nella fase emergenziale, quindi in linea con i provvedimenti normativi via via approvati.
Su richiesta delle OO.SS., per quei lavoratori il cui profilo professionale non può prevedere lo Smart Working, la Rai si è impegnata a sviluppare la possibilità di Smart Working formativo per casi specifici (ad esempio quando il dipendente - contatto indiretto di positivo - deve stare fuori dall’Azienda pochi giorni, in attesa del risultato del tampone per il rientro al lavoro).
Inoltre le Organizzazioni Sindacali:
 Hanno denunciato il grave ritardo per quel che riguarda la sorveglianza sanitaria, in particolare in aree molto critiche come quella della Lombardia.
 Hanno chiesto alla Rai come intenda comportarsi - anche nel dialogo con le istituzioni - in vista della campagna di vaccinazione contro il Covid-19. In particolare, se la Rai si è attivata per chiedere il riconoscimento di servizio pubblico essenziale.
 Hanno richiesto una informativa dettagliata sulle modalità di assistenza per lavoratrici o lavoratori che si trovino costretti a rimanere in trasferta perché risultati positivi o contatto stretto di positivi, con particolare attenzione a chi in queste circostanze dovesse presentare anche sintomi della malattia. Le OO.SS. hanno sottolineato che si tratterebbe di dipendenti che per servizio si verrebbero a trovare isolati in albergo e lontani dai propri affetti e dai medici di famiglia.
 Hanno ribadito che deve essere sollecitato un sempre maggiore rispetto delle regole di comportamento anche riguardo all’uso dei DPI, in particolare nei luoghi a maggior rischio (come le regie) dove ancora spesso capita di vedere lavoratori senza mascherine.
 Hanno richiesto, nell’ambito della Produzione, di uniformare l’utilizzo della mascherina FFP2, introducendone la distribuzione anche negli Studi oltre che alle Esterne in cui è già resa disponibile - anche se con modalità da perfezionare - e in tutte quelle situazioni in cui non possono essere rispettate le distanze di sicurezza.
 Hanno chiesto un confronto urgente per rivedere il sistema di giustificativi di assenza in caso di isolamento fiduciario deciso dall’Azienda in via cautelativa (dunque non riconosciuto come malattia dall’Inps). Le OO.SS. hanno ribadito di ritenere inopportuna per questi casi la scelta unilaterale della Rai di coprire le assenze con ferie arretrate o recuperi a carico dei lavoratori. Il ricorso obbligato alle ferie arretrate potrebbe infatti indurre erroneamente i lavoratori, soprattutto il personale legato alla Produzione che non può accedere allo Smart Working, ad una comunicazione non corretta riguardo il tracciamento, così importante invece per il contenimento della diffusione del virus.
 Hanno chiesto di risolvere i problemi di comunicazione che si stanno determinando tra Task Force, Lavoratori e Struttura di riferimento, quando il dipendente finisce in Black List (tornello bloccato). In particolare quando, come accade, l’inibizione all’ingresso non viene comunicata né al dipendente, né alla struttura organizzativa e produttiva, costretta quest’ultima a sostituire in turno il dipendente o gestire situazioni di incomprensione agli ingressi degli insediamenti RAI. Succede inoltre che i Lavoratori finiti in Black List, i cui giorni di assenza sono definiti dal sistema “RAI per me” come giornate “non giustificate”, non possono più inserire nell’area personale i dati delle turnazioni effettuate prima e dopo il rientro in Azienda fino a quando non saranno quadrate le giornate “non giustificate”.
Il Comitato Nazionale, che, nei termini previsti dal Protocollo richiamato, sovrintende alle materie riguardanti l'emergenza sanitaria da COVID-19, si riunirà nuovamente nelle prossime settimane per continuare il confronto serrato con la Task Force Rai. Sarà cura delle OO.SS. informare puntualmente e con continuità le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Rai di tutte le decisioni prese in Azienda per contrastare gli effetti della pandemia.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER LIBERSIND-CONFSAL USIGRAI

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