


"La decisione del Garante è l'occasione per riflettere sull'opportunità di bloccare la Rai con uno sciopero. Non dobbiamo trasformare questa vertenza in un inutile braccio di ferro dal sapore politico con il Governo. In questo momento non lo capirebbero soprattutto i cittadini che pagano il canone, viste anche le aperture del Governo e dell'azienda". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni commenta la decisione del Garante di dichiarare illegittimo lo sciopero della Rai previsto per l'11 giugno. "La nostra categoria ha avviato una riflessione sul tema delle forme di protesta più efficaci in un quadro di responsabilità da parte di tutti i soggetti. E' chiaro che la Cisl difenderà tutti i posti di lavoro alla Rai e l'esigenza di una programmazione di qualità per stare sul mercato, salvaguardando l'informazione regionale, in un quadro di riduzione degli sprechi , delle inefficienze e delle troppe esternalizzazioni e consulenze milionarie, esclusi naturalmente i lavoratori "atipici" che fanno parte dell'organico della Rai. Ma bisogna dialogare e non trasformare la Rai in una occasione di "revanche" politica. Occorre una assunzione di responsabilità anche del sindacato. Questa vertenza non deve assumere i connotati politici che indebolirebbero l'azione autonoma e libera del sindacato. La Cisl non fa politica. La Rai è un bene comune che appartiene ai cittadini italiani che pagano il canone e non ai governi di turno. Per questo noi chiediamo che l'azienda apra subito un tavolo di confronto con i sindacati per una riorganizzazione trasparente del servizio pubblico che rilanci il ruolo culturale ed informativo della Rai, uscendo dalle fredde logiche pubblicitarie visto che sono i cittadini a pagare il canone. Ma è necessario anche che il Governo apra un confronto con tutti i soggetti, compreso il sindacato, sul rinnovo della concessione pubblica e su una nuova governance dell'azienda, con l'ingresso dei rappresentanti dei lavoratori per l'indirizzo e controllo delle scelte autonome del management. La politica deve uscire in maniera definitiva dalla gestione dell'azienda con l'obiettivo di una vera public
company. “Questa è la battaglia della Cisl "
Chiediamo al Governo e all'azienda di aprire una discussione trasparente sul piano industriale,
anticipando la concessione che scade tra due anni.
Il governo non può tirarsi fuori dalla partita scaricando tutto sull'azienda perché la politica c'è dentro fino
al collo. Noi vogliamo capire dove l'azienda potrà andare nei prossimi anni. Vedo comportamenti ambigui
da una parte e dall'altra. Se c'è da tagliare gli sprechi e le esternalizzazioni, la Cisl, per quanto ci riguarda,
non si sottrarrà alla discussione. Ma sia chiaro : noi difenderemo tutti i posti di lavori ed il diritto dei
cittadini ad avere dal servizio pubblico una adeguata informazione regionale".
"La nostra posizione non è di diniego allo sciopero, ma chiediamo una assunzione di responsabilità".
Lo ha detto il segretario della Fistel Cisl, Vito Vitale, intervenuto alla conferenza stampa dei sindacati in
vista dello sciopero. "Il nostro coordinamento ha voluto lo sciopero - ha proseguito - ora abbiamo avviato
una riflessione al nostro interno e Bonanni ha lanciato una richiesta di dialogo al Governo. Noi non
vogliamo essere strumentalizzati come coloro che difendono contratti e consulenze milionarie e non
vorremmo che la vertenza Rai risulti un problema insormontabile".