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03 Giugno 2014 Rai - Stop allo sciopero serve riflessione

"La decisione del Garante è l'occasione per riflettere sull'opportunità di bloccare la Rai con uno sciopero.

Non dobbiamo trasformare questa vertenza in un inutile braccio di ferro dal sapore politico con il

Governo. In questo momento non lo capirebbero soprattutto i cittadini che pagano il canone, viste anche

le aperture del Governo e dell'azienda".

Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni commenta la decisione del Garante di dichiarare

illegittimo lo sciopero della Rai previsto per l'11 giugno.

"La nostra categoria ha avviato una riflessione sul tema delle forme di protesta più efficaci in un quadro

di responsabilità da parte di tutti i soggetti.

E' chiaro che la Cisl difenderà tutti i posti di lavoro alla Rai e l'esigenza di una programmazione di qualità

per stare sul mercato, salvaguardando l'informazione regionale, in un quadro di riduzione degli sprechi ,

delle inefficienze e delle troppe esternalizzazioni e consulenze milionarie, esclusi naturalmente i

lavoratori "atipici" che fanno parte dell'organico della Rai.

Ma bisogna dialogare e non trasformare la Rai in una occasione di "revanche" politica. Occorre una

assunzione di responsabilità anche del sindacato.

Questa vertenza non deve assumere i connotati politici che indebolirebbero l'azione autonoma e libera

del sindacato.

La Cisl non fa politica. La Rai è un bene comune che appartiene ai cittadini italiani che pagano il canone e

non ai governi di turno.

Per questo noi chiediamo che l'azienda apra subito un tavolo di confronto con i sindacati per una

riorganizzazione trasparente del servizio pubblico che rilanci il ruolo culturale ed informativo della Rai,

uscendo dalle fredde logiche pubblicitarie visto che sono i cittadini a pagare il canone.

Ma è necessario anche che il Governo apra un confronto con tutti i soggetti, compreso il sindacato, sul

rinnovo della concessione pubblica e su una nuova governance dell'azienda, con l'ingresso dei

rappresentanti dei lavoratori per l'indirizzo e controllo delle scelte autonome del management.

La politica deve uscire in maniera definitiva dalla gestione dell'azienda con l'obiettivo di una vera public

company. “Questa è la battaglia della Cisl "

Chiediamo al Governo e all'azienda di aprire una discussione trasparente sul piano industriale,

anticipando la concessione che scade tra due anni.

Il governo non può tirarsi fuori dalla partita scaricando tutto sull'azienda perché la politica c'è dentro fino

al collo. Noi vogliamo capire dove l'azienda potrà andare nei prossimi anni. Vedo comportamenti ambigui

da una parte e dall'altra. Se c'è da tagliare gli sprechi e le esternalizzazioni, la Cisl, per quanto ci riguarda,

non si sottrarrà alla discussione. Ma sia chiaro : noi difenderemo tutti i posti di lavori ed il diritto dei

cittadini ad avere dal servizio pubblico una adeguata informazione regionale".

"La nostra posizione non è di diniego allo sciopero, ma chiediamo una assunzione di responsabilità".

Lo ha detto il segretario della Fistel Cisl, Vito Vitale, intervenuto alla conferenza stampa dei sindacati in

vista dello sciopero. "Il nostro coordinamento ha voluto lo sciopero - ha proseguito - ora abbiamo avviato

una riflessione al nostro interno e Bonanni ha lanciato una richiesta di dialogo al Governo. Noi non

vogliamo essere strumentalizzati come coloro che difendono contratti e consulenze milionarie e non

vorremmo che la vertenza Rai risulti un problema insormontabile".


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