


Ci pervengono da diverso tempo insistenti sollecitazioni da parte dei delegati sindacali e delle
strutture regionali/territoriali per l’avvio di un “tavolo” di confronto sistemico tra Azienda e Sindacato in
relazione agli eventuali impatti sull’organizzazione del lavoro in attuazione delle richiamate leggi in oggetto.
Nello specifico, le scriventi ritengono altrimenti indifferibile il dibattito sui seguenti temi:
a. Legge 3 maggio 2004, n° 112 - “Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e
della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a.”, il comma 2, lettera p) dell’art. 17 – “Definizione dei compiti
del servizio pubblico generale radiotelevisivo” è stato così modificato: l'informazione pubblica a livello
nazionale e quella a livello regionale è garantita attraverso la presenza in ciascuna regione e provincia
autonoma di proprie redazioni e strutture adeguate alle specifiche produzioni, nel rispetto di quanto
previsto alla lettera f).
Ovvero, le Sedi Regionali che garantiscono la diffusione di trasmissioni radiofoniche e televisive in
lingua tedesca e ladina per la provincia autonoma di Bolzano, in lingua ladina per la provincia autonoma
di Trento, in lingua francese per la regione autonoma Valle d'Aosta e in lingua slovena per la regione
autonoma Friuli Venezia Giulia. Le medesime mantengono la loro autonomia finanziaria e contabile in
relazione all'adempimento degli obblighi di pubblico servizio affidati alle stesse e fungono anche da
centro di produzione decentrato per le esigenze di promozione delle culture e degli strumenti
linguistici locali
b. regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, è stato
modificato con provvedimenti antievasione, introducendo con icommi da 152 a 161, dell’art 1 Legge 28
dicembre 2015, n. 208 “disposizioni concernenti il pagamento del canone di abbonamento alla
televisione” una diversa modalità di riscossione del canone di abbonamento attraverso le utenze per la
fornitura dell’energia elettrica
c. conservazione, restauro e digitalizzazione degli archivi audiovisivi, funzionale alla riconoscibilità del
Servizio Pubblico Radiotelevisivo, alla trasformazione della RAI in Digital Media Company, al
potenziamento delle attività di supporto editoriale, alla preservazione e valorizzazione della memoria
filmica, televisiva, radiofonica e discografica della RAI, custodita a livello nazionale e regionale
d. trasmissione gratuita dei messaggi di utilità sociale ovvero di interesse pubblico che siano richiesti dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri e la trasmissione di adeguate informazioni sulla viabilità delle strade
e delle autostrade italiane
e. Protocollo d’intesa tra l’ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani e RaiCom su mandato di RAI,
finalizzato alla valorizzazione e promozione delle eccellenze del nostro Paese, in Italia e nel mondo,
attraverso progetti che abbiano al centro i Comuni; Protocollo di intesa tra MIUR e RAI per la diffusione
di contenuti dedicati a scuole e giovani con particolare attenzione alle competenze digitali e allo
sfruttamento del patrimonio delle Teche RAI
Per queste indicative ragioni la scrivente chiede di effettuare un incontro per fare una prima disamina
della situazione e approntare in termini di metodo e merito i necessari percorsi di confronto.
In relazione all’importanza dei temi auspichiamo il coinvolgimento e la partecipazione al medesimo
anche delle altre segreterie nazionali.
Si rimane in attesa di un cortese e pronto riscontro.
p. Segreteria Nazionale FISTel - CISL
Walter D’Avack
Coordinatore Nazionale RAI
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