


Si trasmette, in allegato, la piattaforma FISTel-CISL per il rinnovo del CCNL del personale non dirigente di RAI Pubblicità scaduto il 31 dicembre 2013; la stessa è stata approvata e perfezionata dall’Esecutivo e dal Coordinamento Nazionale della scrivente riunitosi a Roma il 13 luglio u.s., all’esito del dibattito con i lavoratori in assemblea. Premesso ciò, si evidenzia che molti contenuti della piattaforma allegata, anche se esposti con un diverso livello di dettaglio sono comuni a quella presentata da SLC-CGIL e dalla UILCOM-UIL, poiché prendono origine da un lavoro di collazione unitario del Coordinamento Nazionale delle RSU, utile ad una successiva discussione con le Segreterie Nazionali per la stesura unitaria definitiva della medesima. Quest’ultimo passaggio non si è concluso con l’attesa convergenza su un testo unico di piattaforma,
ma ha evidenziato significative diversità di visione in merito all’assetto contrattuale, alla priorità dei temi e
agli incrementi economici salariali.
Come enunciato nella piattaforma stessa, la scrivente ha preso un serio impegno con i lavoratori
affinché il CCNL di RAI Pubblicità rientri nel contratto del Gruppo RAI al pari delle altre società consociate
(Rai Cinema, Rai Way).
Nella ferma convinzione che l’azione sindacale non possa prescindere dai grandi temi del
cambiamento, organizzativo, tecnologico e strategico, che intervengono a livello inter aziendale e globale,
di adeguamento, in termini di rinnovamento, risolutivo per il futuro del Servizio Pubblico Radiotelevisivo.
Ineluttabili i cambiamenti che stanno impattando sulla concessionaria pubblicitaria della RAI e i suoi
lavoratori, anche alla luce delle decretate innovazioni introdotte dall’attuale vertice RAI, rese ancora più
evidenti con la recente presentazione dei palinsesti della prossima stagione televisiva. Trasformazioni che
richiedono capacità di innovazione organizzativa, gestionale e professionale, oltre che di un’adeguata
formazione, per mantenere e recuperare la posizione competitiva RAI.
L’attuale assetto normativo vede la RAI soggetta a stringenti vincoli di raccolta e affollamento
pubblicitario, connessi alla propria natura di società di servizio pubblico radiotelevisivo, che ne limitano
strutturalmente le possibilità di competere sui mercati pubblicitari.
I recenti orientamenti e provvedimenti del Parlamento sulla funzione del Servizio Pubblico
Radiotelevisivo (Governance e risorse economiche), assegnano alla pubblicità un ruolo sempre più
sussidiario (vedi la soppressione degli spot pubblicitari sui canali Rai dedicati ai ragazzi), tendenza
avvalorata anche dagli assetti degli altri “Public Service Broadcaster” europei.
Questioni e orientamenti che consigliano una linea sindacale misurata e di prospettiva che, con sano
pragmatismo e consapevolezza, affermi nella salvaguardia del lavoro e dei livelli occupazionali le priorità
assolute e imperative, oltre le quali vanno garantiti anche gli altri diritti fondamentali del lavoro, sicurezza,
apprendimento continuo ed equa retribuzione.
In aggiunta al contesto di riferimento, si richiama l’Accordo interconfederale del 15 aprile 2009 per
l’attuazione dell’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 che, al
paragrafo 8 – Razionalizzazione e riduzione del numero di contratti di lavoro nazionali di categoria, prevede
un impegno delle Parti ad operare una semplificazione e riduzione dei contratti collettivi di lavoro nazionali.
L’esigua entità numerica dei lavoratori di RAI Pubblicità, circa 300 risorse, non può che agevolare le
Parti sociali nel procedere verso la direzione indicata dall’Accordo interconfederale menzionato,
rafforzandone di fatto la ratio.
Infine si rammenta che la RAI ha aderito all’Associazione italiana delle Imprese dei settori dei media
audiovisivi e radiofonici denominata “Confindustria Radio Televisioni”, che ha tra i suoi obiettivi anche la
stipula di contratti e di accordi collettivi nazionali, attinenti la disciplina dei rapporti di lavoro, sindacali ed
economici e la rappresentanza sindacale del settore.
Per queste indicative ragioni la FISTel – CISL ritiene una priorità il contratto di “Gruppo RAI” per i
Lavoratori di “Rai Pubblicità”, quale strumento indispensabile e centrale per garantire un mercato del
lavoro più sano e stabile con regole normative comuni sul lavoro, atte a prevenire tutte le situazioni di
criticità sociale, e quindi, di maggiore sinergia e capacità di coordinamento del “Gruppo RAI” che consenta
di governare con maggior efficacia e tempestività le sollecitazioni provenienti dall’esterno.
Si rimane in attesa di un cortese e pronto riscontro.
La Segreteria Nazionale
FISTeL CISL