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03 Marzo 2017 Sky Italia - Confronto su riorganizzazione e piano industriale

Nel nostro comunicato del 2 marzo, vi è una richiesta di presentazione di Piano Industriale ed un

Piano Editoriale che, come sapete bene, è cosa ben diversa dalla presentazione, anche con le

relative motivazioni di dettaglio, di un piano di riorganizzazione che ci avete illustrato presso

Unindustria-Confindustria lo scorso 6 febbraio.

La richiesta, oltre che dalla contingente riorganizzazione, nasce a seguito delle vostre continue

modifiche organizzative e di assetto, che già negli scorsi anni, hanno prodotto effetti rilevanti

sull'organico. Persone alle quali con modalità e tempistiche da voi stabilite, rendete noto di

essere un esubero o di dover essere ricollocate in altra regione rispetto al luogo di residenza. Ci

sembra doveroso, davanti ad una operazione che riguarda il mantenimento del sito di Roma e il

futuro dell’intera azienda, chiedere un Piano Industriali quale parte integrante di un possibile

percorso relazionale che ci illustri, nel dettaglio, l’assetto industriale dei prossimi anni.

Proprio assumendo quanto ci avete descritto della riorganizzazione e dei motivi che vi portano a

spostare delle attività da Roma a Milano, siamo obbligati a chiedervi il Piano Industriale, perché

quanto avvenuto su Roma, quasi azzeramento degli investimenti, ci risulta verificarsi anche sul

sito di Sestu dal quale si è deciso, da ultimo, di togliere una attività centrale come la control

room. Cosi come sulla sede di Milano in cui attività importante viene delocalizzata in Scozia.

Se la vostra intenzione è quella di non proseguire il confronto con le parti sociali, per motivi che

attengono...non abbiamo ben capito a cosa, vi chiariamo che i tempi del confronto o sono

dettati dalla condivisione di un percorso o sono dettati da una apertura di procedura di legge sia

per gli annunciati trasferimenti che per gli annunciati esuberi. Non crediamo possa esistere una

terza casistica quando si parla di occupazione, quella della disponibilità a prescindere da parte

del sindacato nei confronti dell’azienda.

Vi rammentiamo che, proprio sulle scelte di riassetto, avete scelto mesi fa di non coinvolgere le

OO.SS. proceduto ad assumere organico sul sito di Milano.

Circa 200 inserimenti nuove posizioni che con una gestione condivisa e oculata avrebbero potuto

mitigare gli effetti dell'attuale operazione di riorganizzazione.

Per noi, ora, è molto complesso raccontare agli “esuberi” che pochi giorni fa, o anzi, che

addirittura nei prossimi mesi, mentre chiedete a loro di uscire dall’azienda “incentivati”, avete

assunto ed avete intenzione di assumere personale nuovo in Sky.

Se anni fa ci aveste descritto, come più volte richiesto, un “Piano” a medio termine, quello che

generalmente da società quotate in borsa viene esplicitato alla comunità finanziaria, forse oggi

a gestiremmo una riorganizzazione meno pesante e traumatica per i lavoratori.

Il punto è, come spesso vi abbiamo detto, che chiamate le organizzazioni sindacali solo quando è

inevitabile, quando per legge è previsto un nostro intervento.

Viene anche il dubbio che tale riorganizzazione non fosse già pianificata alla data dell’incontro

di settembre 2016 con l’A.D..

Che noi fossimo contrari alla dichiarazione di esuberi e trasferimenti era chiaro sin dall'inizio,

come è altresì chiaro che per etica e attività di rappresentanza che svolgiamo quotidianamente,

non vogliamo sottrarci al confronto per quanto pesante e oneroso possa essere.

La nostra volontà è quella di confrontarci alla pari, sapendo da subito le difficoltà da superare

ma che:

• la nostra posizione è unitaria,

• i lavoratori non hanno nessuno obbligo a esprimere la loro adesione volontaria

all'uscita o al trasferimento.

Per poter procedere ad un riassetto di queste dimensioni, riteniamo indispensabile un confronto

a tutto campo e che abbia quale obiettivo primario la ricerca di tutte le possibili soluzioni che

riducano disagi e soprattutto ricadute traumatiche sui lavoratori.

Fortunatamente, ancora oggi, il licenziamento individuale non è libero, ma sottostà a vincoli

precisi e limiti quantitativi strettissimi.

Quindi per poter procedere ad un riassetto di queste dimensioni, e questo vi è chiaro altrimenti

non ci avreste coinvolti, avrete necessità di confrontarvi con noi, come molto probabilmente

sarete costretti, purtroppo (non certo per nostra volontà), ad avviare procedure collettive.

Vi rammentiamo infatti che nelle procedure collettive di legge esistono precise indicazioni per la

tutela di fattispecie di lavoratori, che esistono tempi e termini di svolgimento che debbono

essere percorsi e attuati.

Vi rammentiamo che, anche rispetto alla composizione dell'organico, esistono specifici limiti

all’utilizzo di alcune fattispecie contrattuali: contratti a termine, somministrazioni a tempo

determinato e somministrazioni a tempo indeterminato.

Vi ricordiamo che a procedure di legge avviate non vi sarà possibile assumere nessuno per 6

mesi.

Tutte questioni che pongono vincoli che vanno discussi obbligatoriamente con le organizzazioni

sindacali.

Proponendovi la data del 10 marzo per il primo confronto di merito (sia sul Piano Industriale che

sul processo riorganizzativo), restiamo in attesa di una vostra conferma.

Distinti Saluti,

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC/CGIL FISTEL/CISL UILCOM/UIL

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