


Le dichiarazioni relative allo stato di crisi formalizzate nel tempo dal Gruppo IEG ‐ CinecittàStudios SpA hanno portato al coinvolgimento diretto delle parti istituzionali di riferimento, con la conseguente messa in campo di tutti gli strumenti che si ritenevano utili al rilancio dell・attivitàproduttiva, (dalle leggi di sistema ‐Tax Credit, Tax Shelter nazionali e internazionali, fondi ex FUS‐, alle rinegoziazioni delle esposizioni debitorie; dalle concessioni di ammortizzatori in deroga fino ai
fondi finalizzati alla ristrutturazione e rilancio del sito e al finanziamento di progetti tematici ・MIAC‐).
Parimenti le Oo.Ss. e i lavoratori hanno contribuito fattualmente al riavvio delle attività ammettendo il ricorso ai piùampi strumenti di riqualificazione e rilancio (dagli ammortizzatori in deroga alle destrutturazioni societarie ‐cessione e affitti dei rami d’azienda‐, dalle decurtazione delle retribuzioni fino anche alle sostituzioni dei contratti collettivi nazionali di riferimento) senza sortire gli effetti sperati, ed anzi dovendo subire procedure di licenziamento parziale dei settori produttivi.
Nonostante i suddetti interventi, il Gruppo Cinecittà senza porre in essere un piano industriale condiviso e di pronta realizzazione e pur permanendo un・ inesistente attivitàproduttiva e commerciale, ha irresponsabilmente proseguito nel suo comportamento, ponendo in essere:
‐ il mancato rispetto dei nuovi accordi sulla gestione del debito contrattualizzati con il MiBACT;
‐ ripetuti inadempimenti nel pagamento dei canoni di locazione, cosìcome verso gli ulteriori impegni contrattuali, che hanno condotto alla diffida di CinecittàIstituto Luce nel mese di Luglio u.s.;
‐ la disgregazione del patrimonio economico accantonato in anni di gestione, investito anzichéin attivitàdi pertinenza e proprie all・ambito cinematografico verso attivitàdi altra e diversa natura (Papigno, Cinecittà World, LunEUR), cosìprivilegiando il perseguimento di attivitàdi intrattenimento a scapito della mission istituzionale a cui èdestinata per vincolo l・area del comprensorio di Cinecittà(vedi planimetria);
‐ la dispersione del patrimonio professionale (i 38 licenziamenti dei lavoratori del Laboratorio di Sviluppo e Stampa, i lavoratori dell・area Digital e Audio prima ceduti con contratti di affitto e ora in regime C.I.G.S., i lavoratori dei settori Costruzioni Scene a Amministrazione in regime di solidarietà i lavoratori dei mezzi tecnici ceduti col ramo d・azienda);
‐ la totale assenza di un piano industriale declinato per investimenti e tempi con il conseguente completo fallimento delle politiche commerciali per l・acquisizione di nuove commesse cinematografiche nazionali ed internazionali;
‐ lo ・spezzatino・ aziendale che ha mortificato il valore aggiunto dato dalla precedente unicitàdell・impresa, capace di seguire la realizzazione del prodotto culturale filmico a partire dalla sua ideazione,
‐ i disservizi strutturali e commerciali a scapito delle rare produzioni ospitate (ivi inclusa RAI).
Gli spazi del sito utilizzabili per la produzione cinematografica sono stati sacrificati alle attivitàdi entertainment e altre attivitàdi vario genere (come si evince dalla planimetria allegata), rendendone difficile l'utilizzo nelle rare occasioni di produzione internazionale.
A fronte di quanto sopra le scriventi OO. SS. nazionali, territoriali e aziendali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL, UILCOM‐UIL, UGL‐Comunicazioni ritengono determinante, come da tempo ed in ripetute occasioni sostenuto, un radicale cambiamento della governance del sito attraverso il superamento dell・attuale gestione privata e l・acquisizione della maggioranza pubblica (anche solo temporanea) delle aziende operanti nel comprensorio di Cinecittà in primo luogo a salvaguardia del patrimonio professionale nonchéculturale e produttivo, dichiarandosi fin d・ora disponibili a valutare tutte le altre opzioni che vadano nel senso della tutela, della tenuta occupazionale e del rilancio produttivo di Cinecittà
Tutto ciò illustrato, atteso soprattutto lo scadere prossimo delle condizioni di applicazione degli ammortizzatori sociali e in forza dell’impegno contenuto nella lettera d'intenti sottoscritta dal Ministro Franceschini, con la presente siamo a chiedere l'apertura di un tavolo interministeriale per lo sviluppo di Cinecittà Studios SpA/Cinecittà Digital Factory Srl, e l'individuazione delle soluzioni percorribili per la salvaguardia del sito produttivo che, come è noto, riveste importanza nazionale e internazionale,
rappresentando la più importante struttura produttiva di cinema in Italia ed in Europa.
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC‐CGIL FISTeL‐CISL UILCOM‐UIL UGL‐COMUNICAZIONI
E.Bizi M. Giustini F. Benigni M. Imperiali