


Il settore del cinema e dell’audiovisivo è produzione di contenuti culturali e d’intrattenimento che rappresentano, nel mondo della comunicazione di oggi, un forte potenziale di sviluppo e di crescita.
L’evoluzione del sistema delle comunicazioni pretende sempre di più contenuti, le reti sono autostrade per il transito, il trasferimento di innumerevoli quantità di dati voce e video, di contenuti multimediali, culturali e d’evasione.
Il riconoscimento del valore, la remunerazione dei contenuti narrativi alla filiera della produzione è imprescindibile, tutela la sostenibilità e lo sforzo produttivo, garantisce la qualità che determina la fruizione dei servizi e che genera consistenti economie nella fase di distribuzione, gli incassi di piattaforme e aggregatori.
La normativa ha recepito, almeno in parte, questa logica.
La nuova legge sul cinema e l’audiovisivo prevede un Fondo che si alimenta con un meccanismo di auto–finanziamento di sistema, con una percentuale del gettito fiscale delle imprese attive nella programmazione e nell’erogazione di servizi di accesso a internet; questo meccanismo di auto–finanziamento di sistema si può estendere ai soggetti del mercato digitale, con una quota del gettito, nel perimetro anche di un processo di regolarità e armonizzazione impositiva, di questi intermediari.
Per quanto riguarda il tax credit il passo avanti ottenuto con la legge sul cinema non appare sufficiente, come peraltro ha dimostrato la necessità di incrementare la quota destinata. E’ uno strumento utile, ma è necessario valutare un ulteriore stanziamento per stabilizzarlo coprendo le esigenze del settore.
Il riconoscimento del valore dei contenuti può avvenire anche per altre vie, in parallelo, complementari.
Agevolando delle soluzioni di natura commerciale, quali una compartecipazione ai ricavi sui contenuti narrativi, multimediali oppure una commissione di trasmissione, con accordi fra associazioni o aziende e soggetti del mercato digitale, così da generare investimenti nella filiera della produzione.
Vale la pena evidenziare che un sostegno al settore, oltre alla tutela del valore della cultura, punto fondante di una società, rappresenta un investimento in un’industria, quella creativa, dello spettacolo, sostanziale per la promozione nel mondo, di un patrimonio materiale e immateriale unico, con importanti ritorni di carattere economico anche in settori contigui, diversi.
Sulla Legge 220/2016 disciplina del cinema dell’audiovisivo e decreti attuativi
Entrando più dettagliatamente nel merito della nuova legge sul cinema e l’audiovisivo, per gli interessi che le scriventi OO.SS. rappresentano, ci appare necessario soffermarci nello specifico sui temi del lavoro e
della formazione delle professioni, la cui tutela può trovare spazio in modifiche e/o integrazione nei decreti attuativi. In particolare, gli articoli e relativi decreti attuativi cui facciamo riferimento sono:
– art. 5 e DPCM 11 luglio 2017, sul riconoscimento della nazionalità italiana delle opere, le figure professionali e l’osservanza dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria;
– art. 35 e D.lgs. 202 del 7 dicembre 2017, sulle norme in materia di rapporti di lavoro nel settore, le peculiari modalità di organizzazione del lavoro e di espletamento della prestazione lavorativa, gli ammortizzatori sociali e la classificazione delle professioni;
– art. 37, sulla vigilanza e sanzioni, i casi di revoca e di decadenza dei contributi concessi nelle varie forme previste nel dispositivo legislativo.
La valorizzazione dell’occupazione
È fondamentale per raggiungere un obiettivo di qualità delle opere, della produzione, valorizzare l’occupazione, il riconoscimento di un patrimonio delle conoscenze dei professionisti del settore, da conservare e da sviluppare.
A partire dalla previsione fra i requisiti di ammissione ai benefici fiscali individuate dalla Legge, credito d’imposta e contributi sia automatici che selettivi, del rispetto del CCNL di categoria e della regolarità retributiva e contributiva; in caso di inosservanza, inadempienza o irregolarità si dovrebbe, in coerenza, avere la revoca o la decadenza dei contributi.
Altro aspetto è il supporto alle attività di formazione tecnica e artistica, controllando l’omogeneità e l’uniformità della qualità dei percorsi e della professionalità acquisita tramite la definizione dei requisiti degli enti abilitati, anche estendendo il numero delle figure professionali identificate per ottenere il riconoscimento della nazionalità italiana.
Gli ammortizzatori sociali
La discontinuità dei rapporti di lavoro è in prevalenza strutturale nel settore.
È necessario realizzare ammortizzatori specifici e mirati, tali da garantire una copertura in materia di tutela sociale e occupazionale a tutti i lavoratori, per finalità d’interventi e platea di beneficiari.
Tali ammortizzatori, che possono essere definiti di continuità, devono avere un’attenzione specifica a rapporti strutturalmente discontinui e basati su giornate di lavoro e per quanto riguarda gli artisti e gli stuntmen, la necessità di rispondere a bisogni specifici di queste professioni che, per quanto riguarda gli artisti, erano già stati individuati nel 2007 dall’Europa che chiedeva di trovare tutele particolari nei periodi di non lavoro, che per queste professioni significa prepararsi, studiare le parti, formarsi per questa attività altamente specifica, effettuare casting, ecc. L’Europa chiedeva di riconoscere detti periodi anche ai fini contributivi. Per quanto riguarda gli stuntmen, si tratta di una professione che richiede di mantenere la prestanza fisica necessaria al ruolo e quindi di esercitarsi continuamente, bene oltre le giornate in cui è prevista l’attività pagata e coperta dai contributi. E’ evidente che la NASPI, che struttura i requisiti a settimane, e tratta periodi di disoccupazione ordinaria, non risponde alle necessità dei lavoratori dello spettacolo. Nella legge 175/2017 si fa riferimento alla necessità che i decreti individuino tutele specifiche per i lavoratori dello spettacolo, che sono gli stessi che lavorano nel cinema. Il concetto è dare a tutto lo spettacolo tutele specifiche, che tengano conto della natura atipica dei rapporti di lavoro, come a suo tempo ha fatto l’ENPALS, per quanto riguarda i contributi.
Il settore, anche se non coperto dalle integrazioni salariali ordinarie previste per Legge, versa una contribuzione obbligatoria al Fondo di integrazione salariale, che opera comunque con ammortizzatori di emanazione, che sono traslazione, del modello tradizionale.
Tale discontinuità dei rapporti può però trovare soluzione in termini integrativi rispetto a quanto definito precedentemente e un forte sostegno, usando la contribuzione già corrisposta e nel quadro legislativo corrente.
Agevolando la costituzione di un Fondo di solidarietà bilaterale fra le associazioni sindacali e datoriali di settore, cui destinare la contribuzione obbligatoria, che potrà erogare anche altre prestazioni, ammortizzatori specifici, su misura, come un’integrazione alla Naspi in termini di durata o importo, così da usare quanto già versato in modo efficace e garantire una tutela effettiva.
È possibile aumentare le capacità e gli interventi del Fondo, far confluire: il contributo di solidarietà, a carico esclusivamente del mondo dello spettacolo; il contributo addizionale sui contratti a termine, da cui è parzialmente escluso il settore; oltre, infine, a un contributo aggiuntivo, concordato fra le Parti.
Filiera dell’industria cineaudiovisiva
In recenti convegni organizzati da ANICA, invitati tutti i players della filiera in oggetto, si è osservato come la produzione di cineaudiovisivo di qualità, per diverse motivazioni esogene ed endogene, si sia spostata verso la realizzazione di serie televisive, mentre sta diventando sempre più residuale, in termini di investimento qualitativo, quanto prodotto per la sala cinematografica.
Negli stessi convegni si è anche accennato alle permanenti difficoltà legate ai meccanismi della distribuzione delle opere, complessi e a più riprese giudicati insoddisfacenti e mortificatori, viste le programmazioni delle sale.
Ne deriva una evidente difficoltà negli esercizi cinematografici, che non è ancora definibile crisi di settore ma che desta molte preoccupazioni.
I due più grandi Gruppi in competizione in Italia, The Space Cinema e UCI Cinemas, stanno già reagendo con azioni che impattano sui livelli occupazionali.
Per SLC–CGIL, FISTEL–CISL, UILCOM–UIL non è possibile attendere che le inefficienze di cui stiamo parlando in tutti gli incontri, ricadano sui livelli occupazionali degli esercizi cinematografici.
18 luglio 2018
Le Segreterie Nazionali
SLC–CGIL FISTEL–CISL UILCOM–UIL
Emanuela Bizi Gigi Pezzini Giovanni Di Cola
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