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02 Maggio 2020 Spettacolo - Emergenza covid-19

Come noto le misure di contenimento del contagio Covid-19 hanno costretto molte attività a fermarsi.
Tra queste rientra anche lo spettacolo dal vivo e tutte le attività ad esso strettamente connesse per realizzarlo.
Conseguentemente tutte le attività teatrali sono state sospese e probabilmente, per quanto riguarda la possibilità del pubblico di poter accedere agli spettacoli, non potranno essere riprese prima della fine di quest’anno se non addirittura agli inizi del prossimo.
Ciò che appare sul palcoscenico rappresenta la punta di un iceberg produttivo nel quale si nascondono molteplici attività e mestieri che danno lavoro a migliaia di persone: in sintesi occupazione, tanta occupazione. Come uscire allora da questa situazione di stallo?
Sia i singoli datori di lavoro che le associazioni di categoria sindacali e datoriali si interrogano su come salvaguardare la salute dei lavoratori, mettere in sicurezza il pubblico e mantenere in vita queste attività. Si è aperta una fase di valutazione a tutti i livelli di fondamentali valori costituzionalmente garantiti tra i quali spicca, in questo momento, la tutela della salute dei lavoratori che pone molti e rilevanti problemi applicativi specie nel settore dello spettacolo dal vivo.
Abbiamo appreso del Protocollo della Cultura che si appresta ad essere attivato in Veneto e, come già fatto presente nelle opportune sedi, auspichiamo che la partecipazione delle OOSS al protocollo sia presto resa attiva. A tal proposito siamo a renderci disponibili anche in sede comunale ad un confronto produttivo per la ripartenza delle realtà che nel nostro territorio operano (Fenice e Teatro Goldoni in primis, ma non solo).
E’ nei momenti difficili che si creano le basi per costruire il futuro e il futuro nel settore dello spettacolo dal vivo passerà inevitabilmente anche dal coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori interessati.
A tal proposito evidenziamo che il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” INAIL aprile 2020 inserisce i lavoratori dello spettacolo e gli interpreti nella classe di rischio medio- alto, mentre il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virusCovid-19 negli ambienti di lavoro” prevede la costituzione in azienda di un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e degli RLS.
Esprimiamo, anche a nome dei lavoratori dei teatri, la nostra ferma e assoluta contrarietà rispetto all’inconcepibile protrarsi a tempo indeterminato del blocco della produzione musicale in atto su tutto il territorio nazionale, nella convinzione che sia possibile, necessario e urgente intraprendere percorsi alternativi di produzione in grado di conciliare la tutela della salute con il diritto della società di poter usufruire liberamente di ogni forma di espressione culturale e con la salvaguardia dell’intero settore dello spettacolo dal vivo nelle sue molteplici specificità.
Nel rispetto delle norme di legge che hanno sospeso l’attività degli spettacoli teatrali e di quelle contenute nell’ultimo DCPM dello scorso 26 aprile, che invece consentono “attività di registrazioni musicali e sonore”, si chiede che sia data la possibilità di riprendere il lavoro, nell’assoluto rispetto delle norme di sicurezza, finalizzandolo alla realizzazione di programmi da trasmettere in Tv e in Streaming e quindi di intraprendere da subito la sperimentazione di ogni nuova tecnologia esistente per progettare nuove forme di produzione culturale e nuove modalità di proporre al pubblico la cultura musicale.
Riteniamo possibile e doveroso sviluppare una progettualità innovativa ed efficace, compatibile con le attuali restrizioni, capace di affrontare questo tempo di crisi e di innescare un nuovo rilancio quando arriverà il momento di ripartire. Non escludiamo di valutare la possibilità di spettacoli all’aperto con numeri ridotti di artisti e pubblico.
Crediamo doveroso che i valori veicolati dalla cultura, dall'arte e dalla musica siano posti al servizio dello sforzo collettivo del Paese, come tante volte è accaduto nei momenti di sofferenza e di incertezza della nostra storia.
Ci appelliamo quindi alle Istituzioni affinché promuovano e sollecitino un deciso cambio di rotta e una forte assunzione di responsabilità nei confronti di un settore fondamentale del nostro patrimonio culturale, delle sue migliaia di lavoratori, dell'indotto che ruota intorno ad esso, della sua imprescindibile valenza sociale e comunitaria.
Le Segreterie Territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL e FIALS CISAL di Venezia

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