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11 Giugno 2020 Fondazione Arena Di Verona - Continua la protesta dei lavoratori

Venerdì 12 giugno 2020, alle h. 11,30 i lavoratori di Fondazione Arena si ritroveranno
sotto le finestre del Teatro Filarmonico per rinnovare la loro protesta nei confronti dei
vertici dell’ente.
Si tratta di una protesta che potrebbe essere mal interpretata, specie se accostata alla
notizia di una ripresa dell’attività con spettacoli aperti al pubblico in Arena dai primi di
luglio.
Ed invece questa manifestazione si è arricchita di motivazioni e di contenuti nuovi
all’esito del recente incontro tra vertici di FAV e OO.SS. ed RSU avvenuto lo scorso
martedì 9 giugno.
Nonostante la possibilità di riprendere l’attività dal 15 giugno p.v., Fondazione Arena ha
infatti comunicato alle OO.SS. di voler mantenere i lavoratori in FIS per altre due
settimane, per un totale di ben 16 settimane a zero ore: un unicum nel panorama italiano
delle Fondazioni lirico sinfoniche quanto ad entità e modalità di utilizzo di questo
ammortizzatore sociale ed a mancanza di sforzi per tenere viva una qualche forma di
attività, seppur minima.
Come se non bastasse, questa decisione è stata accompagnata dall’affermazione che il
pareggio di bilancio di Fondazione Arena è stato costruito con il FIS dei lavoratori.
Oltre alle problematiche derivanti dal sacrificio economico già patito (giova ricordarlo che
i lavoratori di FAV hanno sperimentato nel triennio 2016/2018 due mesi l’anno di FIS oltre
alle 14 settimane di FIS, ora 16, con causale Covid-19), i lavoratori di FAV hanno quindi
appreso che sono stati utilizzati per far quadrare il bilancio di un ente che si è visto
riconfermare tutti i finanziamenti per il 2020. Da ciò ne deriva che, dati alla mano, allo
stato attuale il costo del personale stabile trova copertura nei finanziamenti che sono già
stati attribuiti a FAV (esclusi quindi tutti i ricavi da botteghino).
L’emergenza Covid-19 ha quindi tolto il coperchio a chi voleva dimostrare che il teatro
Filarmonico produce solo perdite (tesi costruita senza tener conto dei finanziamenti).
Senza addentrarsi in cifre e controcifre, quello che emerge è che questa drammatica
emergenza sanitaria ha riportato al centro della discussione la necessità di capire, senza trovare un facile capro espiatorio, come stanno davvero le cose in FAV e di testare la capacità della classe dirigente: in fondo è nei momenti difficili che si misura la capacità dei manager di trovare degli sbocchi ai propri dipendenti. Molti sono stati gli esempi virtuosi in questi mesi di pandemia che alcuni imprenditori hanno saputo e voluto dare al Paese riaccendendo la speranza nella possibilità trovare sempre nuove vie per offrire una prospettiva ai propri lavoratori: questo esempio è mancato in Fondazione Arena e questo i lavoratori lo hanno sentito e vissuto.
Di tutto quanto si poteva fare per sostenere il reddito della propria forza lavoro FAV ha scelto la strada più semplice e, senza farne mistero, ha deciso di far quadrare i conti con i soldi dei lavoratori.
Dove porteranno questi ragionamenti e questa impostazione? Di questo sono preoccupati tutti lavoratori di FAV: stabili, precari, stagionali, esternalizzati, ecc.
La Fistel Cisl è fianco di questi lavoratori per sostenere il loro reddito e la loro stabile occupazione con un teatro aperto 12 mesi all’anno: altri modelli produttivi non ci interessano, specie se a finanziare l’attività è in buona parte lo Stato e quindi i contribuenti.
FISTel CISL Veneto
La Coordinatrice Regionale per lo Spettacolo
Elena Carla Mazzoni

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