


Ennesimo stallo nell’incontro sindacale con la direzione della Fondazione Arena, conclusosi nella serata del 1 agosto e fortemente voluto dalla parte della RSU e delle Segreterie Provinciali.
La stagione areniana, che sembra finora vedere positivi apprezzamenti di pubblico e di critica, è stata portata avanti con enormi e non riconosciuti sacrifici da parte dei lavoratori e delle lavoratrici della Fondazione Arena.
Non sono state in particolare risolte – neanche con un impegno di prospettiva – le tematiche delle riduzioni contrattuali, dell’organizzazione e delle condizioni di lavoro che hanno portato ad una netta e pesante riduzione salariale, in particolare per i lavoratori "stagionali" che costituiscono per il Festival la maggior parte delle maestranze.
Crescono anche la preoccupazione e il dissenso rispetto al modello produttivo, contrattuale e organizzativo attuale – fondato sul piano di risanamento in vigore fino al 2018 – che sembra divenire, nelle intenzioni della Fondazione, un modello di riferimento anche per il futuro.
Scaricando quindi sacrifici economici, contrattuali e occupazionali sempre e solo sui lavoratori, oggi più che mai delusi nelle aspettative dalle declamate e non realizzate promesse i lavoratori pagheranno due volte: per le cattive gestioni del passato e anche per la attuale conduzione e futuro assetto della Fondazione.
La consegna di documenti vuoti di qualsiasi contenuto occupazionale ed economico, le reticenze, le mancate risposte, la sordità al principio che i tempi di prova e le condizioni contrattuali e qualitative dei lavoratori sono elementi imprescindibili per il rilancio della Fondazione, denunciano la mancanza di una progettualità vera, supportata da dati concreti e realistici, progettualità che temiamo possa venire surrogata da un piano industriale che, in mancanza delle giuste direttive da parte della dirigenza, sarà l’espressione di una logica aziendalistica, avulsa dal contesto proprio e specifico di una Fondazione lirica e per questo inefficace rispetto all’obiettivo di miglioramento del prodotto, che è prima di tutto la qualità artistica.
La Direzione, pur presentando infatti un calendario di produzione per il 2019, non ha né affrontato, né recepito alcuna delle proposte e richieste e avanzate dalle Organizzazioni Sindacali , anche a seguito delle assemblee dei settori che rendono possibile la realizzazione del Festival lirico della Fondazione Arena.
Ci si risponde invece pubblicando un bando di gara per il piano industriale 2019 – 2021, commissionato e pagato a soggetti "terzi", quando invece sindacato e lavoratori ritengono sia responsabilità dei dirigenti scelti, dalla nuova amministrazione, e lautamente retribuiti.
Le tanto annunciate contribuzioni pubbliche e private non trovano, nel frattempo, alcuna ricaduta positiva sui lavoratori costretti a contratti vessatori e di dubbia legittimità giuridica che saranno, se non risolti, oggetto di ulteriore contenzioso e vertenza legale: è paradossale che si continuino ad accantonare e immobilizzare risorse per un "fondo di garanzia", a copertura di tali contenziosi, quando niente si fa per poterle prevenire, anche per la via negoziale.
Una situazione, nel complesso, di cui lo stesso Consiglio di Indirizzo deve assumersi la responsabilità , facendosi carico della scelta di non voler investire né sul ritorno alla normalizzazione né sulla qualità del Festival.
Per parte sindacale il livello del confronto su tali situazioni contraddittorie sarà portato anche al Ministero e con il Commissario Governativo per le Fondazioni liriche, con lo spirito e la lettera del Piano di Risanamento, il quale ha avuto l’unico contributo nel sacrificio dei lavoratori stabili e stagionali, mentre alcun segnale positivo del tanto decantato "rilancio", ha ricaduta alcuna in previsione dell’ attività artistica delle prossime stagioni all’Arena e al Teatro Filarmonico, entrambi patrimonio storico, artistico ed economico di questa città.
Sarà nostro impegno operare e verificare ancora se la Fondazione intenda cambiare impostazione per convergere su proposte di prospettiva, a garanzia delle stagioni future, ma saranno avviate tutte le azioni di lotta già nel corso della stagione che i lavoratori richiedono a fronte delle mancate prospettive e delle condizioni attuali.
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