


Illustre Presidente di Fondazione Arena e Sindaco della città di Verona,
Illustri Consiglieri,
Nel timore che la vertenza salariale in atto nei confronti di Fondazione Arena, riguardante la richiesta di restituzione ai lavoratori di parti di salario, e le giuste rivendicazioni delle maestranze siano portate su un pericoloso e irrecuperabile terreno di conflittualità politica, quando invece è proprio la politica, specie quella locale, che dovrà farsi inevitabilmente carico di trovare soluzioni che conducano a dare stabilità nel tempo a questa prestigiosa istituzione veronese di fama internazionale, riteniamo opportuno esprimere il nostro punto di vista.
Come è noto, Fav si trova in una difficilissima situazione, in bilico tra un ritorno a scenari passati e la possibilità di uscire dalla crisi attraverso soluzioni concrete, in parte già prospettate (ricerca di finanziamenti privati e sponsorizzazioni e aumento del sostegno degli EE.LL. come anche più volte sottolineato ed auspicato dagli organi di Governo) e in parte ancora tutte da costruire attraverso un confronto genuino tra tutti soggetti coinvolti.
Il punto di partenza rimane però un incontestabile dato di fatto: fino ad oggi i concreti e soli contributori sono stati i dipendenti. Condivisibile è quindi la loro rabbia e la loro preoccupazione nel vedere come i soldi promessi dallo Stato sono ancora fermi su un ignoto binario, che i risultati della ricerca di nuove e stabili entrate tardino ad arrivare, così come inaccettabile è l’incertezza che accompagna il ritorno alla normalità del ciclo produttivo di Fondazione Arena.
La recente approvazione della programmazione al Filarmonico, limitata al maggio 2019, cui deve essere unito il già pubblicizzato prossimo Festival areniano, non consente di accantonare i timori dei lavoratori circa la sostenibilità economica del ripristino dell’attività su 12 mesi. Se da un lato è pacifico che i concordati periodi di sospensione (con le OO.SS.) termineranno al 31/12/2018, dall’altro dalla Vostra nota del 26 ottobre u.s. non si
parla di ripristino di attività su 12 mesi, bensì di "ripristino salariale dei due mesi di sospensione". Ulteriormente, la nota invoca una discontinuità con il passato nelle modalità di programmazione e richiama implicitamente "la sostenibilità economica" della stessa.
Su tale punto ci permettiamo di rilevare che, se da un lato non vi è dubbio che la programmazione debba essere economicamente sostenibile proprio per le ragioni da Voi evocate, dall’altro però questo modo di impostare le cose introduce una spirale perversa che, legando la programmazione alle risorse (inspiegabilmente, ma di fatto sempre meno soprattutto dal territorio), introduce sotto il vessillo della "sana amministrazione" un percorso di soppressione di attività.
Orbene, su questo punto non possiamo che chiederVi di uscire dall’ambiguità e di dare ai lavoratori in primis e a tutte le OO.SS. esplicite rassicurazioni in merito al ripristino dell’attività su 12 mesi. Non ci risulta, peraltro, che la programmazione possa essere fatta per frazioni di anno anche in considerazione del fatto che il bilancio previsionale deve tenerne conto proprio in ragione di anno.
Poiché, i lavoratori di FAV, lo ribadiamo, hanno già pagato in prima persona gli imperdonabili errori di un’inadeguata classe dirigente, crediamo che sia ora necessario fornire risposte concrete che segnino una reale discontinuità con il passato.
Non ci pare certo rispettoso da parte delle Istituzioni ministeriali chiedere ancora soldi ai lavoratori e crediamo che la risposta debba trovare soluzione nell’andare a richiedere le somme a chi queste somme le ha erogate, a chi ha vigilato e sorvegliato sui bilanci che ne hanno tenuto conto e non certamente ai lavoratori che le hanno ricevute in buona fede.
Questa per noi è un’eccezione destinata ad avere rilievi non solo sotto il profilo di opportunità politica, dato che, come a Voi noto, la legge, già in vigore all’epoca dei bilanci oggetto di rilievi (2014 e 2015), prevede proprio la responsabilità personale dei Consiglieri di indirizzo (v. art. 11, c. 17 del D.L. 91/2013).
Vi chiediamo quindi maggiore intensità nella difesa del salario erogato in passato ai lavoratori e confidiamo quindi che non si proceda nel percorso di recupero annunciato. Decisa e inevitabile sarà la risposta dei lavoratori sul piano legale e su questo versante la Fistel Cisl si sta già orientando per indicare una difesa tecnica adeguata alla complessità delle questioni giuridiche sollevate.
Ci attendiamo da questo Cdi la massima collaborazione anche nel fornire con "trasparenza" tutta la documentazione in Vostro possesso per consentire ai lavoratori di difendersi sul piano legale. Inaccettabili sono gli omissis presenti nei documenti consegnati alle OO.SS.
Inaccettabile e incomprensibile è stato anche il silenzio che ha accompagnato tutta la vicenda.
Non ci sentiamo populisti nel sospettare che questa "inaspettata e inopportuna" vertenza sia un modo per chiedere ulteriori pezzi di salario ai lavoratori.
Quale sindacato che ha a cuore le sorti dei lavoratori, del loro posto di lavoro e del mantenimento del salario, ciò che quindi chiediamo con forza sin d’ora, e non a fine agosto 2019, sono risposte concrete ed è sul piano della concretezza e del confronto che intendiamo muoverci.
Oltre alla programmazione su 12 mesi, che non può essere stravolta dall’attività extra lirica, il cui permanere appare di discutibile interesse per Fondazione Arena anche sotto il profilo economico, sollecitiamo l’apertura di una discussione sulla pianta organica, quale cartina al tornasole delle intenzioni circa il mantenimento nel tempo di una struttura produttiva adeguata al modello fondazione lirico – sinfonica.
Ci attendiamo, visto le dichiarazioni politiche che si sono susseguite nel tempo, che si possa dare una risposta anche al corpo di ballo, se del caso cercando delle soluzioni concrete sul piano della collaborazione interregionale. Su questo siamo disponibili, come lo siamo sempre stati, a dare il nostro contributo concreto anche in termini di progettualità.
Concludiamo dicendo che per la Fistel Cisl la parola "rilancio" non appartiene al mondo dello sport ma a quello della progettualità manageriale e su questo versante Vi chiediamo conto di relazionarci sin d’ora su quali saranno le azioni concrete che questo Cdi intende percorrere per riportare il teatro ad una programmazione su 12 mesi almeno in una prospettiva triennale, come peraltro auspicato anche alla fine della relazione del Commissario straordinario di Governo per il Risanamento delle Fondazioni lirico-sinfoniche del 26 settembre 2018.
Per la Segreteria Fistel Cisl Verona Il Segretario Generale Cisl Verona
Elena Carla Mazzoni Massimo Castellani
Fondazione Arena Di Verona - Lettera aperta al presidente e ai consiglieri di indirizzo Spettacolo > Enti Lirici e Teatri