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31 Marzo 2020 Fondazione arena di verona - Richiesta attivazione tavolo di confronto

Le scriventi OO.SS. e la RSU della Fondazione Arena di Verona, chiedono alle SS.VV.
l’attivazione di un tavolo di confronto a livello ministeriale che ci consenta di illustrare la particolare
situazione in cui versa oggi la Fondazione Arena di Verona, affinché si possano individuare
opportune misure di intervento.
La richiesta è motivata dalla forte preoccupazione che la complessità dell’emergenza Covid-
19 (tenuto conto delle specificità di Fondazione Arena a Voi ben note anche in ragione del periodo
che ha reso necessaria recentemente la presenza di un Commissario governativo), se non affrontata in
modo adeguato dai vertici del Teatro, rischia di vanificare gli enormi sacrifici sopportati dai
lavoratori per salvare il loro posto di lavoro.
Ciò che ci spinge unitariamente a formulare questa richiesta è l’aver riscontrato nei vertici di
Fondazione Arena una preoccupante evasività alle nostre legittime e responsabili richieste di
confronto ed esame della situazione, sia presente che di prospettiva.
A noi tutti incombe il dovere di mettere in campo ogni sforzo possibile per garantire che alla
fine dell’emergenza sanitaria non siano messe in discussione la continuità occupazionale di tutti i
lavoratori di Fondazione Arena e l’integrità del Teatro a 12 mesi in tutte le sue componenti, affinché
nessuno perda il proprio posto di lavoro, come garantito dal Presidente del Consiglio.
Uno scenario drammatico, infatti, non appare privo di fondamento laddove fosse programmato un
Festival estivo che però, impossibilitato ad attrarre i livelli di pubblico consueti (pubblico che in
buona parte è straniero), non risulti altrimenti finanziato per coprire eventuali perdite.
L’economia della città di Verona è duramente colpita dall’emergenza e subisce anche le perdite
connesse all’annullamento del Vinitaly. Non ci sorprenderebbe che vi fosse una pressione degli
operatori economici veronesi affinché il Festival estivo fosse comunque effettuato, in assenza di
garanzie di finanziamento concreto e di copertura economica.
Sotto tale profilo auspichiamo quindi un intervento di vigilanza di codesto Ministero su
un’eventuale rimodulazione del Festival, anche in ragione delle valutazioni in termini di
finanziamento.
Dalle conseguenze altrettanto drammatiche sarebbe lo scenario di cancellazione totale
dell’intero Festival Areniano.
Com’è noto, Fondazione Arena concentra i suoi ricavi nei tre mesi estivi di giugno, luglio e
agosto. In questo periodo l’occupazione passa da circa 250 a più di 1000 addetti, portando il numero
di FTE della Fondazione tra i più alti nelle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane.
Se per alcuni settori, primo tra tutti il laboratorio di scenografia, i contratti stagionali sono già
partiti da febbraio, proprio alla vigilia dell’esplosione della pandemia, la maggior parte dei lavoratori
a tempo determinato inizia tradizionalmente tra aprile e giugno. Ad oggi la misura di sostegno messa
in campo dal Governo per i lavoratori non contrattualizzati è il bonus di € 600,00 per il solo mese di
marzo. Occorre trovare per i lavoratori coinvolti nel Festival areniano un’ulteriore forma di tutela,
poiché oltretutto si tratta di professionalità poco fungibili e difficilmente reperibili sul mercato, e la
loro dispersione finirebbe per pregiudicare anche possibilità di riprogrammazione dell’attività in
tempi brevi.
Ci è difficile ipotizzare un percorso di condivisione con l’attuale Dirigenza di Fondazione
Arena sugli scenari dei prossimi mesi, considerando gli esiti dell’esame congiunto che si è appena
concluso per l’utilizzo della cassa Covid-19 per il personale stabile. Tale esame è stato
contraddistinto da una totale opacità sui dati economici sia attuali che di prospettiva e da una
generale chiusura ad ogni ipotesi di utilizzo di strumenti utili alla tutela del salario, nemmeno esperiti
(come invece si sollecitava in Vostre indicazioni ministeriali), nonostante le nostre responsabili
proposte volte a considerare strumenti e istituti contrattuali esistenti immediatamente esigibili e
forme di flessibilità, respinte dalla Direzione senza mettere in campo alcuna competenza tecnica per
valutarne la compatibilità economica.
Tutti questi elementi non sono che tasselli, pur importanti nell’ottica della tutela del salario,
ma che sappiamo secondari, se rapportati a quella che unitariamente percepiamo come una generale
inadeguatezza di questa Dirigenza rispetto alla gestione dell’attività di Fondazione Arena, sia
nell’immediato scenario di divieto, sia nei mesi a seguire quando il calo di turismo e di pubblico
impatterà sicuramente sull’andamento del Festival estivo.
Ribadiamo pertanto la nostra richiesta di attivazione di un tavolo di confronto, rendendo
nostra totale disponibilità, nelle modalità che riterrete più opportune.
Verona, 31 marzo 2020
SLC/CGIL FISTel/CISL UILCom/UIL FIALS/CISAL La RSU
Mario Lumastro Elena Mazzoni Ivano Zampolli Dario Carbone

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