


Il giorno 6 ottobre c.a. si è tenuta a Roma il Coordinamento Unitario Nazionale dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, già programmato dalle Segreterie Nazionali, per discutere tematiche e problematiche inerenti l'attuazione dei provvedimenti legislativi settoriali in percorso di validazione del Contratto Nazionale sottoscritto nei mesi scorsi.
L'ultimo devastante intervento compiuto ai danni dei lavoratori dell'Opera di Roma ha necessariamente focalizzato la discussione interna del Coordinamento che ha sviluppato un confronto franco e articolato esprimendo nell'insieme una forte volontà di "ricompattamento" unitario contro qualsiasi ipotesi di esternalizzazione delle attività artistico produttive in forma di cooperative o di agenzie più o meno spurie.
Le Segreterie Nazionali e il Coordinamento tutto ravvisano negli accadimenti romani la conferma di un progetto istituzionale di destrutturazione del Settore.
La formulazione e traduzione negli anni di Leggi come la L. 43, la L. 100, la L. 112 e non ultima la L. 106, oltre che porre sempre più forti contraddizioni sul ruolo pubblico o privato delle Fondazioni, accentuandone la "natura anfibia", rappresentano un chiaro passo avanti nella cancellazione del ruolo di tutela e di diffusione dell'arte musicale che la Legge 800 assegnava alle Fondazioni stesse, imboccando un'impostazione economicistico‐mercantile della produzione culturale, smantellandone i centri di produzione e rendendo precaria l'occupazione.
Nei fatti lo Stato si sottrae a obblighi costituzionalmente definiti sulla salvaguardia del patrimonio culturale nei suoi aspetti materiali e immateriali, trasformando i Centri di produzione e le prestigiose sedi dei Teatri in contenitori di circuitazione, legati agli eventi e ai Festival più o meno "meticciati" che poco hanno a che spartire con l'arte musicale colta ma molto con il business delle grandi Agenzie internazionali.
Non vi è dubbio che il fatto che il CCNL firmato da ambo le parti è poi "scomparso" nei palazzi delle Istituzioni che "pressantemente" volevano validarlo è di fatto un chiaro assalto e una mortificazione al diritto di contrattazione del Sindacato che firmando l'intesa, dopo sette anni, ha ricercato soluzioni del tutto equilibrate aumentando i fattori produttivi nelle prestazioni a fronte della salvaguardia della contrattazione di secondo livello nelle sue parti economiche e "contando" sugli affidamenti Ministeriali su futuri incrementi salariali.
Le Organizzazioni Sindacali hanno dato, nei fatti, ampia disponibilità nel "sovvenzionare" la crisi dei Teatri rivedendo gli integrativi e le piante organiche nelle realtà in sofferenza ben prima degli interventi legislativi, dimostrando forte responsabilità anche a fronte di legislazioni sistemiche mirate unicamente alla destrutturazione e all'implosione del Settore.
Crediamo che il gravissimo stato debitorio delle Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane non possa trovare risanamento attraverso il licenziamento delle figure artistiche che garantiscono l'eccellenza e la qualità produttiva ampiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale ma che si debba intervenire, come previsto dalla L 100, su tutte le voci che compongono il bilancio delle Fondazioni, per dare forti segnali di discontinuità dalle passate gestioni poco trasparenti che inducono a ipotizzare ci sia stato un governo del sistema debitorio attraverso operazioni di credito bancario probabilmente rasenti gli anatocismi, in alcuni casi al limite della vera e propria usura.
Il Coordinamento Nazionale, a fronte del licenziamento degli artisti del Coro e dell'Orchestra di Roma, ravvisa la necessità di ridefinire un rapporto ad oggi "inesistente" con le Istituzioni, da anni sorde alla richiesta di una vera e compiuta riforma attraverso una Legge di Sistema, percorso obbligato per creare regole certe e per mettere fine alle "allegre" gestioni dei Teatri e agli insensati "colpi di mano" di una invasività politica nelle nomine apicali del tutto dequalificate che tanto danno stanno creando al Sistema in tutti i campi della Produzione Culturale e dello Spettacolo, a partire dall'Opera di Roma.
E' decisione unanime del Coordinamento Unitario aprire da subito i percorsi legali atti a far emergere le eventuali illegalità di chi non ha rimosso, come previsto dalla L 100, l'anatocismo, sulla probabile incostituzionalità prodotta con le Leggi 43, 100, 112 e 106 , rispetto alla natura pubblicistica delle Fondazioni, e sull'insabbiamento del CCNL.
Il Settore da oggi scende in stato di agitazione a difesa del dettato costituzionale che assegna un ruolo fondamentale alla Produzione Culturale, ritenendo incomprensibile e del tutto negativo il comportamento del Ministro Franceschini che, senza confronto con le parti sociali, avalla un disegno destabilizzante con la complicità del Sindaco Presidente Marino e del Sovrintendente dell'Opera di Roma Fuortes.
Sugli obiettivi identificati il Coordinamento ha definito di praticare forme di lotta e di mobilitazione dell'intero Settore:
scioperi "al contrario" sulle rappresentazioni programmate per i prossimi mesi, costituendo un fondo per avvicinare il pubblico al Teatro e per pubblicizzare sui mass‐media le nostre ragioni (vista la totale e vergognosa subalternità dei mezzi di comunicazione ai poteri costituiti);
manifestazione nazionale a Roma nella prima decade di novembre;
iniziative coordinate nei territori aperte al pubblico con il coinvolgimento delle Istituzioni e delle forze politico‐parlamentari locali;
incontri nazionali con i Capigruppo Camera ‐ Senato , con le forze politico ‐ parlamentari e specifiche audizioni con i membri della VII Commissione Cultura.
L'Opera di Roma è solo il prototipo di quello che questo Dicastero intende operare sull'insieme delle quattordici Fondazioni Lirico Sinfoniche.
Gli incontri istituzionali, la mobilitazione e la lotta devono far rientrare i licenziamenti e costringere a una vera riforma per la tenuta e il rilancio del Settore.
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC‐CGIL FISTeL‐CISL UILCOM‐UIL FIALS‐CISAL
S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra
Fondazioni Lirico Sinfoniche - Attuazione provvedimenti legislativi settoriali Spettacolo > Enti Lirici e Teatri