


ACCADEMIA DI SANTA CECILIA ‐ AUDITORIOUM PARCO DELLA MUSICA
ATTIVO‐MANIFESTAZIONE DI TUTTE LE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE ITALIANE PER ILLUSTRARE ALLE ISTITUZIONI, ALLE FORZE POLITICO‐PARLAMENTARI ED ALLE PARTI DATORIALI LE POSIZIONI E LE PROPOSTE SINDACALI UNITARIE NEL MERITO DELLE PROBLEMATICHE DEL SETTORE
I titoli sui quali la manifestazione odierna s’incentra, come anticipato nell’invito a partecipare rivolto dalle OOSS a tutte le forze politico‐parlamentari ed alle parti datoriali del settore, sono:
NO ALLA CANCELLAZIONE DELLA PRODUZIONE ITALIANA DELLE OPERE LIRICHE E DI BALLETTO
NO ALLA DISMISSIONE DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE ITALIANE
Su questi temi, purtroppo all’ordine del giorno nel nostro Paese, come continuamente portato all’attenzione dell’opinione pubblica italiana anche da tutti gli organi d’informazione, corre l’obbligo di chiamare ancora una volta, e forse per l’ultima, l’attenzione delle Istituzioni qui oggi convenute, degli organi di stampa e più in generale dell’opinione pubblica.
La Costituzione Italiana, attraverso l’Art. 9 e le conseguenti leggi emanate, riconosce e prevede l’obbligo, per la Repubblica, di promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica ed il totale impegno a tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Oggi, con l’impegno a portare a compimento l’iter di approvazione dello schema di decreto per il nuovo assetto ordinamentale ed organizzativo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, come previsto dalla Legge 29 giugno 2010, n. 100, attualmente al vaglio del Consiglio di Stato, il Governo Italiano si sta invece accingendo ad abrogare tutte le normative che in questi anni hanno permesso la tutela e la valorizzazione del patrimonio musicale nazionale e conseguentemente a portarlo alla più completa destrutturazione.
La Manifestazione odierna è quindi probabilmente l’ultimo appello che i lavoratori del settore potranno fare per richiamare tutte le Istituzioni convenute ed il Governo affinché lo Stato:
‐ "Non abdichi all'impegno di salvaguardare i valori costituzionalmente protetti per lo sviluppo e la salvaguardia della cultura e del patrimonio storico ed artistico italiano";
‐ "Salvaguardi il lavoro e le professionalità di un modello produttivo qualitativo e stabile e lo consideri quale imperativo per mantenere, nella globalizzazione culturale, la nostra capacità di creare eccellenze artistico‐culturali come peculiare elemento identitario del Paese";
‐ "Riconsideri finalmente l'insieme del patrimonio culturale italiano per quello che realmente rappresenta: un grande volano economico della Nazione".
‐ "Si impegni ad investire in cultura, come tutto il mondo ci sprona a fare, perché investire in cultura in Italia rappresenta oggi forse l’unico nuovo modello di sviluppo".
Con questi obiettivi quindi le OOSS chiedono l’apertura di un immediato confronto che permetta di trovare quanto prima definitive soluzioni per:
bloccare l’iter di approvazione dello schema di decreto per il nuovo assetto ordinamentale ed organizzativo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, come previsto dalla Legge 29 giugno 2010, n. 100, oggi al Consiglio di Stato, anche alla luce della recente Sentenza dello stesso Consiglio di Stato;
ottenere finalmente una vera Legge di Riforma per la Musica, la Danza e lo Spettacolo dal Vivo in grado di porre strutturalmente fine allo stato di crisi che attanaglia drammaticamente il settore ed a garantirgli adeguate risorse;
attivare un tavolo interministeriale (Mibac, Tesoro, Lavoro e Sviluppo) per affrontare le gravi problematiche dell’insieme delle Fondazioni Lirico Sinfoniche a partire da quelle in sofferenza economico gestionale;
sbloccare l’iter procedurale e legislativo che attualmente vieta il rinnovo di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro non rinnovato ormai da oltre sette anni.
Al fine di ottenere la positiva realizzazione degli obiettivi sopra elencati, le OOSS scriventi invitano quindi tutti i lavoratori del settore alla massima mobilitazione che da subito sia in grado di concretizzare, anche con l’autonomia territoriale, le più opportune forme di protesta sia attraverso gli sciopero e le occupazioni dei Teatri, che realizzando appositi spettacoli autogestiti anche al fine di sensibilizzare le Istituzioni, l’opinione pubblica, i media e tutte le parti politiche sull’assoluta necessità di porre immediatamente fine all’attuale sperpero del patrimonio culturale italiano ed alla destrutturazione dei centri di produzione che dentro vi operano e che hanno contribuito a mantenere la nostra cultura musicale e coreutica ai livelli di eccellenza che tutto il mondo ci riconosce.
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC‐CGIL FISTeL‐CISL UILCOM‐UIL FIALS‐CISAL
S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra
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