


Nella legge che converte il DL 113/2016 sono stati inseriti alcuni emendamenti che minacciano la tenuta del sistema della lirica (atto V Commissione Camera n. 3926).
Le Fondazioni Lirico Sinfoniche sono in crisi da troppi anni, e la volontà del Ministro di giungere ad una norma organica per lo spettacolo dal vivo, ci aveva fatto sperare che finalmente si affrontasse questo problema in un ottica generale, che mettesse al centro il modello di produzione culturale che si vuole dare al paese.
Invece, mentre viene stralciato l’articolo che rimandava al Codice dello Spettacolo, la solita norma, infilata in leggi che diventano omnibus, è occasione, per chi vuole la morte del settore, di inserirci disposizioni strampalate. Se il modello della lirica deve diventare quello delle Fondazioni Liriche Sinfoniche che ce la fanno a mantenere in equilibrio i bilanci, senza peraltro creare norme che rendano esigibili le risorse, anche quelle locali, e quelle che non ce la fanno diventano Teatri Lirico Sinfonici, magari su un modello solo stagionale, ma comunque senza quella stabilità degli organici che rende grande la lirica italiana nel mondo, significa che si mettono a rischio numerosi posti di lavoro, costituiti da professionisti di alto profilo.
E’ davvero incomprensibile, ora che finalmente si parlava di un Codice dello Spettacolo, che per noi era un meta inseguita inutilmente da troppi anni, arrivi il solito emendamento, che punta semplicemente a ridurre il ruolo della lirica, riducendo le eccellenze, che ovviamente riguarderanno un pubblico limitato e scaricando i problemi solo sui lavoratori.
Stiamo diventando un paese che offre molto intrattenimento o poca qualità, con sempre meno risorse pubbliche al settore.
Noi ci opporremo a questo declino in tutti i modi, non accetteremo che si perdano posti di lavoro qualificati, che sono una vera eccellenza italiana.
Siamo disponibili a confrontarci invece in un contesto generale che guardi allo spettacolo dal vivo riconoscendone il valore culturale e che sappia guardare anche alla tutela del lavoro che non esprime solo il costo, ma la qualità.
Ribadiamo la necessità che una riforma organica della lirica si faccia in un contesto che valuta l’insieme del settore dello spettacolo da vivo. Solo così potremo evitare che i talenti che l’Italia esprime siano costretti ad andare all’estero.
Abbiamo inviato al Ministro e ai Capigruppo e ai Presidenti della V° e VII° Commissione di Camera e Senato, una richiesta d’incontro.
Il giorno 28 luglio si terrà un presidio di lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche davanti al Ministero dei Beni Culturali in Via del Collegio Romano, concentramento in via Alessandro Specchi dalle 11.30 alle 14.00. Si prega di garantire una presenza minima da parte delle singole FLS.
Roma, 26 Luglio 2016
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL, FISTEl- CISL,UILCOM-UIL, FIALS-CISAL
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