MENU > HOME
Filtra Ricerca
Filtra Per Anno

Dettaglio Comunicato

Comunicati > Spettacolo > Enti Lirici e Teatri > Dettaglio
11 Novembre 2014 Fondazioni Lirico Sinfoniche - Stato di crisi economico gestionale

Le scriventi OOSS esprimono estrema preoccupazione per il grave stato di crisi economico-gestionale che sta

attanagliando le Fondazioni Lirico Sinfoniche e per l’avvicinarsi del termine che per legge le potrebbe portare al

definitivo fallimento (31 dicembre 2016) attraverso la liquidazione coatta amministrativa.

Si prende atto con disappunto che ad oggi nessuno dei piani industriali negoziati, come previsto dalla Legge

Bray per il loro risanamento, è stato ufficialmente validato dagli organi competenti e che all’interno di tali piani

solo alcune Fondazioni hanno reso noti gli accertamenti sulle proprie situazioni debitorie, peraltro non in modo

esaustivo.

Si rileva che la medesima, totale indeterminatezza, nello specifico dell’Anatocismo, si deve cogliere, oltre che

nei Piani industriali presentati dalle Fondazioni, perfino nella relazione che il Commissario straordinario Ing.

Pier Francesco Pinelli ha consegnato alla VII Commissione Permanente Istruzione

Pubblica,

Beni

Culturali,

Ricerca

Scientifica,

Spettacolo

e

Sport

del

Senato

della

Repubblica

nella recente audizione del 29 ottobre u.s..

Per quanto sopra si rende noto che in

data

16

ottobre

2014,

e

con

il

pieno

mandato

del

Coordinamento

Unitario

Nazionale

delle

Fondazioni

Lirico

Sinfoniche

riunitosi

a

Roma

lo

scorso

6

ottobre,

le

scriventi

OOSS

hanno

avanzato

“istanza

di

accesso

formale

agli

atti

amministrativi

ai

sensi

della

Legge

241/1990

e

successive

modifiche

e

integrazioni,

dal

Regolamento

attuativo

contenuto

del

Decreto

del

Presidente

della

Repubblica

184/2006

e

successive

modifiche

e

integrazioni,

dal

Decreto

Legge

267/2000

e

successive

modifiche

e

integrazioni

(artt.

6,

10,

43),

dal

Decreto

Legge

196/2003

e

successive

modifiche

e

integrazioni

e

dal

Decreto

Legge

82/2005

e

successive

modifiche

e

integrazioni

ai

Sindaci

Presidenti

ed

ai

Sovrintendenti

delle

Fondazioni

Lirico

Sinfoniche

Italiane

inviandone

copia

alla

Procura

Generale

e

Regionale

della

Corte

dei

Conti

e,

per

conoscenza,

al

Ministero

per

i

Beni

e

Le

Attività

Culturali

e

del

Turismo”.

Tale determinazione è stata indotta dall’assordante e inammissibile silenzio messo in atto dal MIBACT, dal

Commissario Straordinario, dall’Anfols e dalle Fondazioni Lirico Sinfoniche sullo stato di redazione ed

approvazione dei piani di risanamento previsti all’Art. 11 della legge di conversione 7 ottobre 2013, n. 112, e

sugli esiti delle conseguenti e obbligatorie verifiche di legge in materia di Anatocismo.

Riteniamo

superfluo

aggiungere

che

questa

decisione,

assunta

con

l’obiettivo

di

riportare

l’operazione

di

“salvataggio”

delle

Fondazioni

Lirico

Sinfoniche

Italiane

iniziata

dal

Ministro

Bray,

sugli

stessi

binari

l’avevano

ispirata

e

che

ne

prevedeva,

invece

che

la

dismissione,

un

tempestivo

risanamento

propedeutico

ad

una

vera

legge

di

riforma,

è

stata

generata

dal

silenzio

quasi

omertoso

messo

in

atto

sull’argomento

dagli

organi

istituzionali

(che

in

veste

di

legali

rappresentanti

ne

avrebbero

dovuto

essere

i

primi

propositori

e

i

più

autorevoli

interpreti),

che

non

ha

fatto

altro

che

accrescere

il

sospetto

che

si

vogliano

proteggere

gli

interessi

degli

Istituti

Bancari

interessati

a

scapito

della

corretta

gestione

delle

Fondazioni

Lirico

Sinfoniche

e,

specificatamente,

dei

lavoratori

che

in

esse

operano,

come

del

resto

evidenziato

indistintamente

anche

da

tutti

gli

organi

di

stampa.

p. LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTeL-CISL FIALS-CISAL

S. Conti M. Giustini E. Sciarra

Fondazioni Lirico Sinfoniche - Stato di crisi economico gestionale Spettacolo > Enti Lirici e Teatri