


Le scriventi OOSS esprimono estrema preoccupazione per il grave stato di crisi economico-gestionale che sta attanagliando le Fondazioni Lirico Sinfoniche e per l’avvicinarsi del termine che per legge le potrebbe portare al definitivo fallimento (31 dicembre 2016) attraverso la liquidazione coatta amministrativa. Si prende atto con disappunto che ad oggi nessuno dei piani industriali negoziati, come previsto dalla Legge Bray per il loro risanamento, è stato ufficialmente validato dagli organi competenti e che all’interno di tali piani solo alcune Fondazioni hanno reso noti gli accertamenti sulle proprie situazioni debitorie, peraltro non in modo esaustivo. Si rileva che la medesima, totale indeterminatezza, nello specifico dell’Anatocismo, si deve cogliere, oltre che nei Piani industriali presentati dalle Fondazioni, perfino nella relazione che il Commissario straordinario Ing.
Pier Francesco Pinelli ha consegnato alla VII Commissione Permanente Istruzione
Pubblica,
Beni
Culturali,
Ricerca
Scientifica,
Spettacolo
e
Sport
del
Senato
della
Repubblica
nella recente audizione del 29 ottobre u.s..
Per quanto sopra si rende noto che in
data
16
ottobre
2014,
e
con
il
pieno
mandato
del
Coordinamento
Unitario
Nazionale
delle
Fondazioni
Lirico
Sinfoniche
riunitosi
a
Roma
lo
scorso
6
ottobre,
le
scriventi
OOSS
hanno
avanzato
“istanza
di
accesso
formale
agli
atti
amministrativi
ai
sensi
della
Legge
241/1990
e
successive
modifiche
e
integrazioni,
dal
Regolamento
attuativo
contenuto
del
Decreto
del
Presidente
della
Repubblica
184/2006
e
successive
modifiche
e
integrazioni,
dal
Decreto
Legge
267/2000
e
successive
modifiche
e
integrazioni
(artt.
6,
10,
43),
dal
Decreto
Legge
196/2003
e
successive
modifiche
e
integrazioni
e
dal
Decreto
Legge
82/2005
e
successive
modifiche
e
integrazioni
ai
Sindaci
Presidenti
ed
ai
Sovrintendenti
delle
Fondazioni
Lirico
Sinfoniche
Italiane
inviandone
copia
alla
Procura
Generale
e
Regionale
della
Corte
dei
Conti
e,
per
conoscenza,
al
Ministero
per
i
Beni
e
Le
Attività
Culturali
e
del
Turismo”.
Tale determinazione è stata indotta dall’assordante e inammissibile silenzio messo in atto dal MIBACT, dal
Commissario Straordinario, dall’Anfols e dalle Fondazioni Lirico Sinfoniche sullo stato di redazione ed
approvazione dei piani di risanamento previsti all’Art. 11 della legge di conversione 7 ottobre 2013, n. 112, e
sugli esiti delle conseguenti e obbligatorie verifiche di legge in materia di Anatocismo.
Riteniamo
superfluo
aggiungere
che
questa
decisione,
assunta
con
l’obiettivo
di
riportare
l’operazione
di
“salvataggio”
delle
Fondazioni
Lirico
Sinfoniche
Italiane
iniziata
dal
Ministro
Bray,
sugli
stessi
binari
l’avevano
ispirata
e
che
ne
prevedeva,
invece
che
la
dismissione,
un
tempestivo
risanamento
propedeutico
ad
una
vera
legge
di
riforma,
è
stata
generata
dal
silenzio
quasi
omertoso
messo
in
atto
sull’argomento
dagli
organi
istituzionali
(che
in
veste
di
legali
rappresentanti
ne
avrebbero
dovuto
essere
i
primi
propositori
e
i
più
autorevoli
interpreti),
che
non
ha
fatto
altro
che
accrescere
il
sospetto
che
si
vogliano
proteggere
gli
interessi
degli
Istituti
Bancari
interessati
a
scapito
della
corretta
gestione
delle
Fondazioni
Lirico
Sinfoniche
e,
specificatamente,
dei
lavoratori
che
in
esse
operano,
come
del
resto
evidenziato
indistintamente
anche
da
tutti
gli
organi
di
stampa.
p. LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTeL-CISL FIALS-CISAL
S. Conti M. Giustini E. Sciarra
Fondazioni Lirico Sinfoniche - Stato di crisi economico gestionale Spettacolo > Enti Lirici e Teatri