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12 Giugno 2014 Rai - Dopo lo sciopero è tempo di ragionevolezza aprire una nuova stagione di riforme

Abbiamo rispettato con serenità e senza interferire, la diversa scelta degli altri

sindacati e dei tanti lavoratori che hanno esercitato il loro “diritto” allo sciopero, ma

purtroppo registriamo che altri non lo sono stati, si continua ad utilizzare la RAI come

“luogo” di conflitto”.

Dopo lo sciopero, adesso occorre prendere atto anche dei diritti dei circa 4.500

lavoratori RAI (50% del personale non giornalistico) e dei 180 lavoratori di RAIWAY

(30%), che non hanno aderito allo sciopero e si sono riconosciuti nella proposta della CISL

– agire concretamente attraverso il confronto per le riforme e combattere sprechi e

clientelismi portati dai circuiti di affari sostenuti ancora oggi dalla politica, molto è stato

fatto dall’attuale vertice aziendale, ma è ancora insufficiente.

Governo, politica e Azienda, ognuno per la propria parte, ha il dovere etico e la

responsabilità di mettere fine al conflitto sociale, il Servizio pubblico, i cittadini, i

dipendenti e i precari RAI sono le prime “vittime di guerra”, aprano, una nuova stagione,

diano risposte chiare e aprano un confronto con i cittadini, i sindacati e i lavoratori RAI,

indichino un sano e pragmatico ragionamento sul Servizio Pubblico contemperando sia le

esigenze dei cittadini, sia quelle dei lavoratori RAI, che nella realtà sono i vicini della

“porta accanto” con vite e famiglie normali con i medesimi problemi di tutti.

E necessario riprendere un percorso comune, anche se sono state fatte scelte

diverse, la CISL non arretrerà di un passo è pronta a “rompere le righe” per trovare

soluzioni concrete e utili, ha come priorità le fasce dei lavoratori più deboli c.d. “atipici”

e i lavoratori interni che soffrono di più la crisi economica per via dei bassi redditi. Non

lascerà spazi di manovra a chi tenterà con valutazioni di opportunità di mantenere

privilegi corporativi, retaggio del passato.

Il coordinamento RAI, è un corpo unico con l’intera organizzazione, le dichiarazioni di

Raffaele Bonanni sono le nostre, perché le abbiamo condivise, abbiamo scelto da tempo

di agire per il cambiamento, un sindacato concreto fatto da persone per le persone, ci

siamo assunti il peso di tutte le decisioni per essere un riferimento credibile per i

lavoratori, lo sciopero è uno strumento estremo, se e quando la CISL lo utilizzerà allora è

segno che la situazione è tragica, la strada delle riforme interne è necessaria e

indifferibile per salvaguardare la collettività dei lavoratori e la funzione della RAI,

dobbiamo fare della RAI la “Banca d’Italia” della comunicazione.

Lo diciamo da subito, vogliamo un tavolo per discutere su come migliorare l’azienda

e ridurre ulteriormente sprechi e compensi “milionari”, di come modificare il modo di

lavorare per aumentare le capacità interne di produzione, di come riportare a normalità

gli stipendi di tutto il personale RAI, partendo da quelli che hanno la responsabilità della

gestione e editoriale (Dirigenti e giornalisti), collegando prestazioni, risultati,

responsabilità e retribuzione degli stipendi.

Siamo stanchi di vedere sprecati soldi in contratti di consulenza a fantasmi mai visti in

azienda e ancora di meno a quelli della “quarta” età.

Noi siamo pronti ad affrontare il cambiamento per e con i cittadini e i lavoratori, gli

altri “battano un colpo”.

Walter D’Avack

Coordinatore Nazionale FISTel – CISL

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