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21 Maggio 2020 Spettacolo - Decreto rilancio occasione mancata per dare riposte ai lavoratori intermittenti

Dopo le numerose iniziative del Sindacato assunte a tutti i livelli per evidenziare che nel settore dello spettacolo esistono migliaia di lavoratori con rapporto di lavoro precario che rivestono un ruolo fondamentale e necessario per lo svolgimento delle varie tipologie di attività, il Governo ha condiviso la necessità e l’urgenza di dare alcune risposte alle lavoratrici e ai lavoratori intermittenti che non sono stati messi nelle condizioni di utilizzare gli ammortizzatori sociali o altre forme di riconoscimento economico.
Tuttavia, le misure predisposte dal Governo non sono a nostro avviso sufficienti a dare le risposte attese da questi lavoratori particolarmente fragili: troppi sono i vincoli normativi che sono stati posti per accedere a questi sussidi, che, per giunta, sono anche limitati nel tempo. La ripresa dell’attività non sarà immediata e quindi sarà necessario sostenere questi lavoratori per più tempo.
Tutto ciò premesso, evidenziamo che il Decreto Interministeriale del 30 aprile 2020, all’art. 2 (Indennità per i lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 e non coperti da altri interventi), prevede il riconoscimento ai lavoratori intermittenti di una indennità pari a 600 euro per il mese di marzo.
Precisiamo che l’art.2, comma 4, lett. a) del Decreto Interministeriale esclude la possibilità di cumulo di specifici trattamenti economici e pertanto l’indennità non spetta alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno ricevuto, o riceveranno l’indennità prevista dal FIS o altri ammortizzatori sociali, nonché il reddito di cittadinanza.
Inoltre, il Decreto Rilancio (n. 34/2020) all’art. 84, punto 8, lett. b), (Nuove disposizioni per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19), prevede il riconoscimento ai i lavoratori intermittenti di un’indennità di 600 euro per il mese di aprile e 600 euro per il mese di maggio e all’art. 86 (Divieto di cumulo tra indennità) prevede espressamente che, ad eccezione dell’assegno di invalidità, le indennità non sono cumulabili.
Inoltre, il nuovo Decreto Rilancio (art. 84, c. 9) ribadisce quanto era previsto dall’art.4, comma 2, lett. a) e b) del Decreto interministeriale 30 aprile 2020, ovvero che all’atto di presentazione della domanda i richiedenti l’indennità non dovranno essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diverso da quello di lavoro intermittente o essere titolari di pensione.
Le indennità spettano ai lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020.
Siamo ora in attesa della circolare dell’INPS necessaria per chiarire le nuove disposizioni e le procedure per le richieste delle indennità.
La Segreteria Regionale FISTel CISL Veneto

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