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23 Maggio 2013 Teatri - Rinnovo ccnl

L’intero settore della produzione culturale soffre da molto tempo di un pesante deficit di "attenzione" da parte delle Istituzioni che ne dovrebbero garantire il consolidamento e lo sviluppo come bene primario sia sotto il profilo della crescita civile e democratica che per quanto riguarda il valore economico che lo stesso può rappresentare per il Paese.

Il quadro di crisi economica che stiamo attraversando ha ulteriormente aggravato la situazione di difficoltà aggiungendo, alla "disattenzione" di cui sopra, un pesante intervento di riduzione, con percorsi diretti e indiretti, delle risorse destinate al settore.

In particolare il comparto dello spettacolo dal vivo oltre che per la cronica insufficienza delle risorse - il costante depauperamento delle stesse accompagnato dalla sistematica incertezza delle quantità disponibili - lo strutturale incomprensibile ritardo nell’erogazione che aggiunge difficoltà anche nella gestione di cassa delle imprese, si caratterizza anche per una azione di "killeraggio" politico verso più o meno meritori tentativi (di parte e/o bipartisan) tesi a impostare e portare a compimento credibili progetti di riforma di sistema.

E’ del tutto evidente che il combinato disposto tra l’assenza di un percorso riformatore e la sistematica riduzione e incertezza delle risorse disponibili, rappresentano di per se un percorso "controriformatore" che condanna il comparto ad una quotidiana lotta per la sopravvivenza giocata sulla mortificazione quantitativa e qualitativa della produzione, sull’arretramento del complesso dei diritti dei lavoratori, sulla riduzione e ulteriore precarizzazione dell’occupazione, sul non rinnovo dei CCNL (con un doppio danno rappresentato dal non adeguamento delle retribuzioni ma anche dalla non attualizzazione delle norme che regolano l’organizzazione del lavoro nei suoi vari aspetti).

L’insediamento del nuovo governo deve rappresentare l’occasione per una concreta ripresa dell’iniziativa sia per sollecitare tempestive e concrete risposte all’emergenza sia per riportare al centro dell’attenzione la necessità di una riforma di sistema che collochi il settore all’interno delle politiche di investimento su cui il Paese deve puntare, che utilizzi le leve fiscali anche per incentivare la produzione - la qualità della stessa e l’occupazione, che dia certezze di regole, che adegui le risorse economiche destinate garantendole sotto il profilo quantitativo e nei tempi di erogazione, che assuma la specificità del lavoro caratterizzato da importanti contenuti professionali e allo stesso tempo da strutturale precarietà dell’occupazione che va tutelata con un particolare sistema di protezione sociale in grado di salvaguardarne dignità, qualità e diritti fondamentali.

In questo contesto si colloca l’esigenze inderogabile di dare corso ai rinnovi contrattuali scaduti da anni, recuperando autorevolezza e capacità di corrispondere alle esigenze del settore che le Parti rappresentano, autorevolezza che dovrà avere la giusta considerazione anche nella interlocuzione istituzionale. Con questa volontà è possibile convergere su soluzioni negoziali condivise in grado di dare risposte ai necessari adeguamenti dei trattamenti economici e di operare gli opportuni interventi sulle parti normative semplificando e armonizzando le necessarie modifiche funzionali ad ottimizzare

prodotto, assumendone le specifiche particolarità e articolazioni, salvaguardando-consolidando e valorizzando i diritti dei lavoratori e le professionalità individuali e collettive.

Con questa impostazione proponiamo alle Associazioni datoriali un "tavolo" di confronto finalizzato alla elaborazione e definizione di una "piattaforma" contenente linee di intervento e obbiettivi che segnino una chiara impostazione riformatrice, per un percorso comune, anche nei necessari rapporti istituzionali, a sostegno di una riforma di sistema condivisa e partecipa.

Allo stesso tempo, con percorsi e tempistiche autonome, sollecitiamo le stesse controparti ad aprire la trattativa per i rinnovi contrattuali e a lavorare per una soluzione negoziale che corrisponda all’esigenza di realizzare un "unico contenitore" ovvero un "contratto unico" in sostituzione dei tre attualmente vigenti (Teatri Stabili Pubblici/Esercizi Teatrali/Compagnie di Giro), valorizzando il patrimonio rappresentato dalle particolarità e articolazioni della produzione e del prodotto in un quadro di consolidamento e omogeneizzazione dei diritti dei lavoratori.

SLC-CGIL FISTeL -CISL UILCOM-UIL

C. Tarlini M. Giustini F. Benigni


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