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15 Ottobre 2026 Teatri - Sciopero martedì 27 ottobre e lunedì 9 novembre 2026

Roma, 15 ottobre - Il Coordinamento nazionale unitario dello Spettacolo dal vivo di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil ha fissato lo sciopero nazionale dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato per il 27 ottobre. La decisione giunge a seguito della rottura del tavolo di confronto con Federvivo sul contratto nazionale, annunciata lunedì scorso dopo due anni di trattative infruttuose. A supporto della vertenza, a partire da oggi è stato inoltre proclamato il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario, che proseguirà fino alla conclusione della vertenza.
I singoli Teatri, le strutture territoriali e i lavoratori che non avranno produzione di spettacolo il 27 ottobre, potranno in alternativa dichiarare lo sciopero tra il 21 ed il 30 ottobre. Ulteriori iniziative potranno essere promosse nei diversi territori sia prima che dopo questa finestra. Il percorso di mobilitazione culminerà lunedì 9 novembre in una grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma contestualmente a una conferenza stampa.
La rottura della trattativa rappresenta l'esito inevitabile di un confronto durato due anni, durante i quali la parte datoriale ha respinto sistematicamente tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare e dare dignità al settore, a partire da temi centrali quali l’unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive. A fronte di un contratto nazionale la cui ultima revisione risale al 2018 — per una vigenza di fatto che sfiora i nove anni — la controparte ha risposto con proposte economiche del tutto insufficienti, che non riescono nemmeno a scalfire un tasso di inflazione che, per il periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23%.
I numeri della proposta presentata da Federvivo evidenziano chiaramente la gravità della situazione. Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile si attesta attualmente su 1.433,43 euro, la proposta di aumento è pari al 18% distribuito nell'arco di tre anni. Ciò significa che solo nel 2029 lo stipendio medio di questi lavoratori raggiungerebbe 1.691,44 euro, determinando un incremento di 258,01 euro complessivi: di fatto, in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, l'aumento reale equivale a circa 28 euro lordi all'anno.
Ancora più eclatante è la proposta avanzata per il personale scritturato, categoria che comprende tra le altre le professioni di attore, ballerino, macchinista, professore d’orchestra e capo macchinista. Per questi lavoratori il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di soli 58,69 euro lordi. L’aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera nel 2029 a 70,42 euro: un adeguamento di appena 11,73 euro lordi al giorno che, spalmato sui nove anni trascorsi dal precedente rinnovo e senza alcun riconoscimento degli arretrati, corrisponde a un misero incremento di circa 1,30 euro lordi all'anno.
Di fronte a queste cifre e all'inadeguatezza delle risposte datoriali, il Coordinamento nazionale unitario ribadisce la necessità di proseguire la mobilitazione fino al raggiungimento di un accordo che restituisca reale potere d'acquisto e il giusto riconoscimento professionale a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo dal vivo.
Le Segreterie Nazionali
SLC FISTEL UILFPC

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