


Il 16 luglio 2018 la neo costituita 2i Towers Srl, società partecipata al 60% dal fondo per le infrastrutture F2i e al 40% da Mediaset, ha comunicato di voler lanciare un'Opa (Offerta pubblica di acquisto) sulla totalità del capitale di Ei Towers, di cui oggi Mediaset detiene già il 40% delle azioni.
Rispetto all'Opa annunciata nel febbraio 2015 da Ei Towers sul capitale di Rai-way, questa operazione presenta caratteristiche molto diverse e soprattutto si inserisce in un quadro competitivo molto cambiato rispetto a tre anni fa, sia dal punto di vista degli operatori economici che dal punto di vista normativo e tecnologico.
Dal punto di vista degli operatori economici che gestiscono le torri di trasmissione (sia broadcast che mobile) nulla è cambiato per quanto riguarda Ray-way che, salvo decisioni del governo, non può essere ceduta oltre il 49% del capitale. Nel frattempo, però, Telecomitalia nel giugno 2015 ha conferito tutte le proprie torri ad una nuova società (Inwit) successivamente quotata in borsa e ha poi cercato di mettere in vendita (senza riuscirci) Persidera, che controlla insieme al gruppo Gedi/Espresso e che detiene 5 multiplex del digitale terrestre. Successivamente è entrato sul mercato un nuovo operatore, Cellnex, la società spagnola che ha rilevato le torri che Wind aveva dovuto cedere dopo la fusione con 3G, e che ha come principale azionista il Gruppo Benetton.
Dal punto di vista normativo, l'Unione Europea ha deciso il trasferimento delle frequenze della banda 700 Mhz dai servizi televisivi, che oggi le hanno in uso, ai servizi di telefonia mobile. Indicativamente questo passaggio dovrebbe avvenire entro il giugno 2020. Conseguentemente i multiplex nazionali a disposizione delle trasmissioni sul digitale terrestre passeranno da 19 a 14 con il rischio di accentuare il rischio di carenza di banda per le trasmissioni televisive.
Questo è un problema soprattutto per l'Italia, perché, malgrado la corsa alla cablatura in fibra ottica che è partita da qualche tempo, quella via etere resta ancora la principale forma di trasmissione per le società televisive.
In questo quadro, l'evoluzione tecnologica risulta quindi ancor più strettamente correlata all'evoluzione normativa, in quanto da un lato l'introduzione del 5G potenzierà la fruizione da parte degli utenti dei programmi televisivi sia in modalità lineare che on demand su tutti gli apparati in mobilità e dall'altro lato l'introduzione della nuova tecnologia per il digitale terrestre (DVB-T2) prevista entro il 2022 permetterà di recuperare lo spazio di banda perso col trasferimento delle frequenze previsto dalla normativa europea.
Dato questo scenario di riferimento, è difficile stabilire se l'Opa annunciata da 2i Towers sia da considerarsi come un primo passo strategico per consolidare un settore verso un unico gestore delle torri che tenga insieme sia le trasmissioni broadcast che le reti mobili, secondo l'attuale modello industriale di Ei Towers, garantendo una rete gestita da azionisti prevalentemente italiani; oppure vada letto come un passo verso la scomposizione e successiva ricomposizione del settore accorpando in due poli distinti e separati le torri televisive (2i Towers, Rai-Way, Persidera) e quelle telefoniche (Inwit, Cellnex e altri) attraverso scorpori e cessioni di impianti e attività.
Altra possibilità potrebbe essere quella di una operazione finanziaria, a breve termine (ma non per questo non meno importante) che potrebbe creare valore e benefici per entrambi i partner coinvolti.
Per F2i e per i fondi d'investimento che associa, (tra cui anche la Cassa depositi e prestiti al 14%) a cui spetta il maggior apporto di capitale fresco, sarebbe l'occasione per entrare in un mercato che già da oggi garantisce utili consistenti ed in crescita; Ei Towers e Rai-way nel 2017 hanno realizzato insieme utili per più di 110 milioni di euro con una crescita rispetto all'anno precedente che è stata rispettivamente del 22,7 e del 36 per cento.
Per Mediaset, invece, rappresenterebbe l'opportunità per migliorare la propria posizione finanziaria. Essendo già in possesso del 40% delle azioni di Ei Towers, Mediaset pagherebbe il proprio apporto al capitale con le azioni già in suo possesso. Alcuni giornali economici (vedi Sole 24 ore del 18 Luglio) hanno ipotizzato infatti che tra la cessione delle vecchie azioni e l'acquisto delle nuove alle condizioni previste dall'Opa, la società potrebbe monetizzare fino a 192 milioni di euro.
Qualora, come probabile, la nuova società non venisse più consolidata nel Gruppo Mediaset, queste risorse andrebbero interamente a migliorare la posizione finanziaria netta del Gruppo con la possibilità di ridurre ulteriormente il proprio indebitamento.
In entrambi i casi quindi, se l'Opa andasse in porto, la nuova società non solo rappresenterebbe una creazione di valore per entrambi gli azionisti principali, ma nello stesso tempo rappresenterebbe un importante investimento industriale dando vita ad una società dotata delle risorse necessarie per competere e consolidarsi all'interno dei possibili scenari futuri che abbiamo precedentemente analizzato.
Data l'incertezza delle possibili evoluzioni, è quindi importante controllare gli effetti che queste operazioni, che oggi sono essenzialmente finanziarie ma che domani potrebbero avere conseguenze importanti sul modello produttivo e quindi di organizzazione del lavoro della nuova società.
Compito del sindacato sarà quindi quello di monitorare costantemente i diversi passaggi di questo processo e tal proposito è già stato calendarizzato per il 17 settembre un incontro con i vertici aziendali.
LA SEGRETERIA NAZIONALE
Paolo Gallo
Roma, 24 luglio 2018
Ei Towers - Offerta pubblica di acquisto Telecomunicazioni > Appalti TLC