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26 Ottobre 2026
Ericsson - Azienda conferma i 131 licenziamenti
Si è conclusa oggi senza alcun accordo la prima fase (fase aziendale) della procedura di licenziamento collettivo aperta da Ericsson per 131 lavoratrici e lavoratori sulla sede di Genova.
Al termine dei 45 giorni previsti dalla normativa, l'azienda ha confermato la propria posizione intransigente, rifiutando di ritirare la procedura unilaterale e continuando a non andare oltre la proposta effettuata al Mimit lo scorso 5 ottobre, con l’unica soluzione alla vertenza, la possibilità di accedere ad un incentivo all’esodo di 48 mensilità con uscita al 31 dicembre 2026.
Le organizzazioni sindacali, a più riprese, hanno chiesto la possibilità di introdurre ulteriori strumenti, andando oltre l’esclusività dell’incentivazione all’esodo. Isopensione per accompagnare le persone alla quiescenza fino a 7 anni di anticipo, allargamento del perimetro di volontarietà d’uscita a tutto il personale sociale per favorire processi di reskilling interni, estendere la possibilità di adesione all’uscita volontaria oltre il rigido 31 dicembre, per dare la possibilità alle lavoratrici e lavoratori interessati di avere un tempo maggiore di valutazione. Ovviamente si tratta di rivendicazioni sindacali, incastonate nella rivendicazione principale che è quella relative alle garanzie occupazionali future sul sito di genova.
Qualunque rivendicazione sindacale si è dovuta scontrare con un netto diniego aziendale. Alla luce del permanere delle distanze, le parti hanno condiviso, pertanto, la chiusura con esito negativo della fase aziendale.
Da oggi scatta la fase amministrativa della durata di 30 giorni. Sebbene formalmente la competenza amministrativa ricada sulla Regione Liguria – trattandosi di un impatto concentrato esclusivamente sulla sede genovese –, le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL hanno ribadito con forza che questa vertenza, considerata la portata, non può essere derubricata a vicenda locale. Per la strategicità del settore delle telecomunicazioni e la gravità della perdita patrimoniale di competenze scientifiche e tecnologiche, in considerazione dell’interessamento diretto alla vicenda da parte della Premier, la gestione del tavolo deve essere immediatamente assunta in sede ministeriale.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL, mantengono lo stato di agitazione e confermano che proseguiranno tutte le azioni di mobilitazione necessarie fino a quando non verranno fornite risposte concrete a tutela dei posti di lavoro.
Roma, 26 ottobre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILFPC UIL
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