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29 Maggio 2014 Ericsson - Situazione aziendale

Piano Industriale indirizzato a mantenere elevata la propria presenza sul territorio

italiano.

Aveva poi manifestato l'esigenza di una riduzione dei costi anche attraverso un taglio

dell'organico con l'obiettivo di rafforzare la competitività e di proseguire negli investimenti

di crescita nel medio e lungo periodo.

In seguito a fine luglio con un sofferto accordo si evitarono soluzioni traumatiche

utilizzando mobilità volontaria, contratto di solidarietà di tipo difensivo e tutta una serie di

riduzione dei costi a fronte di un impegno aziendale a proseguire negli investimenti di

crescita nel medio e lungo termine e a perseguire l'obiettivo della saturazione della

capacità produttiva interna attraverso processi di riconversione e internalizzazione.

Si conveniva infine che fino a aprile 2015 potessero essere utilizzati soltanto gli strumenti

previsti in Accordo nonché risoluzioni consensuali e uscite volontarie.

I lavoratori di Ericsson, stanno dando un sostanzioso contributo all’azienda per il

risanamento.

Inaspettatamente da qualche tempo registriamo che tutto ciò sembra non essere

apprezzato.

Continui tentativi di eludere il regime di solidarietà, problemi sulle attività di ricerca

sviluppo, consistente presenza di lavoro dato in appalto con conseguente stallo dei

processi di reinternalizzazione.

Da ultimo la cessione delle attività svolte nel sito di Vimodrone che per le qualità

dell’acquirente e per la mancanza di garanzie sull’utilizzo futuro dei lavoratori coinvolti

appare quale forma disinvolta per ridurre il personale o per ridurre i costi del personale

cedendolo ad altra azienda, più o meno solida.

Cessione che peraltro modificando il perimetro aziendale convince ancor di più le OOSS

a esprimere un giudizio negativo e di aperto contrasto al trasferimento del ramo

d’azienda.

Riteniamo indispensabile che l'azienda convochi immediatamente un incontro ai massimi

livelli per chiarire quali siano le reali intenzioni sulla sua presenza in Italia.

È evidente che in assenza di certezze sulle prospettive, sarà necessario avviare una

mobilitazione dei lavoratori per obbligare l'azienda al rispetto degli accordi raggiunti e

sugli impegni di sviluppo per i siti distribuiti in tutta Italia.

Chiediamo inoltre che siano attivati immediatamente gli strumenti relazionali previsti in

ccnl per avere un confronto serrato su andamenti, prospettive produttive e sulle reali

intenzioni future dell’azienda.

Roma, 29.05.2014

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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