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30 Luglio 2018 Es Field Delivery Italia - Il baratro s'avvicina ?

ES-FDS è nata, con trasferimento di ramo d’azienda, dallo scorporo di HP-CDS il 1 gen. 2017 (in HP-CDS sono rimaste le attività di Break and Fix).

In Data 1 aprile 2018 ES-FDS, con trasferimento di ramo d’azienda, ha scorporato verso la società Business Solution Italia le attività di End User Field Services.

Come sindacato siamo sempre stati contrari a questi scorpori perché certi che si sarebbe determinato un impoverimento industriale ed economico che avrebbe pregiudicato il futuro stesso delle tre aziende. A oggi infatti verifichiamo criticità notevoli in tutte le realtà, ma sicuramente le preoccupazioni maggiori per il futuro a breve tempo riguardano ES-FDS.

Quest’Azienda è praticamente diventata un call center di primo livello e ha oggi solo tre commesse SOGEI di cui sta partecipando alla gara per il rinnovo che è tutt’altro che certo, TIM che ha avuto una riduzione del 20% e il Comune di Roma che è del tutto marginale.

Ci siamo sempre fatti carico delle difficoltà oggettive: i lavoratori hanno sempre fatto la loro parte sia in termini economici (anni di Cassa Integrazione e di Contratti di Solidarietà) accettando effimeri e contraddittori interventi di modifica dell’organizzazione del lavoro, dimostrando di essere forse gli unici che tengono alla continuità lavorativa dell’Azienda.

L’Azienda anziché preoccuparsi di acquisire nuove commesse, diversificare le attività, aumentare le professionalità esistenti ha scelto la strada della riduzione del personale. Prima con le mobilità volontarie poi con licenziamenti individuali e infine (per ora) con trasferimenti di sede che sembrano avere il solo scopo di costringere i lavoratori interessati a licenziarsi (si veda in questo senso il netto rifiuto a discutere di benché minimi contributi economici oltre quanto previsto dal CCNL e dai precedenti accordi in essere).

Come Sindacato diciamo che TUTTO QUESTO E’INACCETTABILE!!!

Identifichiamo in DXC precise responsabilità di indirizzo e chiediamo un confronto con la capogruppo per capire fino in fondo le intenzioni future!

Vorremmo sapere nell’ immediato che fine faranno gli altri lavoratori che operano presso sedi non di Roma.

Chiediamo che a settembre si apra un tavolo di confronto vero con ES-DFS all’altezza di dare risposte certe sul futuro produttivo e occupazionale sulla sede di Roma che temiamo possa essere il prossimo terreno di devastazione occupazionale.

Per quanto sopra esposto, a settembre avremo bisogno della massima mobilitazione per costringere l’Azienda a cambiare rotta sapendo che, data la rilevanza dello scontro che ci attende, sarà decisiva la partecipazione di tutti nella convinzione che le battaglie si possono anche perdere ma che se non si combattono si perdono sicuramente.

Roma, 30 Luglio 2018

Le Segreterie Nazionali Territoriali e le RSU

SLC- CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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