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27 Maggio 2019 Hcl Technologies Italy - Totale chiusura su integrativo aziendale proclamato lo stato di agitazione

Lo scorso 23 Maggio, presso Unindustria Roma, si è svolto l'incontro con i vertici dell'azienda HCL, le Segreterie nazionali e territoriali di SLC CGIL e FISTEL CISL, e le RSU neoelette dei due siti produttivi di Vimodrone (MI) e Roma.
L'incontro si poneva l'obiettivo di ricercare avanzamenti sulla trattativa per l'Accordo integrativo aziendale riducendo le distanze in essere.
L'azienda ha praticamente rigettato ogni punto rivendicato dalla piattaforma sindacale:
 nessuna disponibilità ad implementare la sperimentazione sul LAVORO AGILE, nonostante abbia prodotto notevoli benefici alle lavoratrici ed ai lavoratori ed anche all'azienda stessa, visto l'utilizzo fatto ben oltre le giornate previste dalla sperimentazione.
 Nessuna disponibilità a discutere di una regolamentazione delle TRASFERTE uniforme, equa e valida per tutti, sia sul territorio italiano, che europeo che intercontinentale. Una multinazionale che prevede trasferte continue, anche semestrali, che nega la volontà di riconoscere misure di sostegno al disagio creato, dimostra di avere grande fatturato ma scarsa attenzione verso i propri dipendenti.
 Nessuna disponibilità a raggiungere un accordo collettivo sul PREMIO DI RISULTATO. L'azienda piuttosto che condividere parametri collettivamente che diano la possibilità a tutti i dipendenti di concorrere al raggiungimento di un premio, preferisce erogare unilateralmente premialità individuali con totale e completa discrezionalità.
 Scarsa chiarezza sulla gestione delle eccedenze di personale derivante dalla riduzione della commessa Ericsson sul sito di Vimodrone. L'azienda non è stata in grado di presentare un quadro chiaro relativo alla riqualificazione del personale, e piuttosto che ricercare soluzioni con le RSU e con le organizzazioni sindacali territoriali, ha preferito nei giorni scorsi incontrare direttamente i lavoratori, usciti dall'incontro più confusi che persuasi.
L'azienda ha dato aperture solo sulla condivisione di un PIANO WELFARE, per un importo di 275 euro, escludendo neoassunti e dipendenti che operano presso le sedi dei clienti.
Una proposta che il sindacato ha rispedito con forza al mittente, ritenendo 275 euro un importo irrisorio, specie se si considera quanto questa azienda abbia erogato in “ad personam”, ma soprattutto il sindacato ha rifiutato la logica di escludere del piano il 20% circa della forza lavoro.
Ancor più offensivo nei confronti dei lavoratori, oltre al totale diniego al confronto sui punti posti dal sindacato, risultano essere le motivazioni addotte dall'azienda. Nascondere la assenza di volontà a voler instaurare rela-zioni sindacali serie, condivisione di accordi, dietro la “cultura indiana della corporate” poco avvezza alle rela-zioni sindacali, è ancor peggio.
L'azienda HCL ha un chiaro modello in mente, quello della disintermediazione sindacale, che è più nella testa di qualche manager italiano che della corporate indiana.
Utilizzare il lavoro agile, o la flessibilità, come premialità individuale, decidere unilateralmente su trasferte e premialità economiche, addirittura usare anche il Piano Welfare per fare differenze tra lavoratori, è un becero e arcaico modello gestionale per creare discriminazioni e governare i processi produttivi con la divisione tra i lavoratori.
Le segreterie nazionali di SLC CGIL e FISTEL CISL, tenuto conto di quanto emerso nell'ultimo incontro, dichi-arano aperto lo STATO DI AGITAZIONE SINDACALE.
Nei prossimi giorni le RSU svolgeranno delle assemblee per individuare con i lavoratori forme di lotta e protesta, senza escludere la possibilità di coinvolgere le istituzioni, ivi compresa l'Ambasciata Indiana.
Roma, 27 maggio2019
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL e FISTEL CISL

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