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13 Maggio 2015 Huawei - Assenza di vere relazioni industriali

Le OO.SS Nazionali di SLC, FISTel, UILCOM ed UGL TELECOMUNICAZIONI denunciano l’assenza di vere relazioni industriali con l’azienda Huawei.

E’ ora di dire basta – incalzano ancora le quattro segreterie Nazionali- alla presunzione di Huawei Italia di condurre un modello unidirezionale nelle relazioni industriali adducendo come scusa che questa è una politica della casa madre.

Non è più accettabile – spiegano ancora le OO.SS – che Huawei Italia si vanti in tutti i tavoli di essere un leader del settore delle TLC con potenzialità economiche indiscusse e releghi la contrattazione di II livello ad una pura formalità di piccole norme, salvo lasciarsi le mani libere ed erogare unilateralmente la parte economica. Nel settore delle TLC viene contrattato nel secondo livello il premio di risultato per redistribuire i ricavi delle aziende, in Huawei Italia è invece prassi distribuire la parte economica in modo unilaterale, a chi si vuole, anche in barba alle regole basilari del contratto delle TLC. Non sfugge a nessuno che questa azienda non ha erogato gli aumenti contrattuali di settore, salvo poi utilizzare gli stessi soldi a proprio piacimento.

E’ una politica miope – continuano i quattro segretari – che abbiamo visto in altre aziende e che mostra tutti i suoi limiti quando cominciano ad esserci problemi e si ha la necessità di confronto con il sindacato. Noi vogliamo ricordare al management di Huawei Italia che nel nostro paese ci sono delle regole, spesso sancite dalla legislazione vigente, che normano gli interessi dei lavoratori con quelli aziendali e quindi chi investe in Italia come "la casa Madre" deve sapere adeguarsi

Roma 13-05-2015

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL UGL TELECOMUNICAZIONI

Le OO.SS Nazionali di SLC, FISTel, UILCOM ed UGL TELECOMUNICAZIONI denunciano l’assenza di vere relazioni industriali con l’azienda Huawei.

E’ ora di dire basta – incalzano ancora le quattro segreterie Nazionali- alla presunzione di Huawei Italia di condurre un modello unidirezionale nelle relazioni industriali adducendo come scusa che questa è una politica della casa madre.

Non è più accettabile – spiegano ancora le OO.SS – che Huawei Italia si vanti in tutti i tavoli di essere un leader del settore delle TLC con potenzialità economiche indiscusse e releghi la contrattazione di II livello ad una pura formalità di piccole norme, salvo lasciarsi le mani libere ed erogare unilateralmente la parte economica. Nel settore delle TLC viene contrattato nel secondo livello il premio di risultato per redistribuire i ricavi delle aziende, in Huawei Italia è invece prassi distribuire la parte economica in modo unilaterale, a chi si vuole, anche in barba alle regole basilari del contratto delle TLC. Non sfugge a nessuno che questa azienda non ha erogato gli aumenti contrattuali di settore, salvo poi utilizzare gli stessi soldi a proprio piacimento.

E’ una politica miope – continuano i quattro segretari – che abbiamo visto in altre aziende e che mostra tutti i suoi limiti quando cominciano ad esserci problemi e si ha la necessità di confronto con il sindacato. Noi vogliamo ricordare al management di Huawei Italia che nel nostro paese ci sono delle regole, spesso sancite dalla legislazione vigente, che normano gli interessi dei lavoratori con quelli aziendali e quindi chi investe in Italia come "la casa Madre" deve sapere adeguarsi

Roma 13-05-2015

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL UGL TELECOMUNICAZIONI

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